Wolkswagen, il sinonimo “qualità” messo in discussione

L’IMMAGINE DI QUALITA’ DELLA GERMANIA SCRICCHIOLA ASSAI: il caso Wolkswagen e oltre.

Pare che la Merkel ci sia rimasta male e abbia preteso la testa del Presidente della Wolkswagen, oltre a forzare interventi riparativi di un’Immagine che lei stessa ha detto : “Germania sinonimo di Qualità”.

Ma quale qualità se si usano strumenti tecnologici per “dopare” le caratteristiche tecniche di un prodotto per renderlo appetibile e accettabile dalle normative vigenti (in USA in primis e poi dappertutto com’è giusto che sia).

L’argomento è tosto, sia perché tocca l’inquinamento che sappiamo essere a livello di guardia e dunque valore primario (ammorbare l’atmosfera significa correre verso un baratro esistenziale), sia perché riguarda l’etica degli affari di grandi complessi internazionali, che sbandierano grandi principi e poi sono i primi a tradirli.

Papa Francesco ha già più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di un capitalismo rivisitato in senso etico, dimostrando una sensibilità per la vita sociale che finora sembrava intoccabile : business is business.

Ma quando il business prevale su qualsiasi cosa e adotta comportamenti illeciti siamo al principio della fine di un sistema che si è ormai talmente entropizzato da essere decadente.

I valori umani e sociali devono prevalere su quelli strettamente economici pena l’annichilimento della convivenza sociale oltre che del peggioramento dell’ambiente.

Se una Wolkswagen, tra i primi marchi al mondo nel campo automobilistico, dotata di un’immagine prestazionale assoluta e “sinonimo di qualità” froda in questo modo pubblico e leggi, c’è da pensare quante altre realtà, meno titolate, facciano la stessa cosa.

C’è da rabbrividire. Occorre subito un’azione moralizzatrice forte :

chiarezza e trasparenza su tutto il sistema industriale.

La tecnologia favorisce una comunicazione aperta, spontanea, completa, a favore del consumatore e nel rispetto delle Leggi, anche per una Competizione regolata ed equa.

Quante vetture in più ha venduto Wolkswagen grazie all’Immagine falsata di cui ha goduto? Quanti altri marchi hanno perso vendite perché meno competitivi in apparenza?

Le conseguenze sono state importanti per il business degli uni e degli altri, tuttavia sono devastanti per la stessa Wolkswagen. A parte quanto ha già perso come capitalizzazione, ora quanto perderà nel ritiro delle vetture? Quante vetture in meno venderà nel prossimo futuro grazie alla scellerataggine dei suoi Dirigenti? Cosa succederà in Italia dove il Gruppo ha una quota di mercato rilevante? Cosa ne sarà delle Concessionarie che oggi sono chiamate a non vendere? Quale impatto ci sarà sui fornitori Italiani (tra i migliori al mondo nell’Automotive) a causa della recessione che colpirà WW? Come si comporteranno i Clienti?

Il Presidente ha dato (forzosamente) le dimissioni e si prenderà 60 milioni di liquidazione anziché mettercene altrettanti per gli errori commessi come sarebbe giusto, forse un carcere a vita buttando via la chiave sarebbe più opportuno.

Lui è il capro espiatorio, è la massima autorità aziendale, è quello che è pagato di più, è il più responsabile.
Ma qui dovremmo sfatare un mito : non è un uomo che fa l’Azienda, è un insieme di uomini, ruoli, funzioni, dove i talenti diffusi costituiscono l’ossatura di un successo.

Dunque non si dovrebbe strapagare qualcuno al vertice delle aziende quando sono le comunità aziendali che portano ai risultati e così non ci si dovrebbe accontentare di sostituire chi è al comando di un’Impresa quando le cose vanno male o si commettono errori gravi (per WW gravissimi e intollerabili!). Quanti altri sapevano e non hanno agito? Chi ha costruito il marchingegno per frodare le leggi e i consumatori? Chi aveva il potere di opporsi a scelte strategiche suicide?

Ancora una volta assistiamo (e in Germania, sic!) all’omertà più diffusa : squadre di uomini, talenti eccellenti, che si sottomettono al dio business, perdendo identità e dignità professionale e umana.

Quando gli uomini sanno e non fanno, si assumono una tremenda responsabilità sociale. Dobbiamo essere consapevoli che le gerarchie sono funzionali alla gestione efficiente di un’Impresa, tuttavia esse non possono sostituire i valori fondanti di una comunità sociale e violare le leggi, frodare i consumatori, sono comportamenti inaccettabili a qualsiasi livello.

Impariamo dagli errori e diamoci tutti una mossa verso un’etica degli affari che porta benessere per tutti!

Giorgio Cozzi

 

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

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