Vette Umane a Milano, scatti d’identità

Una città a cui devo molto e che sto apprezzando sempre di più è Milano.

Milano è sicuramente una città aperta, mi ha dato l’occasione di conoscere nuove persone, ogni volta che ci vado è una scoperta, c’è qualcosa di nuovo.

Un giorno ero a Milano, dopo aver raccolto qualche storia e scatto, mi siedo in piazza Duomo a trascrivere tutto. Mentre mi siedo metto la fotocamera sul treppiede e intanto do uno sguardo nel mirino.

Quel controluce che con le persone che passano plasmano il paesaggio, l’uomo fin dai tempi ha sempre modificato la visione del paesaggio, purtroppo in certi casi anche esagerando.

In questa raccolta ci sono degli scatti tutti con la stessa prospettiva, ma completamente diversi, il paesaggio in questo caso è variato dalle persone in se, le loro teste sono VETTE che cambiano la percezione di orizzonte.

Voglio mettere in risalto un altro aspetto di questa galleria, che è l’UGUAGLIANZA.

In questa serie d’immagini, oltre allo sfondo che non cambia mai, c’è dell’altro che rimane inalterato, L’IDENTITÀ delle persone.

Oggi come oggi si parla molto di differenze sociali, etiche, razziali. Si parla di neofascisti, si parla di immigrazione e di emigrazione, si parla e si trasmette odio attraverso i social, attraverso la televisione, si pensa di essere migliori di altri.

La verità è che siamo tutti uguali, se il mondo fosse come nelle mie fotografie che vi ho presentato, non ci sarebbero differenze, la gente non si accorgerebbe di nulla, saremmo semplicemente delle forme, dei contorni.

Invece no, ci hanno dato i colori, e i colori che non ci piacciono, gli insultiamo, gli lasciamo da parte. Il problema è il modo di vedere lo cose, bisogna aprire la mente e cominciare a farsi delle domande e a cercarsi delle risposte a queste domande.

Le risposte dobbiamo cercarle dentro di noi, con la nostra testa, non su internet o con la testa di altri, siamo noi che decidiamo chi siamo. Forse queste immagini rappresentano il mondo ideale, non lo so, ma dovremmo pensar che come in quel mondo siamo tutti neri, ora siamo tutti colorati, e questa è uguaglianza allo stesso modo.

Dietro ogni immagine, dietro ogni raccolta, c’è un pensiero, c’è un’idea, un fondamento. Scattare per avere foto, non ha senso per me. Bisogna dare significato alle immagini e far si che tutti guardando quell’immagine o quella raccolta abbiano la stessa idea, o meglio lo stesso punto di partenza da cui poi sviluppare una propria idea. Io voglio che le persone guardino ciò che vedo io, come vedo io.

La parola VETTE prende vari significati, partendo da quello letterario, VETTA nel senso la cima di una montagna, che in questo caso sono le teste che definiscono l’orizzonte, poi arrivano i significati simbolici, VETTA  nel senso di obiettivo, l’obiettivo sarebbe arrivare al pensiero di uguaglianza, basta discriminazioni sui migranti, sulle donne, il bullismo, discriminazione omosessuali, sulla religione.

Poi ultimo significato di VETTE sono le vette sociali, la posizione di una persona all’interno della società, il mondo è una VETTA, è fatto di alti e bassi, è giusto puntare in alto, ma delle volte bisognerebbe dare uno sguardo anche alle piccole VETTE della nostra società.

Alessio Di Franco

Alessio Di Franco, nato nel 1999 a Gardone Val Trompia. Fin da piccolo ho sempre avuto una grande passione sia per la cucina, sia per la fotografia. All’età di 15 anni ho cominciato a lavorare come cuoco in una cucina di un ristorante rinomato, dove tutt’ora proseguo la mia attività lavorativa. Con il mio primo stipendio arrivò la mia prima (anzi seconda) macchina fotografica (Reflex Canon 100d). Mi avvicinai al mondo della fotografia insieme ad un mio collega conosciuto sul posto di lavoro. Oltre ad essere appassionato di fotografia, sono anche un appassionato di arte e musica. Per me l’arte è tutto ciò che può esprimere un concetto, tutto ciò che può trasmettere un’emozione.

 

 

 

 

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