Vacanze evolutive, momento di riposo e sport

                                                                                          Le vacanze… evolutive.

La fine dell’anno scolastico è ormai arrivata, e quindi adesso i genitori devono pensare a come far trascorrere le vacanze a bambini e ragazzi, specialmente se non hanno la possibilità di restare a casa con loro, oppure di affidarli a parenti o conoscenti disponibili.

In questi casi esistono comunque diverse alternative: si va dai classici centri estivi, organizzati spesso dagli oratori o da organismi privati, con animatori che possono seguire i bambini dalla mattina sino al tardo pomeriggio, per passare a veri e propri soggiorni in luoghi di mare, lago, collina o montagna dove è possibile svolgere diverse attività sportive (dal tennis allo sci, dalle arti marziali al basket, dal volley alla vela) o più semplicemente trascorrere un periodo a contatto con la natura, magari in campeggio, sperimentando così modi di vita differenti (a tale proposito, esistono organizzazioni ambientaliste che organizzano ottimi campi, destinati anche ai più piccoli).

L’offerta molto ampia, che rappresenta di per sé un vantaggio, può però rivelarsi contemporaneamente una fonte di imbarazzo nella scelta, sia per il fatto che si riscontrano talora notevoli differenze di prezzo, sia perché non sempre si ha la possibilità di recarsi a verificare di persona il luogo.

L’ideale sarebbe infatti poter effettuare un sopralluogo preliminare, non soltanto per visionare l’ambiente ma anche per capire l’impressione che ne riceve vostro figlio, nonché raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulla struttura, ed in particolare sul grado di preparazione e professionalità del personale che ci lavora, e su come verranno gestite le giornate di attività.

Quando invece, per questioni di tempo o distanza, non esiste la possibilità di visitare in anticipo il posto, consiglierei quanto meno di cercare di entrare in contatto con qualche genitore che abbia fatto già in passato la stessa esperienza prima di voi, per ottenere referenze, fondamentali per prendere poi la decisione in maniera relativamente ponderata. Al giorno d’oggi, sia pur calcolando una debita “tara” alle testimonianze che si possono trovare on line riguardo a una determinata struttura, è abbastanza facile farsi un’opinione al proposito.

Una volta scelta la destinazione, suggerirei – soprattutto per i bambini più piccoli – di farli partire, specialmente se si tratta della prima esperienza di questo genere, con un amichetto/a, un fratello o un cugino più grande, in modo da scongiurare la possibilità che insorga una sorta di ansia da abbandono, e anche per evitare che venga avvertita troppa nostalgia.

Per quanto concerne i campus sportivi, sono sicuramente da preferirsi quelli in cui vengono fatte praticare svariate discipline, in maniera da poter ampliare, con il diverso apporto che ciascuna offre, il bagaglio di competenze neuropsicomotorie del giovane.foto vacanze

Grande attenzione andrà riservata alla dotazione di un’attrezzatura adatta, in particolare per quanto concerne le calzature, specialmente se il bambino è all’esordio in quel genere di attività; ma ovviamente, sarà ancora più importante essere certi della sua idoneità fisica, nonché ricevere garanzie sugli istruttori a sua disposizione, che devono tutti essere assolutamente qualificati e riconosciuti dalle rispettive Federazioni.

Un’altra possibilità interessante, tra le modalità di trascorrere le vacanze, destinata però a ragazzini sicuramente più grandicelli, potrebbe invece essere quella di andare ad imparare una lingua straniera all’estero.

Anche in questo caso, l’offerta è piuttosto ampia e le destinazioni molteplici: si spazia da veri e propri collegi, in cui i ragazzi studiano, giocano, mangiano e dormono, a più accessibili scuole dove vengono semplicemente organizzate un certo numero di ore di lezione ogni giorno, e che prevedono in contemporanea il soggiorno presso una famiglia convenzionata con l’organizzazione. Questa seconda soluzione sicuramente permette ai giovani di conoscere anche stili di vita differenti, offrendo loro la possibilità di parlare la lingua anche fuori dal momento scolastico, apprendendo così pure un po’ di slang locale, a patto naturalmente che, nel tempo libero, evitino di fare gruppo solamente con i propri connazionali.

Per la scelta di questa esperienza è ovviamente un po’ più complicato andare a vedere di persona il posto: sarà quindi fondamentale cercare di documentarsi, contattarne i referenti, nonché partecipare alle riunioni preliminari che solitamente ogni scuola organizza.

Meno scolastiche, ma sempre di indiscutibile valore educativo, per i ragazzi più grandi esistono infine interessanti opportunità di vacanze-lavoro in Italia (per raccogliere la frutta, curare la manutenzione di boschi e sentieri di montagna, contribuire a riattivare vecchie strutture ecc.) e anche all’estero (generalmente queste hanno invece a che fare con attività legate all’assistenza ai bambini o alla costruzione di ospedali, scuole e similia).

Per tutte le opzioni che abbiamo visto, sarà fondamentale, naturalmente, che i ragazzi si sentano coinvolti in prima persona nella gestione della loro vacanza, che non dovrà mai essere vissuta come imposta; l’ideale, anzi, è che avvertano entusiasmo nei confronti di questa esperienza, in maniera da poter fare liberamente la scelta che più sentono vicina e cogliere l’opportunità di una importante occasione di crescita e formazione.

Noi pediatri siamo generalmente favorevoli a questo genere di vacanze evolutive: certo, specialmente se andranno all’estero, i nostri giovani ne torneranno forse con il vivo desiderio di poter nuovamente gustare qualche buon piatto della cucina italiana, ma sicuramente dal punto di vista caratteriale un po’ più autonomi, responsabili ed emancipati.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

Un commento

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