Urgnano (Bergamo): 31^ edizione del Festival Internazionale “Segnali Experimenta” a cura del Laboratorio Teatro Officina

“SEGNALI EXPERIMENTA – CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO 2019”

Festival Internazionale del Teatro di Gruppo – XXXI Edizione

Trentunesima edizione per il Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta – Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo” storica manifestazione organizzata, ad Urgnano, dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura dell’Ente Locale, l’Assessorato Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus.

Si comincia, domenica 24 aprile alle ore 16.30, presso l’Auditorium Comunale di Urgnano (Scuola Media), con la sezione “Teatro in Famiglia” e lo spettacolo “Squàsc – Stòrie dé pura” del Laboratorio Teatro Officina. Le streghe e gli spiriti che popolano le credenze tradizionali sono i protagonisti di queste storie della cascina bergamasca: il folletto (lo squàsc) dagli scherzi impertinenti e dalle trasformazioni imprevedibili, l’orco (ol magnàt) con la sua figura smisurata e minacciosa, il diavolo (ol diàol) con i piedi di capra e le corna, la donna del gioco ((la dòna del zöhc), una fata-strega accompagnata da un branco di animali e la caccia morta (la cassa mórta) una grossa cagna nera con gli occhi di brace.

Storie di vera paura adatte a un pubblico adulto e a ragazzi coraggiosi. Sempre all’Auditorium, sabato 6 aprile, alle ore 21.30, è la volta di “Ninna nanna” di e con Gianfranco Bergamini, storia di formazione, debitrice a tre precedenti versioni teatrali, qui, per la prima volta, nella sua interezza di “racconto esperienziale”, che recupera molti passi inediti della narrazione,  formalizzandoli e adattandoli ad una esplicita confessione teatrale che passa in rassegna i luoghi dell’infanzia e della crescita di tutti: la campagna, la famiglia, vasta e patriarcale, l’educazione tradizionale, le prime scoperte, i primi timidi approcci con le ragazze e i goffi tentativi di seduzione, i viaggi e la sperimentazione dei miti degli anni Sessanta: il fumo, il rock, la beat generation.

“La mia “Ninna nanna” è un’operazione interattiva e assolutamente democratica – dice Bergamini nella presentazione – perché permette allo spettatore di utilizzare la propria immaginazione per “vedere” l’ambientazione e l’azione scenica in modo assolutamente personale, rivendicando così una peculiare caratteristica della storia: il suo valore testuale.

“Si continua, venerdì 12 aprile, sempre alle 21.30, con il grande attore-regista argentino César Brie e “120 chili di jazz” dove si racconta la storia di Ciccio Méndez, uomo innamorato che vuole partecipare alla festa della donna che gli ha rubato il cuore. Tramite un uso prezioso delle parole, Brie riesce benissimo a visualizzare tutti i dettagli del racconto, dagli invitati fino alla decorazione delle tovaglie sui tavoli.

La potenza evocativa in scena è straordinaria e l’attenzione è totalmente rapita dalle capacità attoriali di questo straordinario interprete e dalla precisione di un testo bellissimo. “Ciccio Méndez non è mai esistito. – afferma lo stesso Brie – Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ho perso di vista i quali,  seduti ai miei fianchi in una classe del Colegio Nacional Sarmiento  a  Buenos  Aires, mi  facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro.”

A seguire, sabato 18 maggio, sempre alle 21.30, è la volta di Leo Bassi, uno dei più grandi clown al mondo, con “L’Ultimo Buffone”, uno spettacolo che nasce da una scoperta fatta da Joanna, la sorella di Leo, nell’archivio della fondazione Lumiere a Lyon in Francia. Nel maggio del 1896, i Fratelli Lumiere avevano filmato il bisnonno di Leo Bassi, Giuseppe, con il fratello Giorgio, quando lavoravano nel Circo Rancy della città francese.

Sono filmati eccezionali, probabilmente le prime immagini in movimento di “clown” della storia. A partire da questi filmati, Leo Bassi sviluppa uno spettacolo intenso e molto divertente dove si analizza il paradiso perduto del mondo dei clowns, che stupisce per l’originalità delle sue tesi sulla fine dei veri buffoni e sul significato di questa perdita nell’ambito della nostra cultura. Dopo sei generazioni – 170 anni di presenza continua della sua famiglia nelle piazze, nelle strade e nei circhi – Leo Bassi, non ha perso niente della vitalità della sua stirpe e dimostra un dominio perfetto della sua arte, con la consapevolezza di essere, forse, “L’ultimo Buffone”. Così Leo, rimane fedele a quella lotta che sempre è stata sua: “Difendere il profondo valore umanistico dell’Arte del Buffone”.

Si arriva, sabato 1 giugno alle 21.30, al momento più importante di questa trentunesima edizione del Festival, con “Ave Maria” spettacolo cult del celebrato Odin Teatret di Eugenio Barba, che ne cura la regia mentre ne è interprete eccellente Julia Varley. La pièce, dedicata all’attrice cilena María Cànepa, morta nel 2006, ha forma, nel contempo, di messa e danza funebre in suo onore.

Tutto nella scenografia riprende e ricorda la morte, tutto dalla morte è permeato, e che sia in toni ironici o strazianti, è proprio la morte a svolgere la cerimonia cui siamo chiamati ad assistere. L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un rituale dalla matrice profondamente arcaica, e non importa quale sia la tradizione specifica cui fare riferimento, perché in questa messa confluisce un “sacro” sedimentato da millenni. All’interno di questo sentimento arcaico si innesta, secondo un procedimento tipico dell’Odin Teatret, l’incontro fra Julia Varley e María Cànepa, che viene rievocato anche attraverso l’intrecciarsi delle loro voci, con l’attrice italo-danese che insegue la voce registrata dell’amica, restituendole presenza e vita. Un’esperienza scenica imperdibile.

A chiusura di “Segnali Experimenta 2019” arriva l’originalissimo “My place – Il corpo e la casa” dei milanesi Qui ed Ora Residenza Teatrale con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli per la regia di Silvia Gribaudi. In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima -volutamente messi in evidenza: masse corporee vive e non censurate, vere, oneste e ben diverse da quelle che oggi siamo abituati a vedere in mostra sui giornali, su internet, in televisione. Tre donne non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Poche parole, quadri visivi, corpi in movimento. Un racconto fisico che va a indagare, con ironia e sagacia, i luoghi dell’intimo.

L’ingresso agli spettacoli è di euro 15,00 per César Brie, Leo Bassi e Odin Teatret, di euro 10,00 per Bergamini Gianfranco e Qui ed Ora Residenza Teatrale. Ingresso di euro 6,00 e 5,00 per il Laboratorio Teatro Officina in domenicale per “Teatro in Famiglia”. I posti disponibili nell’Auditorium Comunale di Urgnano, in via dei Bersaglieri, 68, sono 99, per cui si consiglia la prenotazione. Info: tel. 035 891878, cell. 340 4994795, email. laboratorioteatrofficina@gmail.com – sito web. www.laboratorioteatrofficina.it

 

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