Trasparenza per le Banche ma…non per quella di “sviluppo” nazionale (CDP)

“Quando il governo ha cambiato i vertici della Cassa Depositi e Prestiti molti se ne sono chiesti la vera ragione. Un chiarimento poteva arrivare dalla presentazione del piano industriale. Il piano però… è un semplice comuncato stampa: così i dubbi rimangono.”

Così esordiva un editoriale di Alessandro Penati su “la Repubblica” di qualche giorno fa. Aggiungiamo che oltre ai dubbi sul cambio vertici si aggiungono quelli sulla loro reale volontà e capacità di realizzare un progetto di sviluppo (oltre alla mancanza di risorse che è stata evidenziata dall’articolo).foto articolo luciano

Eppure il contesto attuale sarebbe stato estremamente propizio per la pubblicazione integrale del Business Plan per almeno tre motivi.

Il primo:

L’attività della cassa è finanziata per intero da risorse pubbliche, ovvero conferite da quel pubblico già in parte “vessato” dalle recenti vicende dei crac bancari e che è stato anche accusato di “ignoranza finanziaria”. In questo caso l’ignoranza è addirittura imposta.

La pubblicazione (per la prima volta) del Business Plan sarebbe il miglior segnale concreto di un “nuovo corso” di trasparenza e responsabilità più volte evocate (finora retoricamente) dal governo nella gestione dei fatti economici nazionali.

Il secondo:

Una pubblicazione del BP segnerebbe uno spartiacque con le passate gestioni consentendo all’attuale dirigenza di CDP, e dei “soci” che la esprimono, di prendersi (finalmente) la piena responsabilità del loro operato. E’ infatti ora, sempre nel solco della presa di responsabilità delle proprie azioni di questo governo, che proprio i manager da esso voluto si espongano a dichiarare le loro intenzioni e capacità progettuali strategiche per il paese.

Il terzo:

E’ da sottolineare che proprio lo status di “National Promotional Istitution”,ricordato nello stesso comunicato stampa,  imporrebbe a CDP, come si evince nel documento della Commissione Europea a proposito del ruolo delle “National Promotional Bank” tra le quali CDP è citata, “High standards of trasparency and accountability” importanti per la “reputation in the market” e per mantenere quella “financial soundness without continued capital injections by the government” auspicata nello stesso documento.

In conclusione è auspicabile che questo piano sia reso al più presto  pubblico affinchè si sottoponga al giudizio, ma anche per richiederne il supporto, di tutti gli stakeholder, se il governo vuole essere davvero trasparente e coerente anche sulla politica economica e lo sviluppo da attuare attraverso CDP.

Luciano Martinoli

LucianoMartinoli, laureato in Scienze dell’Informazione ha ricoperto ruoli manageriali in importanti aziende IT internazionali: HP, Cap Gemini, SSA (oggi Infor). Si è poi occupato di start-up e apertura di filiali di aziende multinazionali in Italia: Arinso, Atlantic Sky. Successivamente ha ricoperto ruolo di vertice in Incubatori di Impresa del gruppo Moratti e partecipato a progetti di sviluppo aziendale. Dal 2009 in Crescendo mette a frutto queste esperienze organizzative e strategiche nell’ambito del framework scientifico-culturale messo a punto dall’azienda.

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