Storie e Personaggi, una bellissima storia vera!

Una vita spesa per gli altri…..storia di un Uomo di altri tempi

Ai tempi della seconda guerra mondiale un Ragazzo adempiendo ai propri doveri viene imbarcato su di un cacciatorpediniere, certo è chiamato ad adempiere il suo dovere perché il Militare obbedisce alla Sua Nazione indipendentemente da chi sia governata, è nato in quello Stato e nei confronti dello stesso e di chi vi abita ha il dovere di rispettare le regole, obbedire agli ordini ricevuti ed eseguirli anche se non li condivide.

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Battaglione S. Marco

I pochi superstiti vengono fatti prigionieri dalle truppe germaniche e portati prima a Patrasso e poi in Grecia dove saranno caricati su un vagone merci con destinazione Germania. Lo sgomento e la paura diventano compagni di quel percorso . Il treno maledetto parte alla volta della Germania risalendo piano piano, senza acqua e viveri per coloro che sono stipati nei vagoni merci.

In prossimità di Fiume il treno è attaccato dai partigiani slavi, i proiettili colpiscono e sibilano ovunque. In uno dei vagoni vi è quel ragazzo poco più che ventenne ed i suoi sventurati compagni di viaggio vogliono tentare la sorte scendendo dal vagone ma il Nostro Ragazzo si pone davanti al portellone, rischiando così i colpi micidiali, a braccia aperte e levate e con tutta la voce di cui è capace blocca i propri compagni che non ritroverà più nella vita e che se fossero scesi sarebbero finiti sotto il fuoco infernale.

I Tedeschi sono sopraffatti ed i Militari italiani vengono portati in un campo gestito dai Partigiani Slavi. In codesta realtà vengono posti davanti ad una alternativa : combattere con loro o andarsene senza armi, viveri, acqua ed ovviamente con la loro uniforme da Soldati Italiani. Solo in due, il Nostro Ragazzo ed altra persona decidono di tentare la sorte; si saprà più tardi che gli altri rimasti a combattere con i Partigiani Slavi torneranno a casa all’incirca negli anni ’50 dopo esser stati chiusi in un campo di “concentramento” slavo.

Il Nostro Ragazzo assieme al compagno di avventura si avviano, camminando la notte e rimanendo nascosti di giorno nutrendosi di erba, ma un giorno nel loro cammino si imbattono in uno zucchino, sì uno zucchino, gioiscono e se lo dividono ed anni dopo il Nostro Ragazzo ebbe a dire “ mai mangiato nulla di più buono”.

Quanta fame e quanta forza morale avevano i Nostri Due Italiani. Giunti in un luogo mai comunicato i Due si lasciano ognuno cerca di tornare alla propria casa. Scelta molto logica e strategica perché almeno uno sarebbe forse tornato. Si seppe poi che entrambi riuscirono a tornare a casa.

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terremoto del Belice

Il Nostro Ragazzo riesce a sopravvivere ed alla fine della Guerra decide, come ringraziamento, di dedicarsi agli altri e rimane nei Vigili del Fuoco.

Vita dura, vita senza orari, vita dedicata agli altri come durante l’Alluvione del Polesine, il Terremoto in Belice, la tragedia del Vajont, l’Alluvione di Firenze, e molto ancora dalla lotta alle fiamme in Sardegna causate ai tempi del brigantaggio, al durissimo e grave incendio di una industria chimica, allo scoppio del Gasometro di Verona che, se non fosse stato per il Nostro Ragazzo accorso tra i primi in assoluto a chiudere certe valvole a mani nude nonostante le temperature, poteva provocare danni inestimabili a persone e cose.

Il Nostro Ragazzo aveva una Sua regola : rispetto delle leggi, rispetto della altrui Vita prima della propria ed è così che lo troviamo sempre a scendere per primo davanti al pericolo, lo vediamo a salvaguardare i Suoi Colleghi più giovani perché avevano bambini piccoli o stavano per crearsi una famiglia.  Circa il Nostro Ragazzo potremmo scrivere ancora molto però è con Orgoglio ed Amore che scrivo : era il Papà di Loredana, Laura, Lorenzo e Claudio era il marito di una grande Donna che ha vissuto con Lui anni di silenziosa paura per non vederLo tornare più. E’ deceduto dopo lunga e tragica malattia il 2 Giugno 1982, nel giorno della Festa della Repubblica

Claudio Mantovani

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