Storie e personaggi: Silvio Romano, il “Poeta dello scalpello”

La Storia

Dunque,Silvio nasce ad Agrigento il 26/3/1942, abitava vicino a un grande laboratorio di marmi, allora il n°1 in Italia ed in grande espansione (i primi anni cinquanta), già da bambino venendo attirato dai forti rumori della lavorazione del marmo,suscitando simpatia al titolare, gli permetteva di pulire sotto i macchinari e in cambio un giro con una bicicletta scassata.

Da lì iniziò la sua carriera da marmista. Rimane orfano già a 12 anni, si trasferisce a Milano a 17 anni con la valigia di cartone come  raccontava spesso, si fa apprezzare sui posti di lavoro per la sua versatilità e velocità. Passano gli anni e dopo Milano lavora a Buccinasco, le sue conoscenze erano in Corsico, Buccinasco, Trezzano.

A Corsico in una balera conosce mia madre e a breve si sposano. La prima esperienza da imprenditore artigiano a Valle Mosso (Biella) ma il fiume esonda e i macchinari se li porta via, allora ritorna a Trezzano con degli amici pensa di riprovare e nel cortile di un capannone improvvisano una tettoia e un ufficio li nasce il suo laboratorio di marmi.

Inizia la sua vita da artigiano nel1967 ,cambiali su cambiali voglia di fare e fame, Silvio si faceva apprezzare nei cantieri per la sua professionalità la velocità e i prezzi più contenuti dei suoi ex datori, che fatiche!!!! era sempre presente anche con i paesani all’Osteria del Ponte e circoli di Trezzano.

Con altri trezzanesi mette in piedi la Proloco, per il primo gemellaggio vanno in trasferta ad Eching.

Quando in Irpinia successe il terremoto, parte con altri in aiuto, era necessario avere autovetture con traino e lui aveva appena comprata Opel Ascona rossa 2.0 diesel.  romano2

Arrivati a Genova trovano il mare in burrasca forza otto e chi non ha voluto rischiare tornò indietro. Lui ed altri temerari salpano, il mare era talmente mosso che il traghetto sembrava che si ribaltava ogni onda, un viaggio terribile anche il capitano stava male.
Arrivati a Napoli iniziano a portare le roulotte personalmente sui luoghi del disastro , la vettura alla fine  aveva  il motore fuso.  romano3

Iniziò a fare modelli nuovi anche negli ornamenti cimiteriali, grazie alla sua sensibilita’ ha sempre unito semplicita’ e personalita’ e tuttora vengono fotografati e copiati.romano1-trezzanino

trezzaninoBrevetta e realizza una macchina per sagomare a filo diamantato ,appena i tempi e la sua maturità artistica lo permettono si dedica ai monumenti pubblici, inventa realizza e brevetta la panchina polivalente a forma di piede, suoi la donna in cammino, la partecipazione al monumento a Pertini con targa graffito su granito nero posta a Roma presso il Senato, la realizzazione del monumento alla strage di Capaci, riceve  a Lione (Francia) il premio per la sua Fontana dell’Abbraccio, primo fra tanti artisti dal mondo, plasma il busto di madre Teresa di Calcutta, fa riaprire una cava di marmo arabescato di Carrara per la grande fornitura della sua vita ,18 mila mt quadri di rivestimento e altro negli edifici Lops.

Viene definito da un giornalista “il poeta dello scalpello”.

Renato Romano

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Sono trascorsi già due anni da quando Silvio Romano, a 69 anni, ci ha lasciato ma il suo ricordo è ancora vivo nella mente di tutti.

Artista, diventato famoso anche in campo internazionale con il soprannome de “Il Poeta dello scalpello”,  nativo di Agrigento ma trasferitosi a Trezzano sul Naviglio da circa 45 anni, nel suo carattere  che a  molti sembrava un po’ scontroso, nascondeva qualità nascoste, sognatore, creatività, tanta generosità e quella grande passione che aveva per la sua professione.

Sempre sensibile e disponibile con tutti, specialmente verso il sociale, di lui rimangono monumenti e palazzi molto significativi per una piccola cittadina.

A testimonianza della sua grandissima popolarità rimangono tutti gli scritti dei vari giornali e siti web locali sempre pronti a far emergere un talento professionale come Silvio.

Vogliamo ricordarlo così, in modo semplice ma importante.

foto-ingresso
Renato Romano

Il suo mestiere e i suoi segreti li ha lasciati al figlio Renato che dal papà ha preso le qualità più importanti.

Come lui, sempre dedito al lavoro, sempre disponibile a risolvere le problematiche che si creano in momenti psicologici particolari, da sempre pronto a stare vicino a chi è in difficoltà, con la speranza che, e possiamo affermare che siamo sulla strada giusta, il suo DNA si manifesti con grande evidenza.  

Giampaolo Santini

2 Commenti

  1. Parlare di Silvio Romano e sempre un piacere riaffiorano ricordi e commozione allo stesso tempo: Generoso Disponibile ed Altruista né distinsero la personalità carismatica. un’Artista creativo e propositivo, nelle sue realizzazione esprime il suo pensiero sull’umanità, testimoniandone il suo dissenso contro ogni forma di violenza e valorizzando gli aspetti positivi. Lascia la sua arte ed esperienza nelle mani sapienti del figlio Renato che né continua magistralmente l’attività. Resterai per sempre nei cuori di chi ti voluto veramente! bene. CIAO SILVIO

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