Sport & Work n.98 – Le intuizioni degli imprenditori, frutto di competenze,talenti o quid extra sensoriali?

Mi sono sempre domandato cosa ci fosse alla base di certe intuizioni felici degli imprenditori creativi, quelli che, magari contro ogni dato di realtà, hanno fatto scelte coraggiose che poi, e solo poi, si sono rivelate esatte.

Vi porto un esempio concreto: ero stato incaricato di fare una sorta di ricerca di mercato per un prodotto che non decollava. L’imprenditore “sentiva” che c’era qualcosa che non andava, ma credeva nel prodotto, che era una diversificazione rispetto al business normale. Intervistai gli interni, un mare di critiche, non ci credevano e non credevano in quel prodotto e in quel mercato.

Feci una serie di interviste a Distributori e Clienti e il quadro che raccolsi non fu affatto promettente.

Elaborai uno scenario in cui apparivano le critiche e i motivi per cui la cosa non funzionava e poneva seri rischi per il futuro, insomma nemmeno la rete commerciale esterna era favorevole a quel prodotto.

L’imprenditore mi ascoltò, raccolse il tutto, mi ringraziò, disse che aveva capito molte cose e invece di rinunciare alla diversificazione, reimpostò la strategia e investì sul rinnovamento del prodotto, sia sul piano   tecnologico che delle funzioni per le quali era stato messo a punto.

Dopo due soli anni la crisi di mercato segnò profondamente il prodotto tradizionale e il nuovo prodotto diventò la ragione di esistere dell’Azienda, la linea principale, la notorietà il successo.

Tutto sembrava remare contro, ma lui ci credeva, aveva una visione, “sentiva” che poteva essere il suo futuro, rischiò ed ebbe ragione. Non era la prima volta, il fiuto aveva funzionato come sempre. Certo la tenacia, l’impegno, gli investimenti, sicuramente hanno giocato un ruolo nella via razionale, tuttavia la via intuitiva era stata quella che aveva creato il futuro.

Ecco certe intuizioni a mio avviso possono richiamare facoltà extra sensoriali, nel senso che la creatività viene aiutata dalle capacità della mente di leggere la realtà e le informazioni in un modo diverso che lascia spiragli per opportunità da cogliere. Talvolta comunque, conoscendo tanti imprenditori creativi, sembra di cogliere pensieri e visioni che non riposano su fatti oggettivi bensì su una sorta di previsione del futuro che non risponde a leggi di causa effetto, bensì come dice Jung, di significato.

Forse, come sosteneva l’eccellente psicoanalista, esiste un akasha, un inconscio collettivo, dove tutte le informazioni sono inserite e se ci si connette, si può “pescare” un effetto tra i tanti possibili, che si realizzerà, anche se tutto sembra dimostrare il contrario.

Del resto in campo scientifico molte volte le teorie o le spiegazioni sono nate in stati di sogno (vedi Kerkulè), dove evidentemente le informazioni possedute si collegano tra loro in modi imprevedibili e diversi dallo stato di veglia, aprendo a soluzioni innovative.

Il passo tra la pura creatività e la sensibilità extra sensoriale è breve, perché le funzioni cerebrali attivate sono abbastanza simili e gli stati di coscienza che facilitano l’una (ideazione fuori dagli schemi) e l’altra (intuizione senza una ragione valida di sostegno, come una missione) sono affini.

Certo, gestire un’Azienda richiede molta razionalità, eppure senza innovazione e rottura degli schemi non si sopravvive a lungo, per cui occorrono entrambi, ma se si osserva bene la storia di molte aziende, spesso alla base c’è un atto inconsulto, dettato da una visione soggettiva così potente da risultare irrinunciabile e che fa superare ogni difficoltà, appunto perché si “vede” e si “crede” in un sogno che nella mente è già realizzato e si intuiscono le mosse per conseguire quel risultato.

Ho incontrato molti Imprenditori sensibili al paranormale, anzi che spesso hanno vissuto esperienze paranormali, per cui sono consci che la conoscenza non è solo delle cose materiali e razionali, bensì anche frutto di connessione a dimensioni diverse, più ricche e alternative.

Chissà, invece di studiare i sensitivi su telepatia, chiaroveggenza, precognizione, potremmo studiare gli Imprenditori creativi e scoprire che il paranormale presso di loro è di casa, pardon di fabbrica.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)

Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)

Trainer e Coach

Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia

Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

 

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