Sport & Work n.95 – 10/2017 – anno 4 Il team building nelle aziende:una leva di successo da potenziare

Che il mondo stia cambiando a grandissima velocità non è una scoperta originale. Che stia diventando sempre più complesso è sotto gli occhi di tutti. Che diventi sempre più sofisticato e per questo attaccabile è dimostrato dalle fake news e dagli hackers, spesso giovanissimi e abili nell’intrufolarsi nei sistemi I.T.

Il lavoro di chi ha responsabilità organizzative e gestionali diventa sempre più difficile, sia per l’aumento delle variabili da controllare, sia per l’impellenza dei problemi che sollecitano soluzioni in tempi sempre più brevi.

Ormai si parla di interconnessione continua. Si nota come si è sempre più schiavi degli aggeggi che in tempo reale stimolano con informazioni o richieste a cui ci si sente obbligati di rispondere immediatamente.

E’ una rincorsa continua. Sempre più concentrata sul “qui e ora”, senza tempi né spazi per progettare il domani e vedere a lungo termine le conseguenze delle azioni di oggi.

In tutto questo l’individuo appare sempre più solo, su di lui si scaricano tonnellate di informazioni da elaborare in tempo reale e da cui ottenere risposte sempre più veloci e pertanto non sempre così meditate.

Quello che conta è il rapporto 1 a 1, vale a dire a ogni input una risposta, cercando di non accumulare, con la conseguenza certa che le cose davvero importanti e non urgenti si lasciano da parte finché non diventano anche loro urgenti e si fanno sotto pressione, senza quella lucidità e accuratezza che esse richiederebbero.

Ora, siccome nessuno è una dea Kalì (otto braccia) finisce che l’entropia aumenta e che le organizzazioni spesso tralasciano di dedicarsi a costruire nel tempo, privilegiando l’operatività immediata, come se fosse l’unica realtà che conta.

E’ qui che s’innesca il discorso sulla “squadra”, sempre meno presente e sempre meno vera, tuttavia sempre più vincente laddove la si realizzi.

Infatti se è vero che occorre integrare le diverse funzioni aziendali e che bisogna indirizzare le competenze verso un unico obiettivo, è altrettanto vero che solo attraverso un gioco di squadra si possono armonizzare le diverse esigenze, le diverse attività, i diversi approcci e stili di management.

Oggi si rende ancora più necessario confrontarsi, condividere scelte e strategie, fare sinergia tra i diversi comparti che concorrono alla realizzazione di risultati.

E’ sotto gli occhi di tutti lo scempio di grandi organizzazioni (come non pensare ad Alitalia e alle Banche insolventi) gestite storicamente da vertici aziendali poco integrati, distanti dalle Operations che pur costituiscono il business, in lotta spesso fra correnti di pensiero, per non dire politiche, dove gli interessi non appaiono più quelli dei “Clienti”, bensì quelli dei portatori di interessi particolari.

Accade la stessa cosa in tante Medie Aziende, fortemente padronali, dove si gioca secondo lo schema dettato dal “padrone”, in modo verticale e canalizzato, in modo che ognuno tende a fare ciò che va bene per il proprio settore e a coprire le magagne, facendo risaltare soltanto le buone cose personalmente fatte.

Le stesse aziende, così fortemente individualizzate e separate in casa come funzioni (il classico divide et impera) se da una parte consentono di conservare il potere, dall’altra cedono sempre più spesso alla competizione sul mercato, non potendo o non riuscendo a fare fronte comune alle difficoltà e a cogliere, insieme, le opportunità che pur si presentano.

Appare quindi chiaro che solo immettendo le energie delle varie funzioni e delle diverse persone, al servizio comune dell’Impresa, accomunando l’approccio, condividendo obiettivi e metodi, integrando le pianificazioni e le attività, si può fronteggiare al meglio la complessità del mercato e della gestione, il dominio ed il controllo delle tante variabili implicate dalla conduzione moderna di un’Impresa.

Fare squadra è il comandamento principale per ogni organizzazione: è tanto vero nel mondo dello sport (dove è subito sotto gli occhi di tutti il risultato di essere riusciti a fare squadra o meno), quanto lo è, se non di più, nel mondo delle imprese, sia pubbliche, parastatali che private.

Fare squadra non è una moda passeggera, è il segreto per far funzionare le cose: l’Intelligenza Manageriale non è più o non è solo o non può essere appannaggio del conduttore o del gruppo direzionale (quando unito), è in tutta la struttura organizzativa, sia a livello verticale (dal numero 1 a tutti gli Operatori), sia sul piano Orizzontale (tra tutte le funzioni aziendali).

Ciò che si nota lavorando con molte Aziende è che manca squadra, ognuno fa per sé, si spendono energie preziose nel criticarsi l’un l’altro, c’è frustrazione, stanchezza, aggressività, pressione continua, solo in parte giustificata dalle difficoltà del mercato.

Tutto il contrario delle aziende vincenti, dove c’è squadra, unità d’intenti, lavoro d’assieme.

Se si investisse davvero sulla cultura di squadra si trasformerebbero immediatamente le energie negative in propulsione positiva: andare tutti insieme dalla stessa parte, nella stessa direzione, condividendo il cammino e i modi per gestirlo, aiuterebbe le Imprese a fare bene, a fare meglio, a dare più soddisfazione a tutte le parti interessate, clienti, utenti, fornitori, lavoratori.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)

Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)

Trainer e Coach

Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia

Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *