Sport & Work n.94 – 9/2017 – anno 4 A proposito di viadotti che cadono!

Tre nell’ultimo anno, il fatto non può essere casuale, c’è qualche errore sistematico nel modo in cui facciamo le cose in Italia.

E’ ben vero che non si può generalizzare, risalendo da un fatto specifico (peraltro ripetuto) a una teoria complessiva, tuttavia è insopportabile che possano accadere fenomeni di degrado così potenti e per di più spesso su nuove costruzioni, come già avvenuto negli anni passati.

Si può pensare a progettisti che sbaglino i calcoli? Si può pensare a Imprese edili che non rispettino i  capitolati e le normative? Si può pensare a Capi Cantiere che utilizzano materiali inadeguati o che ordinino lavori diversi da quelli commissionati? Si può pensare a componenti tecnicamente inadeguati e scelti perché meno costosi?

Soprattutto come si fa a pensare che “qualcuno” artatamente decida di mettere a repentaglio vite umane per guadagnare più soldi?

Il sindaco del paese che ha visto l’ultimo crollo, ha parlato di un triplo miracolo: chi era sotto il viadotto ha sentito gli scricchiolii anticipatori della caduta e si è spostato; nessuno passava sulla strada in quel momento e nessuno passava sopra al viadotto. Altrimenti sarebbe stata strage.

Tuttavia il mancato incidente mortale (near miss) non ci deve far dimenticare che poteva succedere e che non si può puntare sul caso o sulla dea bendata quando si realizzano opere pubbliche (e mai comunque in nessun caso!).

Ciò che sconcerta è l’assenza di responsabilità, né dopo che sono avvenuti eventi più o meno tragici, né prima, dove, con la prevenzione, si potrebbe evitare il pericolo e il rischio di un crollo tragico.

In più, siccome la giustizia italiana è quella che è, prima di qualsiasi sentenza di terzo grado, eventuali imputati saranno assolti per caduta in prescrizione del reato.

Il fatto è che se si guarda intorno a come vengono fatte le cose, ci si accorge della scarsa quantità di passione e amore per il proprio lavoro, in linea con la grave perdita di professionalità che si sta diffondendo nella società.

Quando si fanno queste riflessioni occorre considerare che si valutano e si ingigantiscono i fenomeni negativi, senza tener conto dei positivi. OK, quanti viadotti vengono costruiti e non crollano? Qual è la percentuale di caduta di ponti e viadotti in Italia e quanto è la percentuale negli altri Paesi europei?

E’ utile sicuramente contestualizzare l’analisi, ma il fatto certo è che l’obiettivo e anche la ragionevolezza dicono che nessun ponte o viadotto dovrebbe cadere, mai.

Così come per gli infortuni, si deve lavorare per renderli zero! Migliorare gli indici va sempre bene, tuttavia ci si deve accontentare solo quando gli infortuni sono effettivamente azzerati. Pertanto vanno azzerati anche i crolli di ponti e viadotti, sanzionando esemplarmente chi mette a repentaglio la vita altrui.

Il discorso può facilmente allargarsi perché nella società più vasta si nota che il fenomeno si ripete: la strumentalizzazione imperante, il capitalismo speculativo, la propensione al guadagno senza etica, stanno dominando lo scenario e si accompagnano ad una carenza di valori fondanti e animanti il consesso sociale.

Dal punto di vista delle carte tutti sembrano a posto, certificazioni a volontà, documenti perfetti e completi, poi se si guarda dietro alle quinte si vede solo burocrazia vocata ad “essere a posto”, anziché un approccio realistico, etico, ecologico, come si conviene ad una società evoluta.

Per di più, a pensarci bene, se si propaga l’abitudine a intraprendere e/o a gestire in modo speculativo, privilegiando gli aspetti economici alla sicurezza, il danno che si crea, a lungo andare, è un boomerang che si ritorce contro chi opera così, perché l’ambiente diventa meno vivibile e più pericoloso per tutti.

E chi passa sotto un ponte che cade potrebbe essere tuo figlio.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo

CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl

Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)

Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)

Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)

Trainer e Coach

Esperto di BBS (Behavior Based Safety)

Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon

Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)

Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia

Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)

Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore

Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

 

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