Sport & Work n.7 – Musica Maestro! Esempio di innovazione e organizzazione aziendale

La direzione di Orchestra come esempio di organizzazione aziendale.

La settimana scorsa ho avuto il piacere di partecipare ad un workshop molto interessante e particolare: il titolo era ” Ma che musica Maestro” e il docente era il maestro Daniele Agiman.

Daniele Agiman è tra i direttori d’orchestra italiani più attivi a livello internazionale. In Corea del Sud e Giappone è ospite regolare delle più prestigiose istituzioni ed inoltre è Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro ( ricopre questo incarico dal 2009), potete trovare online numerose informazioni sulle qualità di questo Maestro che è anche docente universitario.

Il Maestro viene frequentemente invitato da Università (Bologna, Ancona, Teramo, Roma Tre, Università degli Studi di Milano, Università Coreana dell’Arte e Università Chung Ang di Seoul), associazioni culturali e centri di studio e ricerca (Rete Stresa, Società Gruppo-Analitica Italiana, I.S.M.O) con l’intento di riportare la riflessione sulla storia della musica occidentale e sull’ermeneutica musicale all’interno del più vasto orizzonte epistemologico e filosofico contemporaneo. 

Avendo vinto il Concorso Nazionale del Ministero della Pubblica Istruzione, dal 1999 è titolare della cattedra di Direzione d’Orchestra presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Dal marzo 2007 è Professore Onorario di Direzione d’Orchestra presso l’Università Kurashiki Sakuyo in Giappone.

Come comprenderete avevamo davanti ai nostri occhi un luminare della Musica Classica e io mi sono chiesto, con la curiosità che mi contraddistingue, come avrebbe potuto dare il suo contributo a un gruppo nutrito di Manager e Professionisti nell’ambito della loro professionalità.

Molti che mi conoscono ben sanno che sono sempre affascinato dal trasportare esperienze varie nel mondo del lavoro; nel mio Blog ho già parlato di come la mia esperienza agonistico sportiva mi abbia educato ad affrontare i lavori svolti con un approccio decisamente ispirato dalle mie esperienze sportive.

Pertanto ero veramente molto curioso di sapere come il Maestro ci avrebbe indotto a ragionare di orchestra e della sua struttura organizzativa e illuminarci sulle regole che governano le organizzazioni aziendali e professionali in genere.

IL workshop è stato illuminante: anche le orchestre possono essere viste come complesse organizzazioni di persone che hanno: strategie, obiettivi e valori comuni.

Non voglio ora e qui ripercorrere il workshop per intero e mi soffermerò solo su alcuni aspetti che penso siano di grande supporto per chi leggerà l’articolo ed in esso ci troverà fonte di riflessione su quello che dal suo punto di vista ( direttore o collaboratore, imprenditore o semplice impiegato) potrebbe fare se solo si comprendesse che la propria individualità e spiccata professionalità non ha necessariamente bisogno di individualismo, egoismo e avidità.

Piccola ma significativa considerazione: un direttore di orchestra, secondo i più grandi studiosi e direttori del mondo, al 70% abbassa il livello di qualità del lavoro dell’orchestra, al 20% mantiene il livello esistente e solo il 10% è in grado di elevare ad un livello superiore l’orchestra che dirige.

Vi chiedo di considerare il vostro lavoro e di inquadrare quello che pensate della vostra organizzazione, sia che ne sia il direttore sia che sia un semplice membro: cosa accade? Speriamo che si riesca a restare tutti almeno in quella percentuale che non altera il livello del gruppo, ma capirete bene che troppo spesso chi dirige abbassa il livello del lavoro dei suoi collaboratori. Rarissimamente (1/10) riesce ad avere i numeri per motivare, stimolare e innalzare il livello di lavoro e qualità del gruppo che dirige.

Perché? Non ho la verità in mano ma mi permetto di dare una mia personale visione delle cose: io ho percepito tre problematiche:

1.la mancanza della capacità di ascoltare gli altri. Quante volte il capo non vuole ascoltare le informazioni che arrivano dal basso e assume l’atteggiamento di onnipotenza?… 

2.la mancanza di FIDUCIA. Questo aspetto non riguarda solo il capo ma tutti i membri del gruppo, se non si ha fiducia nell’operato del collaboratore come si può arrivare al risultato? Pensate ad esempio alla Formula 1: se il pilota (grande individualista!!!) non avesse fiducia del meccanico (sconosciuto al mondo!!!) che gli avvita il dado della ruota come potrebbe tentare di vincere rischiando ala sua vita sulla vettura?

3.Terzo elemento determinante è la capacità di sacrificio e di impegno. Nessuno dei membri dell’orchestra sa suonare alla perfezione tutti gli strumenti, forse nessuno è un grande solista, ma insieme raggiungono la perfezione di una rapo: il limite di uno può essere lo spazio per un altro e insieme possano portare il livello ad innalzarsi.

 Ognuno insomma deve fare la propria parte con responsabilità e con umiltà di sapere che senza di essa non si completa l’armonia ma che senza gli altri non esiste nemmeno l’orchestra. Banale? forse ma nella mia lunga carriera professionale ho visto pochissime volte questo approccio reale, francamente quando ho visto questo atteggiamento il direttore dell’orchestra era un leader vero un motivatore che non pretendeva di fare tutto lui, ma che era capace di demandare, di motivare, di far crescere.

 Altro aspetto quindi fondamentale è che venga costruita una gerarchia di collaborazioni. L’orchestra a mio avviso rappresenta benissimo il concetto di organizzazione moderna di si discute molto in termini di organizzazione aziendale del futuro. Il concetto di rete: certo le collaborazioni sono reticolari, immaginate di vedere davanti ai vostri occhi una orchestra di circa 70 elementi pensate che non ci sia un meccanismo di rete? Bene vi sbagliate, ogni gruppo di strumenti ha un suo leader ma i meccanismi di reticolo diventano trasversali per dare i tempi ai vari gruppi, non è possibile dialogare tra gli elementi d’orchestra ecco che esistono forme di linguaggio “virale” dei gesti dove un piccolo movimento del capo dei violini da l’attacco alle viole e a loro volta con il batter di un ciglio danno il via ai timpani e così via in un meccanismo di contemporaneità e di tempistica che è dettata da chi? Dal direttore che ha il compito di Motivare tutti ad un armonia e ad una responsabilità e concentrazione sull’obiettivo finale.

 A tale scopo vi invito a vedere questo Video di youtube: http://bit.ly/126qO67.

In esso si vedono 10 minuti di prove di Herbert von Karajan, pongo l’attenzione sul modo in cui si pone nei confronti dell’orchestra, del rispetto e dell’educazione che usa per motivare a fare ciò che ha in mente, non dice a nessuno cosa deve fare realmente, li giudica tutti all’altezza, ma spiega cosa deve essere il risultato, questo è l’obiettivo motivazionale più grande. La gestualità, il modo di porsi, la empatia con i prossimi sono elementi fondamentali.

 Concludo con un aspetto tipico per le direzioni di orchestra e che ritengo debba presentare forme di riflessione anche nelle aziende, che oggi troppo sovente mirano a liberarsi degli uomini di esperienza nei ruoli direttivi e organizzativi, ma è bene ricordare che per essere un buon direttore di orchestra l’esperienza è fondamentale, non perché si conoscono i suoni di tutti gli strumenti o li sa suonare alla perfezione tutti, ma perché si è riusciti ad imparare a dirigere, motivare e armonizzare i differenti contesti nei quali ci troviamo professionalmente.

 Antonio Zanzottera

 

Antonio Zanzottera, libero professionista: come usare le nuove tecnologie digitali per fare marketing. Unisce la lunga esperienza di Manager in azienda nelle tipiche funzioni aziendali degli anni 80/90 per diventare nel 2011 un web-marketer esperto di Social Business è in grado di realizzare progetti di pianificazione di marketing di organizzazione delle attività che possono essere ottimizzate attraverso lo sfruttamento dei Big Data. Usa il Web 2.0 per aiutare le aziende a fare meglio e di più spendendo meno.master-per-sito-2013

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2 Commenti

  1. Pingback: Articolo di Sport&Work | Antonio Zanzottera

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