Sport & Work n.44 – SUCCESSI E INSUCCESSI : quali responsabilità?

SUCCESSI E INSUCCESSI : responsabilità degli allenatori o degli psicologi?

Abbiamo sotto gli occhi in ogni campo una miriade di risultati, positivi e negativi, che portano a riflettere su cosa li producono o quanto meno a quali variabili incidano positivamente o negativamente.
Partiamo dallo Sport, l’analisi è facile perché i dati sono visibili e si può comparare una disciplina con un’altra.
Ad esempio lo sci, eravamo partiti molto male, mentre ultimamente i risultati sono notevolmente migliorati e abbiamo qualche talento che si è ritrovato o confermato, mentre tutto il movimento dà comunque segnali positivi.
Sappiamo che sono avvenuti cambiamenti sensibili nel Management di questo Sport e che l’andazzo troppo allegro esibito in precedenza, si è trasformato in una maggiore concentrazione e serietà in fase di allenamento. Guarda caso, i risultati sono arrivati (e speriamo sinceramente che continuino sia nello sci alpino, Paris e Gross in testa, insieme alla Fanchini e alla Mereghetti, sia nel fondo con Pellegrino).
Nel calcio, per prendere in esame un’altra classica disciplina, assistiamo al tracollo verticale di una squadra implosa, in buona compagnia di un’altra blasonata e un’altra in serissima difficoltà. Crisi di gioco? Allenatori non all’altezza? Società confusionarie, senza un vero progetto?
E’ curioso notare che in tutti e tre i casi (Milan, Inter, Parma) sono avvenute vicende che hanno colpito il Management (e la proprietà) a vario titolo, in qualche caso anche gli allenatori, ed è evidente la ripercussione sui giocatori e sul modulo di gioco.
Qui entra in gioco lo Psicologo, che ha un ruolo specifico ormai in tutte le discipline. Infatti, la preparazione atletica è vitale, l’impostazione strategica altrettanto, tuttavia se non si ha, come dire, lo spirito giusto si rende tutto lo sforzo fatto, vano.
L’atteggiamento mentale è fondamentale, sia a livello individuale (particolarmente per i talenti), sia sul piano del collettivo (“essere squadra”), perché le prestazioni discendono dalla motivazione interiore, dalla volontà, dall’integrazione di tutte le variabili che su di esse influiscono.

Ad esempio la visualizzazione, nello sci assistiamo ad atleti che ripercorrono mentalmente e con gesti delle braccia le curve che di lì a poco dovranno fare materialmente tra i paletti; nel calcio si deve correre senza palla con uno schema di gioco che fa trovare il calciatore nel posto giusto al momento giusto e così via.
La domanda iniziale è volutamente mal posta, l’allenatore ha certo le sue responsabilità (si trova chi gli danno e con quelli disegna uno schema e una squadra, variando dove occorre); lo Psicologo pure (lavora sul mentale perché sia appropriato a quanto idealizzato e potenziale nel singolo e nella collettività), tuttavia è certo che il contesto regola la situazione globale.

Il clima che caratterizza una squadra (dalla Federazione, ai Preparatori, ai Dirigenti, alla Proprietà) influenza pesantemente il risultato, la performance, in senso positivo e negativo. L’aria che si respira tuttintorno genera motivazione o paura e supera le capacità dello Psicologo (vedi squadre che non corrono, che rendono normali i talenti, che compiono errori su errori, anche sforzandosi di fare). L’instabilità che produce un vertice sportivo si abbatte su ognuno e su tutti, deprivando gli atleti delle loro capacità, della loro concentrazione, di quella perfezione dei movimenti che porta al risultato.

Bene, appare esattamente lo stesso nel mondo aziendale, dove sempre più spesso si assiste a situazioni di totale instabilità, di incomprensione delle politiche e delle decisioni prese, spesso da molto lontano.
La demateralizzazione delle Aziende operata dalla Finanza speculativa interviene sugli uomini senza più scrupoli, senza riserve, considerandoli solo numeri o costi, contro tutte le correnti di pensiero ispirate alla Motivazione e all’evoluzione professionale che sottolineano con certezza come i risultati dipendano dalle persone come risorsa principale di un’Azienda.

Le competenze non sono aria fritta e la sostituzione di persone competenti con persone di primo pelo per risparmiare quattrini (e poter vendere meglio l’azienda acquistata due anni prima) è una strada che prepara la fine del valore che quella azienda sapeva dare.

Storia di ieri mattina : una Manager con 26 anni di esperienza, e una certa età, liquidata su due piedi perché l’Headquarter vuole così. Naturalmente non un Top Management che ha saputo fare le cose che oggi si vendono, ma un Top Management che sa solo valutare dati finanziari.
Caso singolo? No, accade tutti i giorni e il ricambio generazionale, ammesso che avvenga, prende davvero una brutta piega, con ricadute sociali che nessuno valuta.
Mettiamo gli psicologi e gli Allenatori in condizioni di operare bene e i risultati si vedranno. Parlo delle Aziende, ovviamente.

Giorgio Cozzi

 

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

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