Sport & Work n.43 – La Pagina del Doc: I ragazzi italiani e l’AIDS

Nel periodo in cui, da giovane, prestavo servizio presso la Clinica Pediatrica dell’Università a Milano, a volte mi capitava di far parte della commissione di esame per gli studenti che, al sesto anno di medicina, dovevano appunto superare lo scoglio dell’orale di pediatria; e quando si presentava un candidato poco preparato, che stentava nel dare risposte su questioni di importanza fondamentale per la materia, ricordo che il mio severo Primario sovente lo congedava così: “Poche idee… e ben confuse! Si accomodi… e prima di tornare qui a fare l’esame se le chiarisca.”foto scritta aids con preservativoimages

Ebbene, un giudizio altrettanto lapidario andrebbe senz’altro espresso anche nei confronti dei nostri giovani che, interrogati dai ricercatori dell’Università Ca’ Foscari di Venezia su due temi importanti come AIDS e HIV, nel 95% dei casi hanno risposto in maniera inesatta, o candidamente dichiarato di non saperne quasi nulla.

Spero soltanto, dato che l’indagine è stata decisa e finanziata direttamente dal Ministero della Salute, che i disarmanti risultati inducano finalmente chi di dovere a intraprendere un serio quanto capillare intervento di educazione sanitario-sessuale, che evidentemente non possono svolgere compiutamente quelle campagne divulgative un po’ semplicistiche, basate su minispot televisivi, viste in passato.

D’altro canto, un campione di oltre 6.000 ragazzi, appartenenti a sei grandi regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia) risulta certamente significativo, e fa impressione scoprire che:

– tra i ragazzi delle scuole medie superiori (14 – 18 anni) il 37,5 % è convinto che, sia pur raramente, le punture di zanzara possano trasmettere il virus dell’ AIDS

– quasi altrettanti (36,5%) sostengono che assumere la pillola contraccettiva e adottare la spirale impediscono il contagio dell’HIV

– il 20% dei ragazzi ritiene che il test dell’HIV serva a sapere quando si è geneticamente predisposti all’AIDS

– il 95% ha risposto in maniera inesatta o dichiarato di non sapere nulla riguardo ai rischi nella convivenza con i sieropositivi

– altrettanta incertezza è stata inoltre rilevata su un argomento-chiave come il “periodo finestra”, vale a dire quel lasso di tempo che intercorre tra il contagio e la possibilità di ottenere la prova della sieropositività col test specifico

– il 6,4% ha la convinzione che una persona sieropositiva si possa facilmente riconoscere perché magra e sciupata, mentre in realtà non è affatto identificabile dall’aspettofoto virus

In Italia, ogni anno, vengono formulate almeno 4.000 nuove diagnosi di infezione da HIV: è bene sapere che questo avviene sempre meno negli ambienti della tossicodipendenza, mentre risultano in costante aumento i casi attribuibili a trasmissione sessuale.
Questo comporta l’assoluta necessità di dover cercare di arginare il fenomeno soprattutto informando adeguatamente gli adolescenti per renderli consapevoli e quindi più capaci di proteggersi: risultare impreparati ad affrontare un esame all’università può comportare un ritardo di qualche mese rispetto al traguardo della laurea, mentre commettere errori nell’affrontare la minaccia dell’AIDS può costare la vita.

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina 2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.
Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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