Sport & Work n.36 – Sura 47,4 sequenze di guerra e videotape, tra antiche e nuove tecniche di decapitazione

Sura 47.4 – ….so when you meet those who disbelieve (in Battle) strike their necks (sura 47.4)

Siamo in epoca di tagli omissioni decapitazioni e abolizioni.
In positivo possiamo parlare di risparmio, semplificazione, “decisionismo” e superamento.
Poi ci sono sogni di modernita’ che non si realizzano e non “decollano” se non per tramite di poteri invisibili.
Poteri talmente invisibili che probabilmente non si vedono neanche tra loro.
Poi esistono atti di fede che portano a stati di allucinazione e possibile delirio.

Ed esiste un fanatismo “medioevaleggiante” dicono, che agisce con sequenza minaccia-terrore – forza.
Il risultato è scontato: un effetto psicologico sgradito che cresce e lievita nell’immaginario dell’Occidente.

Si chiama ansia, l’ansia di chi non sa cosa fara’domani e nemmeno dopodomani, lo spettro della poverta’, alimentare, culturale e mentale come non s’era mai visto in questo secolo in triplice combinazione.foto papa con corano

In Occidente dunque, ed anche altrove sembra essere in contrazione anche il margine per sognare.
Come se non dovessero esserci piu’ sogni per nessuno, ne’ per quelli che partono, ne’ per quelli che restano.

Noi italiani ce la caviamo pigramente, riappare la speranza, che non è un frutto allucinogeno e il futuro cosi’ si salva in sospensione cosmica, in braccio agli angeli, i quali si sa non amano le infrastrutture e nemmeno le politiche terra terra.
Per contro esistono atti di fede che portano a stati di delirio veri e propri.

C’e’ sotto i riflettori del mondo , una narrazione islamista edonista e sfrontata (hollywoodiana) che si realizza per immagini, flash dell’orrore e e know how tecnologico.

E c’e’ ancora un capitale umano…in finestra. E una politica mondiale picaresca e ancora poco creativa.
I diritti nel complesso esistono, ma sono in grave pericolo e marciano al passo con la fruizione di trailer al sangue…e decotte ideologie.

I nuovi incappucciati non arretrano e decapitano anche le donne.. il che per mano di islamisti fa meno clamore del ritrovamento di un serial killer nostrano.

E mentre Obama, the President, riconosce un errore di valutazione del fenomeno Jihadista, (oltre che del pericolo Ebola) l’ordine e’ quello di non replicare l’orrore.

Da Bagdad spostano la comunicazione su piattaforme non americane e dimostrano che si puo’ fare a meno di twitter e di you tube, snobbano a suon di rap il mondo occidentale, eliminabile in fondo se solo Allah lo volesse per grande decapitazione collettiva.

E il New York Times ammette, sono almeno 12mila i combattenti che arrivano dall’estero, Italia compresa.
Tuttavia in italia, si sta ancora bene.

Aleggiano sempre fantasmi dell’altro secolo ma parte il made in Europe e gli unici a fendere l’aria sembrano essere quattro comunisti stagionati, che si disperano e pensano se conviene usare la falce , usare il martello o entrambi.

I sindacalisti italici non sventolano piu bandiere ma intonano canti ed erigono totem e danzano, per l’immortalita’ dell’art. 18 che non è del resto un versetto del corano ispirato da Allah , resta controverso dal suo esordio ed ormai pure lui e’ quasi defunto.

Questo il teatro di guerra e lo scenario generale.

Non ce ne vogliano i boia di tutti i tempi per l’accostamento ardito… ma le decapitazioni sono sempre esistite: di uomini, donne e diritti.

La storia stessa, in molte epoche riconosce ai boia una figura professionale, la dignita’ di una occupazione emergente, il ruolo macabro di un lavoro qualunque, l’essere stato volontario appena retribuito con il compito esemplare di eseguire sentenze.

Questi nuovi boia sono riconoscibili eroi negativi. Un risultato algebrico.
Assumono le sembianze di Spiderman emersi dal petrolio. Alcuni pero’ troppo esitanti per un disegnatore esigente.
Chi e’ il loro stilista? Alcune piccole incertezze rilevate. Posturali e forse psicologiche.
Eppure sono parenti stretti di personaggi che all’alba del nuovo millennio ci hanno trascinato in un bagno di sangue e di fumo.

Come dimenticare quel terrorista educato, lama da barba tesa sul volto, pulito e pronto per un giorno da ricordare ?
Il fatto e’ che lo stesso mondo musulmano, nega e non si riconosce in questi nuovi mostri da set cinematografico.
Ed ecco che “Decapitatori “ rappettari e rocchettari diventano soggetti da ridicolizzare attraverso filmati di altri loro fratelli piu’ musulmani e autoctoni.

Interessante il video comico di un regista palestinese autoironico che inscena un check point ISIS in cui i militanti in gonnella non risparmiano a buon titolo quei fratelli musulmani interrogati sul Corano e scoperti impreparati.
In ballo ormai non c’e’ solo la volonta’ di ridisegnare un area del mondo, ma la salute mentale del mondo intero.
Ci sono borderline da riportare a casa perche’ In high definition si possono moltiplicare le allucinazioni.

Nuovi criminali sono da esorcizzare, redimere e poi “ liberare come farfalle disperse”.

Possibili isterie dovute a ritrovata decapitazione+tecnica comunicativa non devono essere sottostimate. le conseguenze sull’aumento dei crimini per emulazione e’ evedente.
Ritorna il tribale non come danza ombelicare ma come sentiment.

Ed in senso accademico l’antropologia, sempre attuale, vive oggi un momento di protagonismo.
Gli antropologi sostengono che la psiche preistorica non si discostava molto da quella odierna che i primitivi non erano cosi’ primitivi e soprattutto non erano assassini semmai predatori.

Grandi affamati di relazioni sociali soffrivano la solitudine. Per loro nemmeno la consolazione della scrittura.

Avevano eserciti faticosamente reclutati…contavano pochi uomini (venti ?) E gia’ quei venti si facevano la guerra. Ma guerra come rissa tra bande di cacciatori.
Certo, a volte uccidevano.

Con tali antenati e dopo tanta darwiniana evoluzione dove collocare ideali pseudo religiosi che ora giungono a tormentare il mondo e ne feriscono la sua anima sociale?


Difficile per tutti concepire umani- taglierina di giorno e fedeli predicatori di Allah di sera, futuri califfi di califfati inesistenti ma gia’ a capo di credenti come piccoli profeti.

Le nostre lotte sono state diverse ma non meno ubriache di violenza.
Le nostre guerre non più sante scoppiano ancora calde e scoppiano fredde.
Deflagrano tra le parti, tra cosche , sono guerriglie, sono grandi e sono intelligenti.

Le nostre guerre hanno avuto una dimensione artistica e una comunicazione magica fatta di personaggi e grandi maestri. Hitler per esempio era un grande artista…tanto che in principio su di lui il mondo ironizzava.

Anche a noi non sono mancati diavoli dietro la maschera del comando.
Oggi come ieri ce n’e’ per tutti Musulmani e non.
Poi nella grande dimensione del tempo e della luce 2000 religioni respirano.
Si respingono e si attraggono e fanno da sfondo come le galassie.

Che dire se non che da 35000 anni c’è l’incontenibile e insostenibile bisogno dell’uomo “ex sapiens” di inventare e d inventarsi in maschere sempre nuove?

L’uomo puo’ uccidere anche quando lavora di fantasia e d’intelletto in una dispersione di energie e risorse che non tarda a presentare il conto.

La domanda retorica e’ la seguente :

Come puo’ un patrimonio culturale concettuale e poetico come quello islamico cadere vittima esso stesso di vicende cosi’ tragiche e parosssistiche tanto da superare il fondamentalismo stesso ?

E quanta parte di responsabilita’ dorme tra la sabbia anche nella coscienza dell occidente?
Il deserto puo’ mai essere solo un set , dove insabbiare il cuore e la grande anima del mondo affrancati da ogni castigo ?

Conclusione: nessuno uomo desidera ritornare alla preistoria passando dalla distruzione atomica.

Nessuno vuole essere ancora solo e nudo davanti alle proprie miserie,
Pur “nella calma della notte e il giorno per svolgere le incombenze della vita” (Dal Corano)

Lina Tedesco

Lina Tedesco: correttrice di bozze ed appassionata segretaria di redazione di riviste aziendali bancarie, intrepida addetta stampa di ambienti creditizi, ha svolto incarichi in agenzie pubblicitarie, promoter, collaboratrice e venditrice di gallerie di arte contemporanea , conquistata dalla Rete con estrosità.

3 Commenti

  1. Cristian Manno

    Articolo molto ben scritto; interessanti gli spunti critici e la visione a tutto tondo dei risvolti sociali e di una visione allargata del “concetto” di decapitazione…. molto brava.

  2. Stefano Maria Palmitessa

    “Ich hab noch einen Kofferin Berlin” cantava la Dietrich convinta che un giorno sarebbe riuscita a tornare a Berlino ma intanto faceva le valigia per l’America. Altri tempi..altre speranze in un mondo ancora non globalizzato. Lucidissima l’analisi della Tedesco. Una disamina che non fa sconti a nessuno.Invece di singhiozzare e trepidare davanti al ring mediatico calza pesanti scarponi da montagna e calcia sonore pedate al perbenismo e qualunquismo imperante. Rifiuta qualsiasi contatto con i piccoli cronisti TV le cui notizie sorpassa con un tocco di elegante disprezzo.

  3. Ernesto Cianciolo

    E’ il trionfo dell’assurdo. Quando in un uomo prevale l’istinto e il bieco egoismo, tutto quello che hai mirabilmente scritto e’ conseguenziale.

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