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Impresa/formazione numero 31

Sport & Work n.31- Formazione, siamo in ritardo nelle aziende e nello sport

La formazione fa bene alle aziende e allo sport

E’ stata recentemente pubblicata una ricerca dell’AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale) che evidenzia come esista nel nostro Paese un ritardo rispetto alle altre nazioni  europee nell’utilizzo della formazione come investimento.

Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Già anni fa in AICOD con l’amico Alberto Galgano avevamo denunciato una profonda carenza nel ricorso alla Consulenza in Italia rispetto ad altri Paesi, ricordando che era un indicatore di vitalità per l’innovazione.foto formazione sport

Il nuovo dato di conferma è ancora più esplicito perché si riferisce alla sola formazione, rilevando che le Imprese che ne fanno ricorso sviluppano maggiore innovazione, resistono meglio alle crisi, prosperano sicuramente di più.

I dati sono indicativi: il 38,8% di chi usa formazione sistematica ha svolto innovazioni di prodotto (contro il 19,7% delle altre non utenti),  il 25,5% ha realizzato innovazioni di processo, il 36% innovazioni organizzative, 22% di Marketing (contro il 10%, il \4,6%, il 10% rispettivamente).

Insomma chi ha investito sulla cultura organizzativa e manageriale ha prodotto maggiori cambiamenti positivi e affrontato più attivamente la crisi.

I dati generali indicano peraltro che il nostro Paese è molto forte sull’Esportazione e che starebbe bene in salute se le condizioni “ambientali” ne favorissero la creatività e l’intrapresa.foto formazione aziende

L’intangibile, i sistemi di gestione, la cultura, il clima, l’autonomia, la responsabilità, la flessibilità, la creatività, la delega, risultano fattori molto “tangibili”, influenzando pesantemente le capacità di un’impresa di reagire alle variabili del contesto e a sviluppare iniziative strategiche vincenti.

Nei momenti difficili si tende a lavorare sui costi, a tagliare il personale, a ricorrere alla Cassa Integrazione e ad ogni sorta di escamotage per ridurre e comprimere i costi, ed è comprensibile.

Ciò che è meno comprensibile è l’insensibilità della maggioranza degli Imprenditori di considerare l’enorme potenzialità che le Risorse Umane posseggono e su cui non si concentrano disperdendo idee, competenze, capacità, che vengono penalizzate dalla visione negativa, anziché valorizzate da una visione positiva.

Il sistema immunitario di un’Azienda cresce nel momento in cui si ha fiducia e si punta sulle capacità creative ed innovative che pur possiede e che la Formazione può innescare (non solo quella ovviamente), proprio perché valorizza, stimola, evolve, accresce la professionalità di tutti, Manager per primi, Quadri, Impiegati, lavoratori.

Il discorso vale anche nello Sport: quando in una disciplina si smette di investire sulle Persone, sul Gruppo, si comincia a perdere valore e inizia un declino inesorabile. Quando si ripristina la motivazione, la voglia di emergere, l’investimento culturale, le cose cominciano a trasformarsi, i talenti emergono, la scuola di pensiero sforna campioni e squadre vincenti.

Tutti ricordano gli esempi portati da Velasco, che ha cambiato la storia della Pallavolo italiana, ponendo paletti che sono validi ancora oggi, perché principi fondanti di un sistema che valorizza i comportamenti positivi, vincenti, integranti, dove non esiste la “colpa” bensì solo l’errore da cui si impara a evitarlo, a crescere, a modificarsi per ottenere di più, per perseguire gli obiettivi più ambiziosi.

E’ questa voglia che oggi caratterizza solo una parte delle Imprese (e spesso più certe multinazionali o Internazionali che quelle Imprenditoriali che pur sono l’ossatura industriale del nostro Paese), occorre aumentarne il numero e il valore per essere ancora più competitivi nella sfida mondiale.

Certo il contesto socio-politico dovrebbe aiutare e abbattere lacci e lacciuoli che inibiscono l’azione creatrice di chi ha costruito forti realtà economiche o di chi si appresta a farlo, nell’interesse di tutti (Imprenditori e Lavoratori), quindi bisogna lavorare sulla semplificazione delle regole e sugli incentivi a creare ricchezza, tuttavia occorre anche “Formare per innovare” come suggerisce il manifesto dell’AIDP.

Proviamoci!

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra società di Ricerca e Selezione del Personale)
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

 

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