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Sport & Work n.17-Sicurezza sul lavoro, più controlli e consapevolezza del rischio

LA SICUREZZA CONSAPEVOLE E LA MAGISTRATURA

Nell’ultimo numero della Rivista L’INDUSTRIA MECCANICA, Magazine ufficiale di ANIMA Confindustria, appare un’intervista  importante a Raffaele Guariniello, PM di Torino sul tema della Sicurezza.

Dalle sue parole si evince come per ottenere più risultati nella Prevenzione Infortuni occorra disporre di maggiori controlli da parte di un maggior numero di Ispettori, con una Magistratura più solerte nel punire le manchevolezze del sistema Antinfortunistico applicato nelle Aziende.foto trave

Guariniello magnifica l’ordinamento legislativo che impone norme severe e impegni cospicui per la salvaguardia della vita umana, evidenziando nel contempo l’inadeguatezza delle risorse di controllo e sanzione.

Come non essere d’accordo con lui quando ogni giorno muore per infortuni sul lavoro qualche operaio (pochi giorni fa tre in un solo giorno) e quando gli infortuni denunciati sono ancora elevati nonostante le normative e l’indubbio investimento di tempo e di denaro per applicarle.

Tuttavia alla base esiste un principio fuorviante: non sono i controlli e le sanzioni che cambiano i comportamenti umani, responsabili di circa l’80% degli infortuni, bensì la consapevolezza degli Operatori sull’importanza per loro stessi e per le loro famiglie della SICUREZZA.

Infatti la presa di coscienza rende molto di più dei DPI (Dispositivi di Prevenzione Infortuni), delle procedure, delle norme, perché sposta il Focus sull’attenzione e sulla Responsabilità che Preposti e Operatori possono/debbono adottare sul lavoro.

Per quanto si siano visti miglioramenti dovuti ai Corsi (tecnici) obbligatori e ai vincoli di legge, gli Infortuni continuano ad accadere in maniera vistosa e il numero dei morti è troppo elevato (100 in meno all’anno è un segnale positivo, ma circa 1.000 morti all’anno è tremendamente negativo).

I percorsi evolutivi in tema di Sicurezza prendono le mosse da concezioni assai diverse da quelle di Guariniello. L’articolo recita “Sicurezza il sogno che (a volte) si avvera” , titolo esatto con contenuti errati. Infatti, laddove si è veramente fatta “SICUREZZA” questa è dovuta al coinvolgimento degli Operatori, ad una formazione più Psicologica comportamentale, ad una Responsabilizzazione estesa della Prevenzione Infortuni, non più perseguita gerarchicamente, bensì assunta personalmente da Preposti e Operatori.

In FEDERCHIMICA è stata presentata l’esperienza di ALCEA, ad esempio, in cui l’applicazione del modello BBS (Behavior Based Safety) ha portato all’azzeramento degli Infortuni, alla rilevazione dei comportamenti degli Operatori svolta dagli stessi Operatori, dall’individuazione di obiettivi di miglioramento incentivati, da una Formazione centrata sulle Persone.foto certificazione

La “Percezione del Rischio” è un approccio che fa prendere coscienza sui comportamenti sicuri, stimolando attenzione e responsabilità positive, evitando il ricorso alle sanzioni (solo se proprio necessarie) e mirando a riconoscimenti e “premi” di gruppo, a consapevolezza e autonomia, a lavoro di squadra per presidiare il bene più importante, l’incolumità personale.

L’Azienda in oggetto ha sensibilizzato le famiglie degli Operai, trasformando il tema della Sicurezza in un valore presidiato a più livelli.

Addirittura ha stimolato gli Operai a scrivere un libro sulla Sicurezza per sensibilizzare anche altre Aziende ad un percorso che si è rivelato vincente (“Riscriviamo la Sicurezza”).

Nell’epoca moderna il sogno non è la sanzione e il controllo, lo ripetiamo, è il coinvolgimento, la partecipazione, in qualche modo la delega di responsabilità, è premiare anziché punire.

Alcune Aziende lo hanno fatto e lo stanno facendo, moltissime si stanno solo adeguando agli obblighi di legge per evitare rischi penali, mentre il “cuore” della Prevenzione Infortuni è interiorizzare i valori della SICUREZZA, quella vera, quella reale, quella condivisa.

Giorgio Cozzi

 

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo, Direttore di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl, militante nel G.S. Montestella di Milano,autore di Turbomanagement – Sperling & Kupfer . Turbomanagement 2 . Franco Angeli Editore – Cambia Adesso – Seneca Editore

 

One Comment

    • Luciana Brusa

    Questo articolo è una giusta relazione sulla sicurezza nel lavoro, ma in questi giorni si è aperta una voragine sul sistema notissimo a tutti del lavoro dei cinesi in Italia: vivono senza nome, sepolti vivi e come formichine senza nome muoiono in questo nostro BEL PAESE! Mi riferisco come è chiaro alle morti nell’incendio di Prato. Ma anche a Milano lavorano e vivono nello stesso modo. Mi ricordo che insegnavo a scuola che La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 ha proibito la schiavitù in tutte le sue forme! Che cosa non vogliamo vedere? Luciana Brusa

    2 Dicembre 2013

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