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Sport & Work n.146 – 18/2019 – anno 6 Industriali e Governo: bacchettate o collaborazione!

“Il Governo ci sorprenda con 3 azioni innovative”. Sì, va bene, ce lo aspettiamo tutti. Tuttavia è un modo di affermare che tocca agli altri, come sempre. La complessità attuale richiede un salto quantico. E’ chiaro che i sistemi tradizionali traballano e le fughe nazionaliste, USA e GB in testa, rendono ancora più instabile il quadro di riferimento, mentre i problemi del mondo si aggravano sempre di più, dall’ambiente alle migrazioni, dalle contrapposizioni idealistiche agli interessi egemoni.

Sembra giunto il momento di ristrutturare i modi di gestire e di gestirsi, a tutti i livelli.

Ognuno pretende che si faccia qualcosa per i propri interessi, senza guardare al bene comune, i cui riflessi inesorabilmente ricadono sul singolo.

Sono apparse in questa direzione alcune voci sui media relative a un “nuovo capitalismo” che forse gli industriali dovrebbero cominciare a considerare.

Da una parte è benemerito chi produce ricchezza, dall’altra viene visto spesso come interessato solo al proprio benessere economico, e non sempre etico nell’agire.

Il sistema economico è basato sulle Imprese e non sembra possibile rinunciare alle fondamenta della società attuale.

Tuttavia si sostiene da molti pensatori che la distribuzione delle ricchezze non sia equa e soprattutto che i modi di realizzare proventi sono spesso frutto di azioni tese a evitare di pagare le tasse previste, talvolta anche illegalmente (gli esempi sono ben noti).

Certo che se l’attitudine a sottrarsi al fisco si trasformasse in attitudine a rispettare le regole del gioco, il quadro di riferimento cambierebbe totalmente.

Facciamo un esempio: se le tasse fossero contenute e rese convenienti, perché l’evaderle costerebbe troppo di più, ecco che cadrebbe un intero sistema di pensiero che contrappone il cittadino allo stato.

Improvvisamente saremmo tutti dalla stessa parte: pagare le tasse correttamente ed essere orgogliosi di  pagarne più di altri,  senza invidie e gelosie, senza  timori che siano il risultato di  metodi illegali.

La produzione di ricchezza dovrà, in quest’ottica, essere più proiettata sul benessere per tutti i cosiddetti stakeholder, cittadini compresi, quindi non solo orientata alla Customer Satisfaction, senza la quale un’Impresa non va lontano, bensì focalizzata su un’Ethic Satisfaction, come base per garantire e garantirsi la continuità.

Un orientamento strategico simile è possibile solo se si introducono misure non solo fiscali,  anche protezioni contro in rischi d’impresa e una flessibilità che compensi i possibili mancati guadagni maturati con manovre eticamente discutibili o scorrette.

Quindi d’accordo sulle “bacchettate”, purché accompagnate da “ravvedimenti” nelle gestioni aziendali e ispirate a criteri sociali, sanciti dallo Stato, che riducano l’opposizione tra ricchi e poveri, che operi per generare benefici per tutti.

Le generazioni future spingono, giustamente, perché si vada in questa direzione.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

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