Sport & Work n.130 – 02/2019 – anno 6 Naviganti e navigatori: il nodo della formazione

Chi forma chi? Nel caos da più parti evocato dell’iniziativa di supportare i lavoratori disoccupati a ritrovare un lavoro, si inserisce l’iniziativa di creare una rete di “Navigator” sulla scorta di quanto accade in altri Paesi.

Ora, è certo che laddove iniziative simili sono state imprese, tutta la cultura del lavoro è impostata secondo schemi e regole che facilitano la relazione tra domanda e offerta, fatto che in Italia è  ben lungi dall’essere realizzato. Come è noto le Agenzie per l’Impiego (immediate destinatarie del provvedimento) non dispongono né di risorse sufficienti e tanto meno della cultura necessaria.

Inoltre su tutti i media è recentemente apparso molto chiaro che i posti di lavoro esistono. Sono le persone competenti che mancano (tipico esempio progettisti e specialisti, ingegneri tecnici, ecc.) aprendo un gap drammatico che incrementa la disoccupazione anziché ridurla.

Pertanto non si tratta semplicemente di aiutare a navigare, bensì di trasferire competenze necessarie, fatto che non è a breve termine e che richiede “formatori” o “Coach” capaci di favorire una crescita reale sul piano tecnico e professionale di quanti non son al momento spendibili sul mercato del lavoro.

Orientare è già una buona cosa, se si possiede davvero la professionalità per svolgere quel ruolo, tuttavia “formare” è tutt’altro e non bisogna ingenuamente pensare che basti assumere una certa quantità di persone in ambienti peraltro di natura istituzionale e pubblica, notoriamente distanti dalle realtà delle Aziende private.

Fermo restando che in una situazione complessa sarebbe opportuno un piano di larga gittata ben integrato tra sostegni finanziari e contenuti necessari, qui si pone l’attenzione sul contenuto, più che sul contenitore, altrimenti si rischia di fare molto per ottenere poco.

Questo è un campo in cui il privato e il pubblico si devono incontrare, condividendo obiettivi sociali primari (l’occupazione, un lavoro per tutti, riconversioni, ecc.) realizzando sinergie tra chi rappresenta il know how necessario e chi deve garantire che vada a buon fine.

La mobilitazione dei saperi deve essere una componente vitale delle iniziative intraprese per collegare meglio datori di lavoro e lavoratori, restituendo dignità a chi cerca lavoro o a chi l’ha perso.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

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