Sport & Work n.123 -La Pagina del Doc: sport, la musica fa sentire meno la fatica

L’estate è ormai, anche dal punto di vista astronomico, definitivamente passata, e con l’autunno si pone per molti il problema del rientro: ma non alludo a quello scolastico o lavorativo, bensì a quello… nel peso-forma.

Spesso il (sacrosanto!!) rilassamento delle vacanze porta ad un eccesso ponderale, specialmente se si è stati ospiti di quelle strutture turistiche, sempre più diffuse, che prevedono la formula all-inclusive per cibi e bevande, con l’offerta di tentazioni caloriche attiva praticamente per tutto l’arco della giornata.

E siccome qualunque tentativo di perdere efficacemente peso non è mai consigliabile che venga basato soltanto sulle restrizioni alimentari, ma richiede sempre un aumento del dispendio energetico, capita così che, in particolar modo dopo le ferie, si debba trovare il tempo di dedicarsi a qualche attività fisica, utile anche per sviluppare la cosidetta massa magra.

Per chi non abbia attitudine o desiderio di praticare uno sport in modo strutturato e regolare (ad esempio il nuoto, il tennis, lo squash, l’attrezzistica in palestra, ecc.) può andare comunque bene anche soltanto il jogging o, cosa ancor più facile, la passeggiata a passo sostenuto.

Ma se non si ha un’indole propriamente improntata al dinamismo, a qualche soggetto persino il camminare un po’ speditamente rischia di apparire come un’impresa, complici la mancanza di allenamento e i probabili chili di sovrappeso che fungono da ulteriore zavorra.

Per trovare il ritmo ideale, un alleato efficace e di facile reperibilità si rivela essere la musica, che però deve avere le caratteristiche “giuste”; se di questo fatto sono sempre stato convinto, al punto da utilizzare personalmente una ben collaudata sequenza di brani quando faccio jogging, ora posso fornirvene pure le prove scientifiche, contenute in uno studio della Brunel University of London, che è stato recentemente pubblicato sull’International Journal of Psychophysiology.

I ricercatori hanno infatti evidenziato, osservando le scansioni cerebrali effettuate su 19 adulti sani che si sottoponevano ad una serie di 30 esercizi, che col ritmo indotto dalla musica veniva attivata una regione del cervello legata alle risposte agli sforzi, nella zona frontale inferiore sinistra, che consentiva di avvertire meno la fatica.

Aggiungerei che, durante la sperimentazione, è stato fatto ascoltare ai soggetti volontari, per quanto a tratti, sempre e soltanto un unico brano, secondo me nemmeno troppo eccitante, vale a dire “I Heard It Trough The Grapevine” di Marvin Gaye.

Eppure, nonostante la relativa monotonia del pezzo, mentre veniva suonata la musica sono state osservate una maggiore energia durante l’esecuzione degli esercizi e un aumento dei pensieri non strettamente collegati a ciò che si stava facendo in quel momento, cosa comunque apprezzabile perché indice di una positiva evasione mentale.

Mi chiedo come sarebbe andata se i soggetti avessero avuto in cuffia la compilation, con brani piuttosto ritmati e in sequenza tale da alternare fasi intense ad altre di relativo recupero perché caratterizzate da un minore numero di battute al minuto, che da diversi anni mi fa da colonna sonora  supportandomi quando riesco a trovare un po’ di tempo per andare a correre.

Insomma: anche sulla base di quanto osservato dai ricercatori inglesi, sia pur esagerando, come il celeberrimo slogan di una famosa bevanda stimolante ed energetica, penso di poter dire senza temere smentite che, quando si fa attività fisica, pure la musica “giusta” ti mette le ali…

Carlo Napolitano

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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