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Sport & Work n. 12 – L’imprenditore intelligente

I NUOVI CONCETTI DEGLI IMPRENDITORI VINCENTI

Parlando con un Imprenditore di successo, che sta combattendo come tutti la crisi dei consumi italiani, ho appreso modi nuovi di intendere le cose nell’attuale mercato.

Fermo restando che la sua strategia aziendale si è maggiormente  rivolta all’Estero, dove sinora era presente in pochi mercati, con filiali dirette, siamo andati alla ricerca di personaggi capaci di aprire nuove realtà di business e ci siamo scontrati con richieste consistenti di stipendi fissi.

L’imprenditore desiderava piuttosto puntare sulle capacità di sviluppo, remunerandole adeguatamente e comunque, in proporzione, con possibilità incentivanti.

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Enzo Ferrari con il giovane pilota canadese Gilles Villeneuve

La ritrosia, esibita da diversi candidati, ha spinto l’Imprenditore a fare un ragionamento interessante “Non è più tempo di chiedere soldi perché uno sa, è tempo di chiedere soldi per quanto uno dà!”.

Sarebbe carino applicare integralmente la formula in campo sportivo, specie nel calcio, dove si spendono 100 milioni circa per un Terzino di valore di cui non si sa a priori quale potrà essere il ROI (indice di redditività del capitale investito o ritorno sugli investimenti) sul campo.

E’ ben vero che se vinci una medaglia d’oro alle Olimpiadi o ai mondiali, ti cambia la vita e che Federica Pellegrini rivendica il diritto ad avere una lauta ricompensa per i suoi sforzi natatori medaglistici, tuttavia è anche vero che il doping economico finanziario determina disagi e differenze sensibili.

Certi sport sono un piacere per chi lo pratica e per chi lo frequenta, altri sono business, e non dei migliori, viste le sperequazioni a cui si assiste.

Sul lavoro è forse lo stesso, tanti Manager titolati che guadagnano cifre assurde, talvolta senza risultati, talaltra con disastri di cui il mondo dei media è ricolmo…e quasi mai senza pagare il dazio correlativo.

Bello sarebbe creare una proporzione equa, anche molto stimolante, con chiari KPI’s (Indicatori di Prestazione Chiave) capaci di ritornare alla persona quanto di contributo ha dato o generato per l’Azienda, insomma pagati per quello che si dà invece che per quello che si sa, come dice giustamente l’Imprenditore.foto2-

Riflettendoci bene, siamo troppo ingessati da vecchi schemi e da antichi meccanismi, da culture superate, anche a livello operaio, dove il costo fisso rappresenta una voce di forte competizione (persa dall’Italia rispetto alla stragrande maggioranza di altri Paesi) mentre la produttività, l’efficienza, la qualità, anche la creatività, potrebbero rendere in maniera coerente a chi, individuo o collettività, apporta valore aggiunto.

Stiamo perdendo terreno nell’agone competitivo del mercato globale, che sia per un fatto di mentalità?

 

Giorgio Cozzi

 

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo, Direttore di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl, militante nel G.S. Montestella di Milano,autore di Turbomanagement – Sperling & Kupfer . Turbomanagement 2 . Franco Angeli Editore – Cambia Adesso – Seneca Editore

 

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