Sport & Work n.115 – 08/2018 – anno 5 Sanità, continua il nostro percorso informativo

La retata, che ha coinvolto nei giorni passati il Gaetano Pini (ospedale pubblico) e il Galeazzi (istituto privato accreditato), a carico di alcuni primari e di un direttore sanitario (che dovrebbe vigilare ed intervenire per impedire quanto accaduto) non fa che confermare quanto andiamo dicendo da anni e cioè che gli sprechi in sanità non sono certo dovuti alle prestazioni sanitarie e ai malati, bensì alla corruzione e agli interessi economici e personali di alcuni soggetti che operano in sanità.

Infatti gioverà ricordare che le spese sostenute per l’acquisto di materiale sanitario, come per esempio in questo caso le protesi, verranno poi rimborsate dalla Regione (e quindi con le nostre tasse) e che ogni maggiorazione dei costi va ad incidere pesantemente sul bilancio della spesa pubblica regionale il che comporta conseguentemente la necessità di un contenimento delle spese per la funzionalità degli ospedali pubblici.

La Regione cerca così di risparmiare sul personale sanitario (infatti molti medici andati in pensione non sono stati sostituiti) e sulle prestazioni sanitarie da erogare ai cittadini.

Quanto accaduto nei giorni passati fa emergere anche il problema della libera professione “intra moenia”, cioè praticata per conto dell’ospedale ma non per questo meno privata e quindi a pagamento da parte dei malati, che viene svolta senza controllo alcuno; anzi viene addirittura agevolata e sponsorizzata dall’amministrazione stessa perché una quota di quanto pagato dai pazienti viene trattenuta dalla direzione ospedaliera; di tale quota una parte verrà poi distribuita al personale infermieristico e amministrativo che partecipa all’attività libero professionale del medico. In questo modo la maggior parte del personale ospedaliero nonché l’amministrazione stessa non avrà alcun interesse a ridurre l’attività libero professionale.

Bisogna anche ricordare che tutti i medici ospedalieri, primari compresi, percepiscono uno stipendio stabilito dal Contratto Colletti vo Nazionale. Quindi gli interventi a pagamento non possono che essere eseguiti in libera professione. Inoltre i primari, non avendo un orario determinato, hanno parecchio tempo da dedicare all’attività privata e cioè alla libera professione “intra moenia”.

Alla pratica della libera professione “intra moenia” è poi strettamente collegato il problema delle liste di attesa; ma su questo argomento converrà soffermarsi con particolare attenzione, cosa che si potrà realizzare in un successivo intervento.

Albarosa  Raimondi

Albarosa Raimondi, laureata in medicina e Chirurgia, specializzata nella disciplina di Direzione Sanitaria, esperta in organizzazione e gestione dei Servizi Ospedalieri, già Vice Direttore Sanitario presso il Policlinico di Milano. Da sempre impegnata nella Difesa della Sanità Pubblica a garanzia di una assistenza sanitaria efficiente per tutti i cittadini, senza discriminazione alcuna, per situazione economica, residenza, convinzione religiosa, genere o altro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *