Sport & Work n.110 – 3/2018 – anno 5 Sicurezza e infortuni sul lavoro, il conto non torna!

E’ incredibile: una montagna di denari spesi nelle Aziende per fare Sicurezza (e ottemperare alle normative) e morti sul lavoro e incidenti sul lavoro aumentano.

La quantità di risorse destinate alla Sicurezza è ragguardevole ed esiste un business di mercato colossale, favorito dagli obblighi di legge e di norma rivolte a pedisseque lezioni che interessano poco i partecipanti e hanno esiti poco significativi.

Senza chiamare in causa Freud e la Psicanalisi, è doveroso cercare di capire le cause, per lo più umane, che portano a incorrere frequentemente in infortuni, talvolta letali.

Da: Il Giorno del 6 febbraio 2018

I recenti casi parlano chiaro: sottovalutazione, errate priorità, assenza di decisionalità, non assunzione di responsabilità, arte di arrangiarsi, comodità, ecc.

Tutto riconducibile al comportamento umano e a poco valgono i divieti e le norme o le sanzioni. Appena l’essere umano ha la possibilità di “fregarsene” o di evitare incombenze o fastidi, sceglie comportamenti insicuri per sè e per gli altri.

E’ ben vero che ci sono realtà dove è bene non dichiarare i piccoli infortuni o i near miss (pare Amazon a quanto si dice e anche molte altre aziende padronali), tuttavia è anche vero che per risparmiare fatica o per agevolarsi il lavoro talvolta si manomettono impianti e strumenti o si “dimenticano” DPI.

Ho assistito personalmente, in una visita in fabbrica, ad un operatore che non indossava i prescritti DPI con la scusa che entrava e usciva dall’ambiente che richiedeva la protezione e sosteneva che era fastidioso continuare a mettere e a togliere (sic!).

E’ un fatto di cultura: se si presidia davvero il valore della vita, come fattore primario, si ricorre al comportamento sicuro per SCELTA e non per obbligo.

E’ un fatto di cultura:  se non si hanno presenti le conseguenze dei pericoli che si corrono avendo un’errata percezione del rischio, non si valuta il costo reale per sé, per la famiglia, per gli amici, per i colleghi di lavoro, (oltreché per la TUA azienda). Noi non siamo soli, apparteniamo a una realtà sociale di cui facciamo parte e se ci violiamo nel fisico, magari permanentemente, abbiamo violato nche la realtà degli altri.

E’ un fatto di cultura: solo la CONSAPEVOLEZZA rende i comportamenti sicuri e deve essere promossa dall’alto (primo sponsor), dai Preposti (responsabili di addestrare e gestire), da tutta la visione aziendale ispirata da valori veri a difesa della vita, oltrechè dalla propria coscienza.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

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