Sport & Work n. 11- EDITORIALE – Una generazione senza lavoro

In questo numero:

Lo strano caso di un nuovo giornale e il suo successo internazionale.

Sport & Work in agosto ha superato i confini nazionali e conquistato l’Europa ed anche oltre avendo acquisito più di 2000 utenti/aziende in europa/mondo, abbiamo ricevuto richieste di utilizzo articoli per altri siti e traduzioni in inglese, francese, tedesco, spagnolo e cinese. Molti di questi utenti, non abbiamo certezza, possano essere molti italiani all’estero.

Abbiamo dato spazio a due nuove ideologie d’impresa, scaturite da diverse esigenze e da diverse fasce di età, il giovane che vuole diventare imprenditore di se stesso utilizzando le sue potenzialità naturali e il cinquantenne che, utilizzando invece la sua grande esperienza lavorativa e tecnologica, va alla ricerca di un nuovo mercato.

Spazio anche alla similitudine sport/impresa, cioè dalla figuraccia ai campionati  mondiali di atletica al nuovo scenario mondiale al quale si adeguano le imprese del futuro, ai viaggi culturali con le stelle, alla nuova analisi sul Concordato Preventivo ed infine, di vitale importanza, la crisi sociale del lavoro con tutti i suoi succedanei.

Quando la determinazione risulta “determinante”

Quando ci si arrende ad un destino ostile e ci si rassegna ad un pessimismo dilagante, ecco che la determinazione, cioè quando non abbiamo paura di cambiare né di accettare il confronto con gli altri, ci aiuta ad uscire dal buio

Nei mitici anni ’60, esattamente nel 1967, esce la canzone “E la pioggia che va”, cover di Remember the Rain di Bob Lind e testo di Mogol, portata al successo dal complesso dei “The Rokes” , leader Norman David Shapiro detto Shel,  diventato poi cantante solista.the rokes

Siamo in piena contestazione giovanile prima dell’anno ufficiale 1968. Piena rivoluzione mentale e sociale che porta alla luce evidenti conflitti generazionali a circa 10 anni dalla ripresa economica del dopoguerra.

“ Sotto una montagna di paure ed ambizioni”, così comincia il testo, nel quale si evidenzia la voglia del cambiamento del modo di vita, dei rapporti sociali, non solo in famiglia, del cambiamento dell’esistenza completa.

“ Il mondo ormai sta cambiando e cambierà di più”, la speranza che quelle macchie di blu nel cielo siano portatrici di cielo sereno.

Il pensiero sornione di chi diceva “le speranze dei ragazzi sono fumo”, forse veramente vedeva in quelle macchie di blu la nuova emigrazione giovanile.

Il pensiero che “sul cammino della vita ci possano essere trappole mortali” come denaro e potere.. quanta attualità!

Cosa è cambiato per i giovani e meno giovani negli ultimi 45 anni?

Il cielo non è più blu, è diventato un tunnel dove c’è sempre qualcuno che ti dice che devi intravede luce nel fondo ma la luce non arriva mai. Ma quanto è lungo questo tunnel?

 the rokers 2

E’ lungo talmente tanto che adesso nel tunnel non c’è solo la generazione dei giovani, nel frattempo si è accodata anche quella dei “cinquantenni” che, perso il lavoro(le combinazioni sono infinite, si perde il lavoro come si perde alle slots machine) e questo, possiamo affermarlo con certezza , rende tutto più difficile.

E’ in atto ancora uno scontro generazionale, non più relativo al cambiamento di vita, ambizioni e/o altro ma per occupare quei posti, pochi, che possono rendere l’esistenza più accettabile.

Del resto a 50 anni la vita è già impostata, senza distinzioni tra single, sposati, conviventi, mutuo della casa, rata della macchina, se non familiari a carico, separazioni e relativi contributi, perdita della casa…. fermiamoci qui.

L’esigenza economica sta cambiando la vita sociale, è terribilmente visibile,  senza andare a disturbare il programma  pensionistico che oltre ad allungare il periodo di lavoro priva di fatto tutte le associazioni assistenziali e di volontariato di quella linfa vitale che era diventato la persona al termine del lavoro. Non parliamo poi di quella disperazione mentale che prende chi non intravede, in quel momento, ma ci sono, altre soluzioni.

Le paure sono rimaste se non addirittura ampliate, le ambizioni, particolarmente umane, purtroppo sono ridotte se non annullate.

Dobbiamo però cercare di non perdere la dignità, sia sociale che lavorativa, per non dare attenuanti a chi vuole prevaricare.

E’ difficile ma cerchiamo di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, dobbiamo cercare, anche se è sempre più difficoltoso, di rimanere  onesti, trasparenti, forti e ragionevolmente razionali.

Le soluzioni sono di una semplicità pazzesca, forse proprio per questo si fa fatica a trovarle? O non  vogliono farcele trovare?

Piove ancora, ci sono molte macchie di blu… ma ritorna il sereno?                                         

Giampaolo Santini

Un commento

  1. Luciana Brusa

    Commenti molto condivisibili sulla condizione attuale senza retorica e facili conclusioni. Questo articolo sprona a pensare in modo razionale e costruttivo!

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