Sport e Management, marketing and society basic skill

Il mondo del lavoro presenta oggi caratteristiche particolarissime, generate da una crisi socio-economica di lunga durata.
Ciò significa che tutto il campo lavorativo viene pesantemente influenzato da un contesto generale prevalentemente ispirato dalla riduzione dei costi e degli organici, oltreché del numero di Imprese presenti sul mercato.Anche le attività in campo sportivo hanno risentito sicuramente di queste variabili entropiche, limitando le opportunità che fino a cinque anni fa si presentavano come interessanti sbocchi professionali.

Per di più la quantità di personale professionalmente preparato rimasto senza lavoro preme sulle relativamente ridotte possibilità, saturando gli spazi ancora presenti.

Cionondimeno esistono opportunità che bisogna saper andare a cogliere, sia su un piano di imprenditorialità (nuovi servizi), sia a livello di competenze (apporto di know how), sia sul fronte di lavori accessori o tecnici comunque da ricoprire nelle varie organizzazioni (sportive e non).

Proprio per la struttura del mercato del lavoro è bene costruirsi una professionalità di base ampia e diversificata, con competenze distintive che possano permettere di fare la differenza sul mercato.

Il mondo sportivo è in continua evoluzione, per cui occorre adattarsi alle esigenze che mutano e che aprono spiragli, ruoli, ambiti nuovi per i quali appunto occorre rendersi appetibili professionalmente.

Chi si avvicina al mondo del lavoro, sportivo e non, deve necessariamente sviluppare conoscenze (il sapere) ben documentate e approfondite; deve sviluppare abilità (il saper fare) coerenti con un mondo in costante cambiamento; deve maturare comportamenti (il saper essere) evoluti e in linea con le più avanzate tecniche di gestione.  foto management

Il processo di acquisizione di nuove competenze nasce da un’analisi approfondita del contesto: tecnica SWOT (analisi delle Opportunità e delle Minacce presenti nel contesto e  valutazione delle proprie Forze e Debolezze) che sono gli INPUT essenziali per definire dove si è al momento.

Esso continua con la definizione degli Obiettivi che si vogliono raggiungere, come elemento di trazione verso il futuro e verso il successo personale. Senza obiettivi non si sa dove andare e cosa fare, tutto può andare bene come può non essere adatto; se invece si hanno obiettivi chiari si può scegliere fra le tante opzioni (o almeno segnali) offerte dal mercato.

Gli Obiettivi devono essere SMART (Specifici, Misurabili, Accessibili, Rilevanti, Tempificati) per disporre di un bersaglio ben precisato verso cui indirizzare le proprie frecce (armi professionali e comportamenti).

Poi bisogna Pianificare azioni coerenti e Organizzarsi adeguatamente per raggiungere i risultati prefissati: è così che funziona ogni organizzazione, sia essa una squadra, un’azienda, un’associazione.

Il processo si sviluppa conseguentemente nella sua parte Realizzativa (fare proprio ciò che la Elaborazione Strategica ha definito sulla scorta delle analisi compiute e degli obiettivi definiti), vale a dire l’output del sistema, che sia un prodotto, un servizio, un’attività.

Naturalmente ogni buon economista direbbe a questo punto che occorrerà Misurare e poi Controllare quali risultati si ottengono e quale riscontro c’è rispetto al “budget” al fine di Confermare la strategia se positiva o modificarla se inadeguata (concetto di Feedback).

Il sistema informativo integrato così costituito dai sei passi richiamati, garantisce la consapevolezza della propria azione e una corretta gestione professionale del proprio ruolo o dell’entità affidata.

Idealmente ogni contesto organizzato funziona così, anche se poi la pratica non sempre corrisponde a quanto la teoria insegna.

Il Professionista dello Sport, accanto alla sensibilità speciale evocata dal particolare ambito di azione, ricoprirà il ruolo svolto trasformando gli Input in Output, sapendo che avrà molti vincoli “a monte” e molte “discrezionalità” a valle, per cui la sua responsabilità di ruolo sarà frutto della competenza posseduta e dall’abilità espressa.

Ciò significa che contano poco gli alibi e le giustificazioni per la mancanza di risultati, conterà di più la capacità di “farsi carico” (empowerment) di fronte ai problemi e alle difficoltà.

Detto ciò, quali sono le risorse su cui appoggiarsi per eccellere?
Lo Sport ci insegna che la Passione, la Determinazione, l’Energia positiva, l’Autocontrollo, la Disponibilità all’impegno e al Cambiamento, l’Atteggiamento Mentale, risultano decisivi quando si pensa alle prestazioni di rilievo.

Ebbene è così anche dal punto di vista manageriale. Al di là delle competenze specifiche richieste, oggi la differenza la fanno le qualità umane, unite alla flessibilità, alla creatività, alla propensione al problem solving e al team building.

 Anche se si è giovani e ci si avvicina al mondo del lavoro è bene tenere presente quali sono i criteri vigenti da parte delle Aziende o delle Organizzazioni in cui inserirsi ed essere pronti a “combattere” con armi professionali adatte. In questo senso, accanto all’Intelligenza Razionale, attesa dai futuri committenti, bisogna accompagnare l’Intelligenza Emotiva (Consapevolezza di sé, Autocontrollo, Empatia, Autorevolezza) che è oggi il vero differential su cui puntare, particolarmente in ambito sportivo, dove i Rapporti Umani sono ancora meglio valorizzati e valorizzanti.

Avvicinarsi al Management o al Marketing Sportivo richiede dunque una sensibilità speciale, anche perché si ha a che fare con talenti e con caratteri impegnativi da gestire, oppure con iniziative di alto respiro etico ed estetico, od anche con organismi complessi e sofisticati.

Richiede anche una Professionalità a tutto tondo che l’Educazione Scolastica può favorire, che il Master può integrare e che la volontà personale deve realizzare.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi
Direttore I.S.O. Srl
giorgio.cozzi@isoformazione.it
Autore di “Turbomanagement” Sperling & Kupfer
di “Turbomanagement 2” Franco Angeli
“Cambia Adesso” Seneca Edizioni

Un commento

  1. se da un punto di vista di preparazione personale, sono totalmente d’accordo con il dott. Cozzi, devo però far presente che nel mondo dello sport non vige l’equazione “più sai, più vali”.
    La cosa importante è sapare quali sono i propri punti di forza, il dirigente sportivo (con le dovute eccezioni del caso) non è abbastanza qualificato per valutare chi ha davanti e spesso una volta messi all’opera ci si vede arrivare richieste che dimostrano che le persone con cui ci interfacciamo non hanno la più pallida idea di quali siano le mansioni e le competenze della persona assunta o del consulente.

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