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Smart Working: subire o gestire?

      

Uno dei temi più trattati dai tanti webinar lanciati dagli esperti è sicuramente lo SMART WORKING, non c’è iniziativa che non lo citi.

E’ vero che tante aziende, di solito multinazionali e evolute, già lo praticavano come sistema organizzato, tuttavia è altrettanto vero che la maggior parte dei lavoratori e degli Imprenditori o Manager mai vi avevano fatto ricorso. Da cui stuoli di consigli e di sensibilizzazioni per adottare meccanismi e metodi che lo facciano utilizzare in modo efficace.

Tra le varie discussioni sono apparse visioni opposte, tra chi ha ritenuto che il lavoro a casa abbia costituito un periodo di sostanziale vacanza e chi sostiene di aver fatto lavori oltre misura, a tempo più che pieno. In mezzo le interferenze, valide per ogni visione positiva o negativa che sia, dovute alle incombenze a casa e la difficoltà di concentrazione necessaria per le attività cognitive o creative. Insomma non è tutto oro ciò che luccica, si può affermare che esistono benefici in un lavoro autonomo da remoto, tuttavia si presentano anche delle difficoltà e dei disagi.

Per non dire che le comunicazioni via mail o web non hanno la stessa valenza dei rapporti interpersonali, così come le riunioni non sono del tutto sostituibili con le conference call allargate. Il contatto diretto, la comunicazione non verbale, il livello del rapporto, sicuramente sono elementi che pagano uno scotto al supporto, pur utilissimo della tecnologia che si è dovuto imparare ad usare con una frequenza certo superiore all’abituale.

In qualche modo le possibilità del lavoro da casa, per molti, ha costituito anche un restare attivi, in collegamento col lavoro e con la realtà professionale, abbattendo l’ansia derivante dall’epidemia e dal doveroso rispetto di vincoli pesanti, mai provati in precedenza. Ora che il peggio è, per lo meno temporaneamente, passato, si può cominciare a pensare a nuovi modi di organizzarsi.

Per chi riprende il lavoro in modo tradizionale si tratta di affrontare nuove ansie e dinamiche nella vita in comune che non è più la stessa e una ripresa di attività in un contesto nuovo e diverso che richiede di gestire lo stress, di cambiare mentalità, di adattarsi attivamente, di ritrovare energia e motivazioni, di focalizzarsi sul presente e sul futuro.

Per chi invece continuerà a lavorare in tutto o in parte da casa, si tratta di definire le modalità che regoleranno il rapporto ed anche di impostare un piano di lavoro individuale su come gestire il proprio ruolo. Le Aziende stanno pensando a come orientare verso obiettivi lo Smart Working, vale a dire non centrato sulle ore-lavoro contrattuali bensì su risultati misurabili e anche premiabili in modo variabile. In effetti qualunque idea di controllo sembra poco in linea con il concetto di autonomia che lo Smart Working prevede e che semmai è applicabile dove l’attività da remoto è effettivamente quantificabile a monte e a valle. Appare più coerente puntare sulla fiducia e su criteri di misurazione di obiettivi e risultati, andando ad influire sull’incentivo a prestazioni di rilievo.

Non sembra un esercizio facilissimo e peraltro si possono trovare criteri condivisi che valorizzino e professionalizzino il rapporto e le potenzialità. Naturalmente occorre anche che chi lavora da remoto apprenda metodi di autogestione efficiente ed efficace del proprio tempo e la capacità di bilanciare la flessibilità tipica dello Smart Working con l’esigenza di rispettare canoni di produttività e scadenze temporali. Le Aziende sono pronte a creare le condizioni, anche attraverso un’adeguata formazione agli Smart Worker? L’altra faccia della medaglia è la gestione dei collaboratori da remoto, come si fa a guidare un Team di persone non frequentandole sistematicamente o gestendole attraverso interfacce telematiche?

Anche qui la professionalità dei Capi, sia che siano loro a casa, sia che lo siano i loro Collaboratori, richiede un supplemento di competenze che non sempre esistono a priori. Le Aziende sono pronte a mettere i Capi in condizioni di poter esercitare il loro ruolo di motivazione e guida da remoto?

Secondo la nostra esperienza ci sono spazi da coprire nello Smart Working che sono di tipo organizzativo (obiettivi, metodi, incentivi, misurazioni, ecc.) e di tipo emozionale (risorse possedute, stati d’animo, rapporti umani, considerazione, ecc.) che richiedono una riflessione profonda e una decisione forte e sistematica, soprattutto condivisa. Le cose fatte per emergenza sono un conto, le attività pianificate, gestite sistematicamente, performanti, concordate, ben altro.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

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