Situazione Donna: riflessioni di grandi filosofi

Grandi Filosofi meditano sulla DONNA – terza puntata

Alla fine del Settecento cosa pensavano i Filosofi nella grande Germania riguardo alla Donna? Quali dovevano essere, secondo il loro pensiero illuminato, gli ambiti in cui le loro compagne e figlie avrebbero potuto cimentarsi?

Non se ne cura certamente oggi un’Angela molto potente, dal sorriso più ironico che angelico, che dirige i mercati e le politiche europee, se le ricordiamo le opinioni sulle donne del suo compatriota, il grande filosofo Immanuel Kant, vissuto all’epoca della Rivoluzione Francese.

Lei, la Cancelliera, sa bene che, come per altri illuminati più o meno, anche per Kant, è appunto la “ COERENZA” la …virtù principale …, quando si tratta di argomentare sulle donne!foto donna1

Kant è il padre della CRITICA, avendo criticato la religione, la metafisica, il libero arbitrio, l’immortalità dell’anima: ha distrutto e rinnovato tutto.

Ma, pur affermando in nome di questo rinnovamento globale… che coloro che si sposano sono uguali= marito=moglie= ( chiaro? ), conclude che deve rimanere il principio che l’uomo sarà il padrone “ perchè tale dominio si basa solo sulla SUPERIORITA’ NATURALE della FACOLTA’dell’uomo rispetto a quella della donna”.

Cioè: il matrimonio è fra uguali ma l’uomo comanda. E poi si ironizza sulla LOGICA delle donne!

Come il nostro comico Tòtò, anche io sbotto “ Immanuel! Ma mi faccia il piacere!”.

Sempre Kant, scrittore molto analitico e raffinato, oltre che molto profondo e razionale, afferma:

<< Nello stato rozzo di natura, la donna è l’animale domestico.>>.

Anche Fichte, iniziatore dell’Idealismo che avrà in Heghel la più completa teorizzazione, non potendo più appellarsi alla Religione rivelata, ad uno Jahvè che dice alla donna : “tu pagherai la colpa della peccatrice Eva”, si esprime con un nuovo linguaggio religioso, quello dello Spirito.

<< La donna, nel farsi “mezzo” per la soddisfazione dell’uomo, dà la propria personalità , ma la riceve indietro, solo in quanto lo ha fatto per l’amore che prova per questo UNICO.>> Cioè il marito è diventato UNICO come di solito si predica di Dio. La donna è l’umanità e l’uomo è messo al posto di Dio.

Inoltre la donna deve concedere all’uomo tutto ciò che possiede affinchè egli ne disponga come crede, ma conserva intatta la propria dignità: vivrà e agirà sotto gli occhi di lui e nell’opera di lui.

( Certo che questi grandi spiriti idealistici riescono ad affermare il diritto del più forte- il marito- al più brutale sfruttamento economico, usando un linguaggio mutuato dai mistici medioevali).

Possiamo forse tirare un sospiro di sollievo quando appare Heghel, che appare più complesso e raffinato: egli concede infatti alle donne almeno un’autonomia di vita familiare, non considerandole pure cose, res.

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la figura umana è dominante e ci appare di spalle: il sentiero non prosegue …

Per Heghel: << Nel matrimonio ognuno è reciprocamente nella coscienza dell’ altro in quanto sua intera singolarità, questo legame è perciò sacro>>.

Ben inteso per Heghel l’unico spazio concesso alle donne è la famiglia, quella famiglia che per gli uomini non è altro che un punto di partenza per la vita pubblica, culturale, politica.

<< L’uomo ha la sua vita affettiva, sostanziale, nello Stato, nella scienza…nella famiglia la donna ha la sua destinazione sostanziale>>.

Le donne non devono assolutamente chiedere di più perchè “le donne non sono fatte per la filosofia, se le donne stanno a capo del governo, lo Stato è in pericolo”.

Ma …a questa puntata mettiamoci anche la ciliegina: la misoginia di Shopenhauer è risaputa e incredibile per luoghi comuni insultanti e volgari, cose da bar è dir poco.

Nelle sue due opere dedicate a questo argomento Shopenhauer afferma che le donne sono stupide/ frivole/ disoneste/ interessate; inoltre dice che non devono essere definite “il bel sesso”, perchè sono brutte, hanno la gambe corte e poi una vecchia ( = donna non più mestruata ) desta il “ nostro schifo”.

Il rispetto per le donne, secondo Shopenhauer, è una follia dei Cristiani e degli antichi Germani…bisogna imparare dagli Orientali: quelli sì che le sanno trattare, le disprezzano e le rinchiudono nei loro harem.

Vi risparmio l’esame e lo spulciamento del nostro Rosmini che fu considerato sacerdote talmente progressista da avere avuto problemi con la Curia di Roma: un piccolo sorrisino lasciatemelo fare sulla sua frase concisa che sa un po’ di scherzo da prete: << La moglie deve amare il marito d’amore sofferente>>.

Una pausa di aria marina o montana ci farà bene, dopo queste paturnie!

 

Luciana Brusa

P.S. Mica lo abbandono così a buon mercato il nostro Rosmini. Fra qualche settimana ce lo continuiamo a spulciare.

Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale SportWork

 

 

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