Situazione Donna – L’ultimo appuntamento

L’ULTIMO INCONTRO

Quando sentiamo l’ennesima notizia del massacro di una donna, ci immaginiamo che chi l’ha fatta fuori sia un pazzo, uno psicopatico, un ignorante e spesso anche probabilmente un uomo del più profondo sud.

Invece proprio NO! La Svezia ha un tasso di incidenze del femminicidio più alto di quello dell’Italia! E ancora: secondo il Rapporto dell’ONU sugli omicidi in base al sesso, in quasi tutti i paesi europei la percentuale delle uccisioni di donne è maggiore rispetto a quella italiana ( per carità non consoliamoci! ).foto botte

In rapporto alla popolazione vengono uccise più donne in Austria, Finlandia, Francia, Germania, Svizzera, Svezia.
Addirittura Austria e Finlandia hanno tassi quasi tre volte superiori a quelli italiani. La Svezia supera anche l’India!

Adesso che siamo ancora più confusi e perplessi per queste notizie, tentiamo con umiltà di capire che l’uccisione della donna è un fenomeno endemico,ossia diffuso, persistente, radicato, che prescinde dall’educazione.

Spesso si sente dire che “ quel ragazzo”, “quel marito” era così perbene, così normale, “ chi l’avrebbe mai sospettato”.

Talvolta – con loro stessa sorpresa, e anche dopo anni di convivenza- le donne “ sentono”_ “avvertono” la nota stonata, in un comportamento anomalo, pressochè inspiegabile, antecedente alla prima sberla o al primo spintone.

Tuttavia queste donne, seppur malmenate e minacciate, convinte della loro capacità di “trasformare” la belva, il troglodita, il ragazzaccio…in un essere docile e gentile, comprensivo e dialogante, non vanno sempre a denunciarlo; al massimo, dopo altri inutili sforzi, stanche della veste di “infermiere di buona volontà”, lo piantano, lo lasciano, lo mollano ( come vi piace di più).

Come si sa “ amor segue chi fugge” e allora si scatena la furia del respinto, che non può assolutamente immaginare nei suoi incubi notturni e diurni che la SUA DONNA giaccia con un altro, che faccia paragoni, che lo DISONORI di fronte alla gente.foto femminiciadio scritta

Il rifiutato ha una speranza: con tutta la dolcezza possibile le chiederà “un ultimo appuntamento” e magari lo definirà proprio così, ma non con significato apertamente macabro.

L’ULTIMO APPUNTAMENTO, così insinuante, romantico, come il titolo di una poesia, di una romanza degli anni che furono, dove loro due civilmente, amichevolmente- così le promette- senza più le ansie da innamorati, per lasciarsi con un clima quieto, potrebbero chiarire ( ma al buio ) i motivi della divisione, della separazione, della lacerazione, dello squarcio ( come preferite ), creatisi nel loro rapporto.

Ecco allora vi imploro care ragazze, signore giovani , ma anche di una certa età, statevene a casa con altre persone, NON ANDATE SPECIALMENTE ALL’ULTIMO APPUNTAMENTO!

E’ provato statisticamente che quello sarà davvero l’ultimo, purtroppo per voi.
In una zona misteriosa del cervello del vostro ex partner, nella sua corteccia cerebrale è impresso un codice, una formula che si può decifrare, la paura ancestrale della Dea Cibele, ma, se ve ne fregate della mitologia, potete chiamarla semplicemente la paura di fare la figura di un uomo rifiutato da una donna e che pertanto vuole distruggervi e annientarvi senza pietà.

Luciana Brusa
P.S.: menomale che a moltissimi uomini non importa proprio nulla di chiedere l’ultimo appuntamento, anche perchè non pensano che il loro ONORE si basi su simili quisquilie!
Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale SportWork

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