Situazione Donna – epoche diverse, la morale si adatta agli usi e costumi

Gigolò, Toy Boys, Cicisbei

Le persone che arricciano il naso quando sentono parlare di Gigolò o Toy Boys che si accompagnano a Signore mature, per lo più appartenenti al mondo dello spettacolo, potrebbero rimanere sconcertate assistendo ad una deliziosa commedia goldoniana.foto gigolò

Con naturalezza recitano sul palcoscenico damine incipriate, giovani spose di vecchi ricchi e nobili, corteggiate da bei ragazzi con parrucca e abiti leziosi. Costoro avevano il compito di seguire e scortare la Dama ovunque, ricoprivano un ruolo ufficiale. Sarebbe stato scandaloso per una nobildonna non  avere il Cicisbeo, tutto veniva specificato nei contratti matrimoniali delle unioni nobiliari, fatte con lo scopo di salvare i patrimoni, non certo per unire persone che si amavano.

Nessuno nelle classi nobili e medie aveva da ridire su questa abitudine, sarebbe addirittura sembrato strano che il marito fosse geloso, tanto gioca su ciò che consideriamo “morale” proprio la consuetudine, Mos per gli antichi Romani. Quello che serve a tenere bene unite le persone diventa “ morale” fra noi umani, straordinari eccentrici abitanti del pianeta Terra, a tutte le latitudini.foto cicisbei

Ho letto in non so più quale libro che gli uomini del deserto che si assentavano per mesi e mesi dalle loro mogli, lasciavano appeso nella tenda un paio di pantaloni, cosicchè, se al loro ritorno trovavano un bimbo nato in epoca non ortodossa, chiamavano quella creatura “ figlio dei pantaloni”. Quando è necessario per una serena sopravvivenza, i costumi e la morale cambiano, si adattano e i figli vengono educati a seguire le “ regole”. Il Cicisbeo doveva avere qualità rilevanti come la bellezza e il fascino, l’educazione ineccepibile, oltre a una buona cultura.

 Anche nei quadri dell’epoca, specialmente nelle scene suggestive di Pietro Longhi, troviamo le immagini della società settecentesca veneziana e di come si svolgeva la vita dal mattino alla sera delle famiglie nobili. Il Cavalier servente assisteva nella camera da letto alla colazione della sua Dama, la onorava di attenzioni galanti e complimenti ( da cui la derivazione onomatopeica del termine “cicisbeo” ), la accompagnava in carrozza per la città a visite e altre commissioni.foto toy bous

Molto spesso era il suo amante. Personaggi insospettabili e famosi sono stati Cicisbei, corteggiatori di grandi dame: Vittorio Alfieri lo fu per Gabriella Falletti e uno dei fratelli Verri, Giovanni, svolse tale compito per Giulia Beccaria, madre del Manzoni, sulla cui paternità molto si è discusso.

Le dolci dame ritratte da Rosalba Carriera rivelano nel loro sguardo un sottile guizzo di malizia e credo che avrebbero avuto molto da raccontare, ma la ipocrisia dell’epoca le lasciava libere di fare, ma non di parlare. Nei trattati sulla sessualità femminile infatti sono stati gli uomini – almeno fino ad una certa epoca , a determinare quali siano gli impulsi e i desideri della donna.

Forse non è proprio vero che, come di solito si afferma, alle donne piacciono di più signori colti e

anziani, magari pieni di soldi, piuttosto che uomini giovani, non per questo rozzi e sprovveduti, ma

presumibilmente dotati di maggior entusiasmo. In verità sembra lecito un certo sospetto, paragonando il fenomeno dei “ cavalieri serventi” in epoche tanto diverse, ma ….tuttora “ tacere” per molte signore è indice di gran classe e noi non siamo certo autorizzati a intercettare i loro cellulari.

Luciana Brusa

 

Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale SportWork

 

 

3 Commenti

  1. Anna M. Cortese

    Argomento interessante e di straordinaria attualità.
    Forse le donne cercano nei loro compagni più giovani, inconsciamente, i figli che la carriera impone di non avere… e i ragazzi, nelle compagne più “datate”, le madri che non hanno avuto?
    Confido in approfondimenti da parte della sempre sagace signora Brusa… 🙂

    1. GS

      grazie per il fattivo contributo, sicuramente l’autrice dell’articolo sarà stimolata all’approfondimento, giriamo il commento all’interessata

      editore Giampaolo Santini

    2. Luciana Brusa

      Grazie cara Anna! Certamente unisce due persone un fattore unico irripetibile, qualsiasi sia la differenza di età. Siamo più abituati all’uomo di età maggiore rispetto alla donna, ma per questione di potere. La bellezza e la giovinezza sono armi vincenti per entrambi i sessi. Non basta certamente questa constatazione.
      Ma pensiamo oggi a Catherine Spaak 68 anni con tre matrimoni e due figli alle spalle: si è sposata con un uomo che ha 18 anni di meno, perchè le dà felicità. Io ci credo, anche se nessun amore ha la garanzia di essere per tutta la vita.

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