Situazione Donna: donne uccise nel corpo e nell’anima

Troppe donne raggirate e uccise negli ultimi tempi, donne che si fidavano dei loro assassini, perchè li conoscevano da molti anni e li frequentavano, li invitavano a casa loro alla presenza dei parenti, genitori e fratelli.

E’ difficilissimo capire il prossimo, perfino un nostro stretto parente. Ognuno di noi, specialmente se onesto e lontanissimo dall’idea di fare del male a chicchessia, crede che MAI coloro che gli sono vicini, magari amici o amanti, possano nuocergli: eppure vediamo quanto spesso capiti che la fiducia venga ingannata.

Non ci parla certo di amore la coppia dei primi fratelli biblici, Caino e Abele. Le tragedie greche evocano istinti predatori e omicidi soprattutto nelle famiglie, che possono svilupparsi silenziosamente ed esplodere con ferocia. Ma un conto è leggere o vedere a teatro queste vicende, un altro pensare che possano avvenire nella realtà.

Non piace certo a nessuno vivere in continuo allarme, sarebbe un’ansia insopportabile passare le nostre giornate senza fiducia nei nostri cari, negli amici.

Addirittura consideriamo la diffidenza come un sentimento poco elegante, proprio di persone burbere, mentre pensiamo che i guai capitino solo agli altri, non “equilibrati” come noi, e che “ forse” se li sono andati a cercare.

Durante il gennaio appena trascorso, la cronaca riporta i casi emblematici di due donne molto diverse per vita e temperamento, che hanno avuto una fine analoga.

Donne che si sono fidate dei loro assassini – quello di Isabella Noventa di Albignasego ( Padova ), scomparsa il 15 gennaio 2016 e quello di Gloria Rosboch di Castellamonte ( Torino ), scomparsa il 13 gennaio 2016 – che ci colpiscono perchè chi le ha uccise sono stati proprio gli intimi amici di entrambe: sia pure in modo diverso, uomini che le frequentavano e conoscevano da molti anni e che hanno approfittato del loro affetto per ingannarle.

Isabella era una cinquantacinquenne divorziata, senza figli, libera e indipendente, serena e determinata a condurre una sua vita con viaggi e distrazioni come il ballo, pur accudendo con cura amorevole la mamma, per cui abitava nella stessa casa dei due suoi familiari, mamma e fratello.
Se voleva passare una notte con il suo amico e compagno Freddy Sorgato, preferiva ospitarlo nella sua casa, al piano terra.

Il rapporto fra i due era almeno apparentemente libero, entrambi avevano i loro spazi. Ultimamente c’erano state liti e incomprensioni, a causa di denaro, sospetti, amicizie e gelosie più o meno fondate. Nonostante ciò, la frequentazione fra i due era continuata.

La serata in cui il delitto è stato compiuto era iniziata con una semplice pizza consumata insieme in un locale, ma quello che è avvenuto nelle ore seguenti Isabella non l’avrebbe mai sospettato, anche perchè Freddy era andato a prenderla con la sua macchina a casa, con la consapevolezza dei familiari di lei.

Purtroppo la verità era un’altra: anche dalle immagini delle telecamere è stata rivelata la premeditazione del delitto; lo stesso Freddy Sorgato, dopo tante bugie, ha confessato di avere ucciso la sua amica, anche se fa tentativi di depistaggio circa l’occultamento del cadavere.

Un mistero, dato il carattere forte di Isabella, è il fatto che questa donna si sia fidata di quel Freddy, cui ultimamente aveva inviato una lettera in cui lo accusava di essere un bugiardo e di avere schifo di lui. Quale errore ha fatto nel frequentarlo ancora!

Completamente differente da Isabella era la timida e introversa professoressa quarantesettenne Gloria Rosboch di Castellamonte, uccisa da un suo ex alunno ventiduenne che la conosceva da quando aveva dodici anni, prima come scolaro, poi come amico e aiuto-tecnico per il pc, un confidente che entrava nella sua casa e pranzava con lei e i suoi genitori, a volte anche a Natale e Pasqua .

Era tanto fiduciosa delle qualità del suo pupillo, da affidargli senza uno scritto qualsiasi, né uno straccio di firma del ricevente, ben 186.000,00 euro in contanti, risparmi raggranellati anche dai suoi vecchi genitori. L’ammaliatore Gabriele Defilippi, ventunenne, le aveva fatto credere ad un nebuloso progetto immobiliare sulla Costa azzurra, e ad una vita del tutto nuova e affettivamente appagante che avrebbero condiviso.

Il prestigiatore di “ anime” – che si è provato abbia raggirato altre donne – aveva anche un amante uomo, di trent’anni più grande.

“ Come faceva Gloria a non accorgersi di entrare in una trappola senza ritorno? “ Ce lo chiediamo con sgomento.
Come in un noir, dopo essersi impossessato del denaro, Gabriele sparisce e non risponde più alla telefonate e ai messaggi di Gloria.

La professoressa, dopo aver riferito ai genitori la truffa di cui era stata vittima, dopo aver denunciato Gabriele ai carabinieri, alla prima telefonata del pupillo, inventa una scusa ed esce per un appuntamento con lui.
Sappiamo purtroppo che è stato l’ultimo incontro, finito con uno strangolamento.

Diciamo ancora che non ci capiterebbe mai, che noi avremmo capito prima?
Lo spero, ma insisto sulla diffidenza che dobbiamo avere, sui dubbi verso atteggiamenti strani e ripeto che “pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Avremo forse un atteggiamento più duro, meno sorrisi stampati sul volto, vedremo in giro meno improbabili “ Principi Azzurri”, ma saremo a spasso VIVE su questa nostra terra.

Luciana Brusa

Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale Sport & Work

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