Il significato del “luogo” per le produzioni di valore

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Cosimo III

Un importante anniversario ci ricorda l’importanza del profondo legame tra un territorio e i suoi prodotti facendo luce anche sul significato di “off” e “re” shoring.

Il 24 settembre 1716, ovvero trecento anni e qualche giorno fa, Cosimo III, penultimo granduca di Toscana, promulgava un provvedimento dal titolo Sopra la Dichiarazione de’ confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno Superiore che definiva con precisione gli ambiti territoriali entro i quali dovevano essere prodotti i vini per ottenere la denominazione corrispondente.

Si tratta a tutti gli effetti della prima Denominazione di Origine Controllata della storia. In terra italica, primi al mondo, si capì quale era l’importanza di una produzione, in questo caso quella vinicola, e il suo imprescindibile legame con il territorio (terra, aria, acqua, ma anche persone e cultura del luogo).

Un prodotto d’eccellenza emerge dai territori ed è ad essi intimamente legato, ne diventa la bandiera.

Un prodotto qualsiasi, una semplice merce (commodity), lo può fare chiunque e può esser fatto da qualsiasi parte; è anonimo, senza valore particolare, oltre al prezzo, e non rappresenta nessuno e nulla.

Questo legame “strategico” col territorio è stato nel tempo capito da tutti gli imprenditori che hanno creato ricchezza per davvero. FIAT sta (stava!) per Fabbrica Italiana Automobili TORINO, Alfa per Anonima LOMBARDA fabbrica automobili, BMW Bayerische Motoren Werke (Fabbrica di motori BAVARESE) se vogliamo limitarci ad esempi del settore auto. Molti hanno addirittura legato il proprio nome all’azienda e il territorio, come fossero piante che hanno messo lì radici e caratterizzano quel posto. Sarebbe stato possibile immaginare Enzo Ferrari in un luogo diverso dalla sua Maranello?

Fare dunque prodotti che vanno al di là di una funzione, che ispirano significati profondi ed evocano bellezza, significa nutrirsi di quanto di meglio offre un luogo: “spuntano” da esso. E’ questo anche il senso del fenomeno del “re-shoring”, il ritorno in patria delle produzioni dai luoghi dove erano state delocalizzate: non una melanconica nostalgia ma la scoperta del valore che il luogo fornisce all’attività di business.

Vadano dunque all’estero le multinazionali, anche nazionali, produttrici di merci, dalla carta igienica alle bottiglie di plastica fino alle automobili buone giusto per spostare i nostri deretani da un luogo all’altro. Nella nostra penisola si “coltivano” bellezze che spuntano in ogni dove nel magnifico e fertilissimo territorio dello stivale.

Lo sappiamo da trecento anni!

Luciano Martinoli

LucianoMartinoli, laureato in Scienze dell’Informazione ha ricoperto ruoli manageriali in importanti aziende IT internazionali: HP, Cap Gemini, SSA (oggi Infor). Si è poi occupato di start-up e apertura di filiali di aziende multinazionali in Italia: Arinso, Atlantic Sky. Successivamente ha ricoperto ruolo di vertice in Incubatori di Impresa del gruppo Moratti e partecipato a progetti di sviluppo aziendale. Dal 2009 in Crescendo mette a frutto queste esperienze organizzative e strategiche nell’ambito del framework scientifico-culturale messo a punto dall’azienda.
luciano.martinoli@gmail.com
l.martinoli@cse-crescendo.com

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