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nuova foto carlo napolitano

Settimana dell’acquaticità – Balneazione in sicurezza

Siamo alle porte della bella stagione, vale a dire del periodo dell’anno in cui più facilmente potrà  capitare di trovarsi in riva a uno specchio d’acqua (piscina, mare, lago, o anche un ancora più insidioso fiume) con la voglia di fare un bel bagno per rinfrescarsi.

Ma in Italia, quella che potremmo definire la “capacità di balneazione in sicurezza” non è diffusa come dovrebbe essere, soprattutto se si considera che il nostro Paese vanta, tra continente ed isole, circa 7500 chilometri di costa marittima, senza contare le rive dei laghi e dei corsi d’acqua.  foto bambino-mamma

Malgrado una simile predisposizione da parte dell’ambiente alla vocazione natatoria, le statistiche ci dicono che un bambino italiano su due ha paura dell’acqua alta e a stento riesce a mantenersi a galla, mentre ben il 40% dei nostri adolescenti non sa davvero nuotare correttamente; una così scarsa acquaticità, purtroppo, provoca ogni anno 100 morti per annegamento in età pediatrica, e si calcola esponga a questo genere di rischio addirittura 3 milioni di soggetti.

Personalmente, ho sempre sostenuto la grande importanza dell’insegnamento del nuoto: innanzitutto, l’ideale sarebbe fare in modo che i giovanissimi, frequentando con i propri genitori appositi corsi, ormai abbastanza diffusi in molte piscine, abbiano tutti la possibilità di conservare e migliorare la propria naturale acquaticità.

Ogni neonato, infatti, dopo il periodo di gestazione trascorso nell’utero materno immerso nel liquido amniotico, presenta il riflesso del “mammifero tuffatore”, che con specifici esercizi, in particolare tra i 4 e gli 8 mesi di vita, può essere mantenuto e perfezionato, facilitando così il galleggiamento e la permanenza rilassata in acqua.

Successivamente, a garantire il corretto apprendimento del nuoto dovrebbero invece provvedere le istituzioni scolastiche, rendendolo parte integrante dell’educazione fisica: in questo siamo in notevole ritardo, se si pensa che in Giappone l’imperatore in carica già nel 1603 (!) lo ha imposto come materia obbligatoria, mentre in Nuova Zelanda a scuola si insegnano addirittura le tecniche di salvamento…   foto gruppo bambini

Ora comunque la SIMPe, cioè la Società Italiana Medici Pediatri, per cercare di migliorare la situazione,  ha dato il via ad un corso di formazione per i suoi iscritti, in collaborazione con il Ministero della Salute, per dare poi vita nel prossimo luglio a una iniziativa molto interessante, la 1a Settimana Nazionale dell’Acquaticità.

Il progetto prevede il coinvolgimento di 300 medici che, dopo aver appreso le corrette modalità di intervento su un soggetto a rischio di annegamento, sia mentre si trova ancora in acqua che dopo essere stato portato a riva, in 20 località turistiche le diffonderanno ulteriormente in fasi successive ad altri colleghi e genitori, in corsi della durata di circa 90 minuti.

Non va infatti mai scordato che persino un buon nuotatore può trovarsi improvvisamente in condizioni di difficoltà, in conseguenza di un trauma o un malore, e che è necessario che i soccorritori sappiano perfettamente cosa fare per intervenire non solo al più presto, ma anche nel migliore dei modi, per non correre a loro volta il rischio di essere vittime delle circostanze: ad esempio, conoscere il modo di avvicinarsi a chi sta annaspando disperatamente in acqua è fondamentale.          

Questo lodevole progetto prevede anche la divulgazione di materiale informativo su tutto il territorio nazionale, con specifica attenzione agli aspetti della prevenzione: verrà infatti realizzato un quaderno sulla sicurezza in acqua dedicato ai bambini delle elementari dove i piccoli, grazie a puzzle, giochi e parole crociate impareranno come giocare fra le onde senza rischi, nonchè diffuso un decalogo, rivolto più in particolare agli adolescenti, con i consigli corretti per prevenire l’annegamento e imparare come reagire in maniera opportuna di fronte a una situazione di pericolo.

Carlo Napolitano 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

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