Scuola: Lo studio e il valore della memoria

Leopardi viveva studiando e definiva con un misto di amore e odio “ le sudate carte” quelle che lui vergava, riempiva di cancellature, riscriveva dopo ore e ore di meditazione.

E’ vero che sui libri si suda, può anche essere noioso imparare a memoria, spesso occorre usare immaginazione e creatività anche per ricordarsi elenchi di regole, nomi geografici, battaglie e date. Si impara a costruire scalette dal senso più o meno logico, si escogitano trucchi a volte del tutto personali per ricordarsi desinenze, suffissi e altro che serva a prepararci la base per ragionare, leggere, scrivere, comunicare.foto donna sui libri

Studiare non è una operazione di “voli” al di sopra della realtà, ma è fatta di cose reali, palpabili. Studiare e lavorare sono attività simili nel metodo: anche lo scrittore sa di essere né più nè meno come un artigiano, con tutto il rispetto dovuto al mestiere dell’artigiano, che sia falegname, fabbro, vasaio, sarto, gioielliere, tessitore, ricamatrice o qualsiasi altro esperto in un’ “arte”. E’ indispensabile che questo lavoratore sia padrone degli strumenti che usa per costruire la sua opera.

Perfino il gesto che sembra ovvio e semplice, cioè quello della scrittura a mano, viene ora spesso trascurato per il fatto che si usano pc, cellulari e tutta la famiglia di internet; che ne è della “bella scrittura” dei tempi passati? Forse roba da mettere in soffitta? Al più ti scrivono in stampatello con segni che sembrano risalire all’alfabeto fenicio, tanto sono indecifrabili!

Se non hai compilato paginette su paginette di bella scrittura, sarai come un incompreso e probabilmente ti capiterà anche che ti dicano, mentre non riesci nemmeno a leggere ciò che hai scritto tu stesso: << Chi non legge la sua scrittura è un asino di natura! >>

Un’altra fatica che si tende a togliere agli studenti per alleggerirne i compiti è quella di imparare a memoria poesie o brani di prosa ( ricordate l” Addio monti” manzoniano quasi obbligatorio ai tempi dei nonni, ma che apriva visioni indimenticabili molto più di un film? ).foto testa con descrizioni

Chi ora insegna nelle scuole mediti sul fatto che il cervello non si esaurisce usandolo, anzi aumenta di efficienza; andiamo coraggiosamente fuori moda e insegniamo ai nostri allievi, fin da piccoli, l’amore per le filastrocche, per le poesie, per i proverbi e poi anche su motti latini e greci che sinteticamente racchiudono tanta saggezza!

Si divertiranno, la loro memoria diventerà ancora più elastica e …meraviglia!… – esercitandosi e “ sudando”- si costruiranno un vero tesoretto che nessuno potrà rubare e che durerà quanto la loro vita, compagno e punto di riferimento per i loro giudizi e decisioni.

Luciana Brusa
Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale SportWork

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *