SANITA’ – Salute e Benessere, anche finanziario

SEMINANDO  SALUTE, SI  RACCOGLIE  BENESSERE  (ANCHE FINANZIARIO)

In questi giorni di grande stallo politico, con le tante incertezze legate al futuro del nostro Paese, praticamente in ogni dichiarazione d’intenti da parte degli “addetti ai lavori”, soprattutto quando l’argomento è il nostro Servizio Sanitario Nazionale,  ricorre sempre più spesso una parola: SOSTENIBILITA’.

Con questo termine asettico e molto tecnico, parlando della salute dei cittadini italiani, si vuole in qualche modo cercare di preparare la gente ad accettare progressivamente un futuro con drastiche riduzioni dei livelli di assistenza  offerti  nell’ambito del sistema pubblico, giustificando la cosa con la semplice motivazione che mancano le risorse.

Va subito detto che il nostro SSN, al netto di quegli episodi occasionali di vera  (o presunta) malasanità che spesso compaiono con grande risalto nelle pagine dei giornali, eventi sicuramente spiacevoli ma non sempre evitabili e colposi,  viene  peraltro considerato come uno dei migliori al mondo: ne sono inconfutabili testimonianze la nostra costante tendenza all’allungamento della vita media e la formidabile diminuzione della mortalità neonatale registrate negli ultimi decenni.  Siamo stati inoltre la prima nazione al mondo ad offrire un’assistenza di base dedicata all’infanzia, con la creazione della Pediatria di Famiglia, vale a dire un servizio specialistico garantito come minimo  nella fascia da 0 a 6 anni, che Paesi ben più ricchi dell’Italia ci invidiano, senza però fino ad ora essere riusciti ad imitare e proporre.

Tuttavia, va riconosciuto che la crisi finanziaria  già da tempo sta minando le prestazioni del nostro Servizio Sanitario, e che le prospettive future sono tutt’altro che rosee, per almeno un paio di motivi.

In primis,  come abbiamo detto,  stiamo invecchiando sempre di più, e questo dato, se da un lato deve farci rallegrare, dall’altro  comporterà  però costi assistenziali destinati a crescere costantemente:  per dare un’idea della situazione, le proiezioni demografiche indicano che nel 2050 oltre un terzo della popolazione italiana avrà almeno 65 anni.

C’è poi l’emergenza rappresentata dall’epidemia di sovrappeso e obesità che si sta verificando  non solo in età adulta, ma pure tra i giovanissimi: in alcune regioni del Sud, ormai almeno la metà dei bambini presenta un eccesso ponderale, e questi problemi sappiamo che comporteranno nel tempo patologie che faranno lievitare ulteriormente, ed inesorabilmente, i costi assistenziali.

A fronte di tutto ciò, i politici stanno ventilando ipotesi di soluzione che rientrano sostanzialmente in due categorie di provvedimenti:

1 –  fare ricorso a fondi sanitari integrativi

2 – ridurre gli sprechi

Ma queste due possibilità, per quanto indubbiamente proponibili, se si ragiona approfonditamente sulla situazione possono soltanto cercare di fronteggiare il problema della spesa sanitaria, senza però affrontarlo alla radice come invece andrebbe fatto, per evitare che continui a crescere.

Mi spiego meglio: eminenti studiosi  hanno calcolato che un soggetto obeso comporta al SSN una spesa più che raddoppiata  rispetto a un normopeso, e sappiamo dalle statistiche in nostro possesso che il 50% degli italiani over 65 ha due o più malattie croniche.    Attualmente, si stima che i problemi derivanti dall’eccesso ponderale costano al nostro SSN ben 3.5 miliardi di sole spese sanitarie dirette, e che il 70% delle cause di morte (e dei costi assistenziali…) deriva dalle più comuni patologie croniche, che sono però in gran parte evitabili.

Ebbene, alla luce di questi dati, secondo me il problema dei sempre più alti costi della spesa assistenziale andrebbe  quindi affrontato anche (e direi soprattutto) con una decisa POLITICA DI PREVENZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA,  che rappresenta probabilmente la forma di investimento nell’ambito della salute pubblica con il maggiore rendimento in termini di benefici per ogni euro speso, nonché  l’unica maniera di garantire nel tempo la possibilità di continuare a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale, perché in prospettiva ne ridurrebbe il fabbisogno.

Limitarsi a curare le conseguenze di uno scorretto stile di vita è una strategia perdente e soprattutto molto più costosa rispetto a quella di organizzare incisive campagne di promozione della salute, che andrebbero svolte capillarmente e con modalità differenti, iniziando già dall’età prescolare.

L’Italia è già ben conosciuta nel mondo come il paese che  può vantare raffinatezza e genuinità della cucina, invidiabili bellezze paesaggistiche,  numerosissime stazioni termali,  molti sportivi che primeggiano in svariate discipline, un tasso di longevità formidabile (in tutto il globo, solo i Giapponesi  vivono più di noi, perché mangiano molto pesce): potrebbe ulteriormente migliorare la propria immagine in ambito salutistico se adottasse una decisa politica di educazione sanitaria a 360°, facendosi così anche paladina di corretti stili di vita.

Unitamente alle altre risorse prima citate, una simile strategia potrebbe costituire persino  una eccellente opportunità di crescita e rilancio economico: insomma, seminando salute si potrebbe raccogliere benessere (anche finanziario).

Carlo Napolitano 

 

Carlo Napolitano, medico pediatra, neonatologo e adolescentologo, si occupa da molti anni di attività sportiva e nutrizione e ha svolto funzioni di medico sociale e accompagnatore di squadre giovanili. Appassionato sportivo, si è dedicato alla pallavolo agonistica, prima da giocatore ed in seguito come allenatore, mentre attualmente pratica il tennistavolo, disciplina in cui ha conquistato in diverse edizioni dei Giochi Mondiali della Medicina  2 medaglie d’argento e 4 di bronzo.Ricopre la carica di direttore scientifico di un’agenzia di comunicazione multimediale, svolge una intensa attività divulgativa su temi di educazione sanitaria e sportiva e ha contribuito a pubblicazioni su salutismo e nutrizione.

Pubblicazioni-Edizioni Sperling & Kupfer:
2006: “Lo sport giusto per il tuo bambino”. Come scegliere l’attività fisica più idonea per i nostri figli.
2011: “L’alimentazione giusta per tuo figlio”, collaborazione con l’autrice Gigliola Braga
2013: “Lo sport che fa bene al tuo bambino”

 

Un commento

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