Sanità in Lombardia: più chiarezza sul medico di famiglia per le patologie croniche

Abbiamo visto “girare” sui social un messaggio in merito alla sostituzione del medico curante. Successivamente abbiamo ricevuto un’importante comunicazione riguardo la situazione sanitaria in Lombardia. E’ nostra intenzione fare chiarezza ma soprattutto dare precise informazioni agli utenti su quello che ipoteticamente potrà cambiare  alle persone affette da patologie croniche con la nuova riforma. Ci riserviamo con urgenza di approfondire maggiormente con il firmatario quanto espresso nella comunicazione. (Nota dell’Editore)

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Tra pochi giorni, a tutti i cittadini/e affetti da patologie croniche, circa 3.500.000 (ipertensione, diabete, cardiopatie, tumori, ecc.) arriverà una lettera da parte della Regione Lombardia, che vi chiederà di effettuare la scelta di un “gestore”.
Il gestore non è una persona, potrebbe anche non essere un medico.
Nella maggioranza dei casi sarà una società o una cooperativa privata accreditata, cioè convenzionata con la Regione, quindi privata ma finanziata da denaro pubblico.

Vi verrà richiesto di firmare un “patto di cura” che avrà il compito di pianificare l’assistenza di cui avrete necessità.
Se sceglierete il gestore costui si occuperà solo della gestione delle vostre malattie croniche, per tutte le altre malattie, si continuerà a far riferimento al proprio medico curante.

La riforma non vi garantisce la riduzione dei tempi di attesa, ma non avrete nemmeno la certezza di poter accedere agli stessi ospedali/centri e agli stessi specialisti presso i quali siete stati seguiti regolarmente fino ad oggi. La Regione ha individuato 65 malattie, per le quali ha stabilito un corrispettivo economico da attribuire al gestore a secondo della patologia presentata da ogni persona da lui gestita.
1) Viene eliminata la libertà di scelta del cittadino.
2) Se il cittadino vuole un altro parere su una determinata malattia o operazione, dovrà accettare quella del gestore o pagare di tasca propria un’altra consulenza sul suo problema sanitario.
3) Il medico di base non potrà prescrivere nessun esame rispetto alla malattia che è seguita dal gestore, generando situazioni confuse e conflittuali, e un aumento della burocrazia.
Si chiama: “Patto di cura”, un atto formale con validità giuridica della gestione della propria salute.
I cittadini non sono obbligati a scegliere un gestore.

Una riduzione delle prestazioni (analisi diagnostiche, ecc) si traduce facilmente in un più alto numero di decessi.
Malati cronici lombardi, curati dagli Emirati Arabi. Uno fra i tanti gestori privati delle patologie croniche, sarà la Dubai International Capital, sussidiaria della Dubai Holding, una delle più importanti finanziarie degli Emirati Arabi, di cui lo sceicco Mohammed Rashid Al Maktoum detiene il 99% delle azioni.

L’operazione della privatizzazione dei malati cronici da parte della Regione Lombardia è la via maestra per l’inserimento del capitale finanziario nel mercato della sanità; Roberto Maroni accelera la distruzione della sanità pubblica lombarda, continuando la logica dell’interesse privato con denaro pubblico di Roberto Formigoni.

ATTENTO caro amico PAZIENTE! Ti chiederanno di firmare un patto di cura con il gestore, ma non ti diranno che questo è un “contratto vincolante” che ti impedirà di ottenere prestazioni sanitarie al di fuori di quanto stabilito dalla Regione.
Ti diranno che è per la tua salute, perchè il Servizio Sanitario Nazionale funziona male, ma ricordati che è la regione a decidere il funzionamento del SSN, e sono loro che hanno il compito istituzionale di rendere efficiente ed efficace il SSN.
Ti diranno che è un’opportunità per migliorare la qualità della tua vita, in realtà è un trasferimento di denaro pubblico che riempie le tasche al privato e al capitale finanziario, a discapito della tua salute.
Se non vuoi perdere la libertà di farti curare, secondo scienza e coscienza, dal tuo medico di famiglia, che ben conosce tutti i tuoi problemi di salute, allora, resta con il tuo medico di famiglia e straccia la lettera che riceverai dalla regione.
(Vittorio Agnoletto)

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