Sport & Work n.67 -4/2016- anno 3 Sicurezza sul lavoro: salute psicofisica dei lavoratori, valutazione periodica

La salute psicofisica dei lavoratori: valutazione periodica dello stress lavoro-report correlato

Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.
Lo stress può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione della “azienda”, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro.

L’individuo è capace di reagire alle pressioni cui è sottoposto nel breve termine (esse possono essere considerate positive per lo sviluppo dell’individuo stesso) ma, di fronte ad un’esposizione prolungata a forti pressioni, egli avverte grosse difficoltà di reazione; persone diverse possono inoltre reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera differente.

Lo stress non è una malattia ma un’esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute.

Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate come causate dal lavoro stesso: lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori, quali il contenuto e l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc.

I sintomi più frequenti sono: affaticamento mentale, cefalea, gastrite, insonnia, modificazione dell’umore, depressione e ansia, dipendenza da farmaci.

I fattori che causano stress possono essere: lavoro ripetitivo e arido; carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto; rapporto conflittuale uomo – macchina; conflitti nei rapporti con colleghi e superiori; fattori ambientali (rumore, presenza di pubblico, ecc.), lavoro notturno e/o turnazione.

Occorre provvedere alla tutela, in particolare, della salute psichica lesa o messa in pericolo dalla cattiva organizzazione delle risorse umane, tutela del rischio specifico da stress lavoro-correlato di una particolare categoria di lavoratori che, in ragione delle peculiarità della prestazione lavorativa, sono i soggetti più esposti alla sindrome in esame.

Considerare il problema dello stress sul lavoro può stare a significare una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le “aziende”, i lavoratori e la società nel suo insieme.

Ed è in quest’ottica che i Datori di lavoro, nel rispetto delle normative vigenti, dovranno attivare – con l’aiuto di consulenti esperti in materia, come gli Operatori di Medical Impresa Service S.r.l. – adeguati controlli iniziali e periodici sui lavoratori, in quanto soltanto attraverso questi controlli è possibile acquisire quelle conoscenze sulla base delle quali il Datore di lavoro è in grado evitare il rischio specifico dello stress lavoro-correlato.

Le fasi suggerite sono le seguenti:
1. Valutazione dei criteri aziendali oggettivi, con l’utilizzo di apposita linea-guida
2. Scelta campione per tipologia dei lavoratori
3. Somministrazione di apposito questionario
4. Analisi dei questionari e individuazione del livello di percezione del rischio
5. Individuazione dei fattori di stress presenti/percepiti
6. Predisposizione e attuazione di eventuali misure di prevenzione e d’intervento.

In linea generale si dovrà provvedere, inoltre, a:
• Dare ai singoli lavoratori la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione del proprio lavoro
• Diminuire l’entità delle attività monotone e ripetitive
• Aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi
• Sviluppare uno stile di leadership
• Evitare definizioni imprecise di ruoli e mansioni
• Distribuire/comunicare efficacemente gli standard e i valori dell’organizzazione a tutti i livelli organizzativi, per esempio per il tramite di manuali destinati al personale, riunioni informative, bollettini
• Fare in modo che gli standard e i valori dell’organizzazione siano osservati da tutti i lavoratori
• Migliorare la responsabilità e la competenza del management per quanto riguarda la gestione dei conflitti e la comunicazione
• Stabilire un contatto indipendente per i lavoratori
• Coinvolgere i lavoratori e i loro rappresentanti nella valutazione del rischio e nella prevenzione dello stress psicofisico e del mobbing.

La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08 deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato (secondo i contenuti dell’accordo europeo del 8 Ottobre 2004).

Mauro Massara

 

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