Reportage Viaggi: Venezia, non solo Piazza San Marco!

Non ero mai stato a Venezia. Io penso che chi vi arriva per la prima volta non può che rimanere stupito, affascinato, io anche disorientato. Abituato ad andare in città in cui ci sono strade con automobili, camion, ambulanze, polizia, servizi pubblici di ogni tipo su ruote, beh diciamo che per 19 anni ho visto sempre e solo questo.

Quando ti trovi in una città dove al posto di strade ci sono canali d’acqua, al posto delle auto ci sono barche, dall’ambulanza, alla polizia, carabinieri, pompieri… poi anche “barche dell’immondizia”, vedere le barche delle aziende che forniscono le strutture alberghiere, c’è tutto ma tutto ti sembra strano. Vedere l’arrivo delle ambulanze all’ospedale, arrivano con la barca direttamente nel deposito dove si trova l’ospedale. Niente di strano, succede lo stesso nelle altre città. Tutto questo in una città così storica, mi dava l’impressione di essere in una città Futurista.

Niente automobili, niente strade, barche e canali. Dal punto di vista di spazio hai l’idea di ritrovarti nel ‘500-600. Poi guardando lo svolgersi della vita, mi sembrava di essere nel futuro. Magari nel futuro le navette le avremo anche noi, non galleggeranno sull’acqua ma magari “galleggeranno” a pochi centimetri dal suolo.

Fin dall’uscita della stazione di Venezia Santa Lucia, si può notare subito lo splendore di questa città unica nel suo genere.

Di fronte ci troviamo la Chiesa di San Simeon Piccolo. “Piccola” ma di architettura imponente. Stata costruita a metà ‘700, la struttura è ispirata alla architettura Palladiana. Questa facciata alta e dritta, all’interno pochi affreschi, solo l’essenzialità e il minimalismo potente dell’architettura. La BELLEZZA soprattutto di questa città è il fatto che sia stata costruita interamente su strutture di legno piantate nel mare, nel fango.

Un progetto veramente ambizioso che per tutto il tempo, ad ogni passo non facevo altro che pensare alla genialità di chi ha costruito questa città che continua a durare nel tempo. Veramente se ci si pensa, si rimane ammagliati da quest’opera, non si parla di palafitte in legno, si parla di una vera e propria città che nel tempo fu anche potenza marittima e una delle tratte fondamentali per il commercio con l’oriente. Nelle vie, infatti, si può respirare l’aria bizantina, l’influenza araba.

Tutto crea atmosfera, tutto combacia con l’ambiente circostante, tutto porta dietro di sé la storia di questa città. Nonostante questa via, e non solo, possa sembrare trascurata, in questo paesaggio è perfetto. Ti ricorda l’origine della città, un paese che nasce sull’acqua. Qui si può notare la pesantezza e l’influenza che certamente questa ha sugli edifici. Sulle pareti si possono contare gli anni di Venezia. Uno scenario a dir poco coinvolgente.

Passando per Ramo Cappello, fui fermato da un profumo di Baccalà mantecato. Questo profumo ti accompagnava per tutta la via, accostato al leggero profumo di acqua salmastra della laguna. Parlando di pesce, una BELLEZZA da vedere è proprio il mercato di Venezia esattamente a Piazza del Mercato.

Navigare in solitudine per la laguna. Il Canal Grande, l’autostrada veneziana. Purtroppo quando sono stato a Venezia il meteo non era proprio dei migliori, però forse questo mi ha permesso di vederla in modo più “originale” diciamo, senza un grande traffico di barche e battelli, turisti che invadono il canale. E si capisce perché lo invadono, per ammirare e vivere questa BELLEZZA unica al mondo.

 

Alessio Di Franco

Alessio Di Franco – nato nel 1999 a Gardone Val Trompia. Partiamo con due domande, cos’è per me la fotografia? Quand’è che mi sento di scattare una fotografia? Per me la fotografia è pura emozione, ogni immagine racconta un luogo, una persona, un gesto attraverso le emozioni che provo. Tante volte quando fotografo mi piace ascoltare della musica. Solitamente musica classica oppure musica contemporanea minimalista. Quando ascolto la musica questa riesce a contemplare lo sguardo, a volte è la musica che comanda ciò che devo scattare, in base al tema musicale cerco un’immagine che lo racchiuda. Forse per me la “Bellezza” è ciò che immagino di vedere e di trovare in un luogo, in una persona, in un oggetto. La “Bellezza” è scoprire il paragone tra realtà ed’ immaginazione, se la realtà coincide con l’immaginazione, allora avrò ciò che cercavo e questa sensazione è per me ciò che rappresenta il “Bello”.

 

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