Regione Lombardia, gli ambulatori aperti sabato e domenica

‘Ambulatori aperti’, è confermata l’iniziativa per 2015

“Regione Lombardia è l’unica Regione a tenere aperti gli ambulatori la sera fino alle 22, il sabato e la domenica, e questa misura è stata riconfermata per tutto il 2015, visto il grande successo che ha avuto con oltre 100.000 prenotazioni negli ultimi tre mesi del 2014: ovviamente questo ci costa e ci costa parecchio e non è stato facile riuscirci visti i tagli che il Governo ha fatto”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo in diretta alla trasmissione televisiva di TeleLombardia ‘Orario continuato’.

GOVERNO HA NEGATO 500 MILIONI PROMESSI SU SANITÀ – “Ricordo – ha sottolineato Maroni – che il Governo, per la Sanità, ci aveva promesso 500 milioni in più, un premio arrivato tramite i costi standard per aver gestito bene i nostri soldi, e non era una promessa, ma un accordo scritto, per cui ci sarebbero arrivati 500 milioni in più. E, visto che avevamo la garanzia di avere questa somma in aggiunta e visto che i ticket in Lombardia valgono 500 milioni, avevamo deciso di abolire i ticket. Invece poi il Governo, con una legge ha cancellato questo accordo, togliendoci i 500 milioni promessi, e quindi dovremo rinviare l’abolizione dei ticket”.
A LOMBARDIA TAGLI PER 750 MILIONI – “In più – ha proseguito – ci ha tagliato 750 milioni, per cui siamo passati da più 500 milioni a meno 1 miliardo e 250 milioni. Eppure, nonostante questi tagli, voglio rassicurare i cittadini lombardi che noi non aumenteremo le tasse locali e non aumenteremo i ticket”. “Grazie a questi ‘regali’ del Governo Renzi dobbiamo tirare la cinghia, eppure – ha concluso Maroni – riusciamo a non alzare le tasse locali e i ticket e riusciamo a confermare una misura importante come quella degli Ambulatori aperti”.

STIAMO GIÀ RIDUCENDO LE LISTE DI ATTESA – “Il nostro obiettivo è ridurre le liste di attesa nella sanità fino a farle sparire e questo lo stiamo già facendo con l’operazione ‘Ambulatori Aperti’: in pochi mesi sono state effettuate 75.000 prestazioni in più, su 100.000 richieste e questo significa che queste 75.000 prestazioni sono state fatte subito e non dopo mesi. Questa è la strada per ridurre le liste di attesa”.

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