Quando la passione diventa professione : storia di un Pittore

Quando la passione diventa professione : storia di un Pittore

Il grande Alessandro Manzoni scrisse “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni… “foto quadro

E’ proprio lì dove l’ Adda diventa emissario del lago creando, tra gli altri scenari, una “palude” ricca di canneti e ninfee ed un gioco di acque che rincorrendosi e scontrandosi nascono in tempi diversi, a Brivio, Aldo Mandelli classe 1920 l’ultimo pescatore professionista ed Uomo con la “U” di sfolgorante e profonda intelligenza e Fernando Andrea Massironi , siamo nel 1952, i due uomini stringono una profonda amicizia e reciproco rispetto.

La passione per la pittura di Fernando Andrea Massironi nasce fin dalla giovane età ed a soli quindici anni si iscrive alla Scuola d’Arte pura ed applicata di Merate imparati i primi rudimenti lo troviamo a Milano a frequentare l’Accademia degli Artefici di Brera la pittura, lo sappiamo, difficilmente ci permette di dedicare a lei il nostro intelletto e quindi il Pittore Massironi si qualifica nel frattempo Disegnatore Cromista nel settore delle Arti Grafiche. Dalla seconda metà degli anni settanta, Massironi espone in Italia e all’estero con una frequenza in crescendo le Sue opere senza mai tralasciare, pur prendendo spunto dalle emozioni trasferite al momento su tela che l’ Irlanda e la Normandia con la Russia ed il Belgio con la Iugoslavia gli trasmettono, gli scenari dell’ amato Adda sì quell’Adda tanto amato anche dall’ amico Pescatore Aldo Mandelli che lo portava tra canneti e ninfee . Due grandi sopra una piccola barca .

Numerose personali a Villa Gina – Trezzo sull’Adda, a Villa Castelbarco – Imbersago, al Castello di Brivio, nel Castello Estense di Ferrara, a Treviso e Torino sino ad approdare nel 2006 all’Italian Institute of Culture di Pechino ed essere chiamato alla galleria Persitaly di San Pietroburgo con una Personale di enorme successo internazionale ma essendo rimasto nel cuore e nella mente il Pittore dell’ Adda partecipa, con la Sua calda modestia a delle collettive inclusa la Biennale di Malta e la Grolla d’oro a Treviso.

I critici dicono di Lui :

Annalisa Sala
“Ciascuno ha una ricchezza intima di figurazioni – normalmente si lasciano ridurre a pochi grandi motivi – le quali compongono il vivaio di ogni suo stupore. Se le ritrova innanzi (…) e ogni volta vi figge lo sguardo come si scruta il proprio viso allo specchio”. “Le parole di Cesare Pavese ben si adattano alla produzione di Fernando Massironi. L’ambiente acquatico si è inciso a fondo nel suo spirito; ecco perché rimane per lui un enigma. Non avvertito come distinto da sè, si sottrae ad un’esauriente rappresentabilità ed è perciò fonte continua di ispirazione.”

Ed ancora “Un’arte tesa alla leggerezza musicale, eppure greve di spessore materico. Non può essere che così, visto il processo dinamico da cui scaturisce. Nell’esuberanza del colore c’è la forza espansiva della creatività. Nell’eccedenza c’è la spinta dell’inespresso. E’ una vena vitalistica a guidare l’approccio. Se da una parte i temi rimandano ad archetipi personali, dall’altra affondano in memorie più arcaiche, sovra-individuali.

L’artista viene accostato a Morlotti, perché in entrambi la natura è esperienza dell’organico e del vitale più che del verosimile. Ricorrono stagni, pozze, torbiere: nei luoghi di putrefazione si addensa la vita.

La stasi qui è solo apparente: brusii, brulichii, sibili, fruscii, tonfi, guizzi, richiami rivelano quanto fervore si celi nell’ombra, quante potenzialità nel torbido, nel marcescente. “

“La palude è il luogo della metamorfosi; è la trasposizione visiva di un informe gorgogliante che cova al fondo di noi, un fondo molle, umido, cedevole, in cui le erbe proliferano, concrescono, si avviluppano e sviluppano senza regole né ritegno. “Liane striscianti dell’intimo accadere”: così le chiamava Rainer Maria Rilke.”

Silvano Valentini
“Una personalità di spicco, quella di Fernando Andrea Massironi, impegnato da sempre su svariati fronti, come attestano tra l’altro, in campo artistico, la sua attuale carica di presidente della Scuola d’Arte Pura e Applicata di Merate e le sue numerose esposizioni di successo a livello internazionale, ultime in ordine di tempo quelle in Russia, a San Pietroburgo, e in Croazia, ma anche con frequenti puntate in Francia, oltre alle personali di casa nostra, da Merate in occasione dell’omaggio a Ennio Morlotti dei mesi scorsi all’ormai tradizionale mostra a Villa Castelbarco di Imbersago e ad altre numerosissime presenze sul territorio.

La pittura di Massironi è una quanto mai originale forma di impressionismo contemporaneo, fatto di intense emozioni intrise nella violenta matericità delle sue pennellate, tanto che la cifra caratteristica della sua prorompente produzione artistica non è, tanto, la pur avvincente proposizione dei soggetti rappresentati, paesaggi e scorci naturalistici di mezza Europa, dall’Italia alla Scozia, dall’Irlanda alla Normandia, quanto invece quella sua rara capacità di manipolare vigorosamente i colori sulla tela, fino a farne delle opere di forte impatto “concettuale”, prima e al di là della semplice fruibilità estetico-visiva.

Molto sentito il legame con la sua terra da parte dell’artista, nativo di Lecco e residente a Brivio, così che le sue opere, realizzate per lo più en plein air (il pittore in cammino con il cavalletto sulle spalle è un’immagine di Massironi, insieme simpatica ed emblematica, ormai consolidata presso i media e il grande pubblico), portano spesso titoli in dialetto locale, con tanto di “girasù”, “canet”, “scies” e via dicendo, a volte il tutto arricchito da efficaci versi poetici di sua creazione in vernacolo brianzolo.

Rolando Persi
“Impronte decisamente moderne e suggestivi richiami alla tradizione convivono senza contrasto nella pittura di Fernando Massironi.

A favorire questa convergenza sono probabilmente i temi ambientali affrontati dall’artista. Sono temi strettamente legati al mondo della natura dove tutto é antichissimo e nuovo nel medesimo tempo.

In natura tutto si rinnova in ogni istante, ad ogni variare di luci, ad ogni alternarsi di vite e di morti. Le leggi però restano quelle. In questo variare continuo e nello stesso tempo immutato e immutabile, l’artista, secondo Massironi deve saper cogliere, interpretare la voce, “il messaggio” della Natura, ma senza alterarne l’immagine, senza farne violenza, neppure per scopi estetici. Potremmo, se volessimo usare una parola attuale, definire Massironi “pittore AMBIENTISTA”. E infatti lo é.  Le cose per Massironi sono quello che sono. L’uomo può e deve, forse, modificarne la funzione, ma non può e non deve modificare quello che esse ci dicono nella loro immutabile logica.

“Infatti un prato fiorito, come un sentiero fangoso, una cosa come una cosa morta, ci diranno si cose diverse, ma unite da un solo linguaggio, quello della LOGICA della Natura. Meglio ancora diremo: LA LOGICA DIVINA “

“In questa validità vanno poste molte opere di Massironi che con attenzione quasi scientifica e con passione artistica si sofferma a descrivere selvaggine, pesci, e animali macellati. Lo fa non per compiacimento di composizioni estetiche”

“Ed é là appunto che il “cacciatore di immagini” Fernando Massironi ha il suo vero STUDIO laboratorio, nel bosco lungo i fiumi, i prati o gli acquitrini, le pianure, le spiagge. “

“Infatti é forte in Massironi il richiamo verso gli impressionisti francesi ma, soprattutto verso quei pittori forse meno acclamati ma non meno validi, che portarono avanti quella esperienza qui in Italia: i Macchiaioli. E non é a caso che Massironi, profondamente legato alla sua terra di Lombardia ami altrettanto quella Toscana che dei Macchiaioli fu culla e dove si reca spesso per lo studio delle sue opere. Dalla bellezza a volte un pò dolcemente velata e rugiadosa della sua Brianza sa passare senza fatica ai toni più netti e più caldi del paesaggio maremmano e delle marine dell’Arcipelago.”

Mario Ferrario 
“SPAZIALITÀ SUBLIMANTE “

“ …………….. una delle peculiarità della pittura di Fernando Massironi é quella d’intendere e rivelare i suoi soggetti nella collocazione di uno spazio senza confini: spazio dilatante oltre le perimetrie delle composizioni, in una ideale continuità che l’ammiratore può sognare e costruire all’infinito.

Pittore fortemente impressionista, scevro da manierismi e ricercate modulazioni, Massironi si lascia trasportare dall’impeto della scoperta, dando corpo e intima suggestione alle sue figurazioni. Pennellate nervose e decise, materialmente corpose, tramutano l’osservazione e la carpita essenza del soggetto, manifestandolo in uno splendore di cromatismi, in una palpitante immersione nell’aria e nella luce, in un accordo di tonalità germinante l’armonia.

I paesaggi, le nature morte, gli stupendi girasoli, le visioni montane e lacuali nei coloriti incanti stagionali, risultano pregne di respiri, nell’abbraccio del sole e del vento, subitaneamente rubate alle bellezze del creato e magicamente fissate come proposta contemplativa e di penetrazione.

“Ed é così che l’Autore, forse inconsciamente ma rapito da un lirismo che lo ha conquiso, diventa donatore di bellezze e messaggi, di spirituale elevazione.”

 Ora vediamo chi è quell’uomo che ha fatto di una passione una professione, molti di noi hanno passioni …seguiamo

foto massironi
Fernando Andrea Massirono – Pittore

l’esempio , se vogliamo, di Fernando Andrea. . Massironi Fernando Andrea.

BRIVIO (LECCO) = FOTO DI ALDO MANDELLI,82 ANNI,L'ULTIMO PESCATORE PROFESSIONISTA CHE ANCORA LAVORA SUL CORSO DEL FIUME ADDA
Aldo Mandelli, l’ultimo pescatore professionesta del fiume Adda. Oltre la passione, divenuta professione, l’amicizia tra il Pittore ed il Pescatore che credette da subito nelle capacità
artistiche del quindicenne Massironi.

L’ Amico Pescatore che ha condiviso sin dai primi passi l’animo del Pittore Massironi, Aldo Mandelli, le acque dell’ Adda se lo ricordano bene e ne parlano con gioia .

Claudio Mantovani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *