Quando gli imprenditori insegnano alle multinazionali – il caso Macchi

Il caso Macchi fa scalpore e finisce sui giornali e in TV. L’imprenditore varesotto partito da un’intuizione, ha costruito una media azienda di successo nella fabbricazione di tappi in plastica per bottiglie e nella realizzazione di etichette, arrivando a 250 dipendenti, presenza in 86 Paesi, filiali all’estero.

Il fatto eccezionale è che dopo la sua morte a 86 anni, ha lasciato un bonus consistente da distribuire al personale in proporzione alla loro anzianità di servizio e tenuto conto di esigenze famigliari particolari.

La famiglia ha eseguito le sue disposizioni, cercando di mantenerle sottotraccia, ma la cosa è di tale valore che ha finito per occupare i titoli dei giornali : in effetti non capita tutti i giorni che il personale di un’Azienda riceva un regalo natalizio di valore insperato e inatteso.

Un aspetto interessante della vicenda è che in un’intervista rilasciata in TV, il Macchi ha indicato l’ingrediente principale del successo: le persone e il “gruppo”, le aziende sono fatte dalle squadre che, se motivate e preparate, sanno portare avanti il business nel modo migliore. Da soli non si arriva da nessuna parte (queste in sostanza le parole del Macchi).

Nell’epoca che stiamo vivendo in cui i Convegni e i media sono infarciti di wellness e di evidenze di ambienti dove si vive meglio, ciò che si nota è che le Multinazionali spesso non sanno dove stia di casa l’attenzione alle persone.

E’ vero che questi ultimi anni di crisi hanno minato l’economia aziendale, ma è anche altrettanto vero che si assiste a strategie dove gli esseri umani sono considerati numeri e costi, da tagliare, ridurre, rimandare al mercato.

Queste strategie, forse anche necessarie, talvolta nascono negli Headquarter, ben lontano da chi lavora e dal contesto reale, e rispondono a esigenze non sempre riferite al contesto italiano.

Finisce così che si apra un gap tra le Direzioni e il personale che si muovono su fini diversi, sottraendo il potenziale posseduto e non valorizzando le capacità presenti.
Le belle parole pronunciate per darsi immagine qualche volta, od anche molto spesso, non corrispondono affatto ai comportamenti reali e si dimentica che i successi precedenti sono stati realizzati grazie all’apporto di Persone che con i loro contributi tali successi hanno generato.

Chi lavora accanto ed al servizio delle Aziende, coglie l’antinomia tra le professioni di fede dichiarate e le azioni intraprese appena il vento cambia, invece di puntare sulle competenze reali e potenziali che potrebbero generare risposte diverse rispetto al puro cost cutting.

C’è poca umanità nel Management, sempre meno, non solo per un fatto di valori o per emergenze, bensì per un atteggiamento di fondo (difesa del proprio ruolo a discapito degli altri) e a una pochezza professionale sempre più evidente.

I grandi uomini, come il Macchi varesotto, sono coloro che sanno costruire squadre, che valorizzano il personale, che riconoscono l’apporto da loro dato, che guardano avanti, che considerano l’Azienda un ben collettivo e non solo individuale.

E’ vero un’Azienda non è un ente di beneficenza, è costruita per portare profitto, ma anche per resistere nel tempo, ha un valore sociale di cui bisogna essere consapevoli, comporta responsabilità, è un’opportunità per far crescere le persone, è una spinta all’innovazione, è uno stimolo a dare soddisfazioni, è una sfida continua, è un team di risorse irrinunciabili e irripetibili, è….

Credo che Macchi abbia avuto ben chiaro che cos’è un’Azienda, che ne abbia tratto benefici personali per sé e per la sua famiglia, avendo anche consapevolezza che tutti insieme si può vivere meglio la propria esistenza di lavoro e si può creare un ambiente motivante. Leggere i commenti dei dipendenti di Enoplastic, per credere.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
– CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
– Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti
– ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
– Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale
– Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
– Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
– Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
– Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari
– Trainer e Coach
– Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
– Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
– Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
– Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro

(Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia).

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