Pensieri, parole e…un pò di più!

Che strazio la fatica del lunedì per sciogliere la ruggine della domenica.

Un’automobile ferma si scarica, un macchinario arrugginisce, l’acqua diventa putrida, il corpo umano decade. La vita è movimento e l’immobilità è morte.

“ Tutto scorre” , diceva la filosofia greca, mentre i romani – spiriti pratici – “nulla dies sine linea”, incitavano a fare qualcosa ogni giorno, anche poco, per tenere acceso il motore del corpo e dello spirito.

Ci sono nella vita di tutte le famiglie, due minuti ( o due secondi) che decidono per sempre. Un incidente, una diagnosi, un si o un no, una tragedia improvvisa, una fortuna. Due minuti o due secondi in un oceano di ore uguali, di piccoli gesti, di dolore, di abitudini. Sembrava che tutto dovesse continuare per l’eternità. Invece, come un fulmine, quei due minuti (o due secondi) hanno sconvolto ogni cosa.

Al primo colpo le ferite quasi non si avvertono, il dolore comincia dopo. Così è nei sentimenti. La fine di un amore travagliato, l’annuncio di una sventura, perfino la morte, nei primi minuti, nelle prime ore lasciano sbigottiti, assorti, come anestetizzati. Ma il giorno dopo il dolore irrompe, stringe il cuore, sale al cervello. Spesso pare sul punto di travolgerci. Esiste un solo medico capace di placarlo: il tempo. Ma è un medico lento, avaro, impietoso… talvolta non gli basta una vita !

Uno psicologo mi ha detto :” ci sono molte persone sensibili che soffrono atrocemente nella vita. Una parola cattiva, un pettegolezzo, un contrattempo, una qualsiasi avversità le feriscono. Vorrebbero soffrire di meno, accettare gli eventi con distacco ma non ci riescono. E’ come se avessero nell’animo un orecchio acutissimo che avverte perfino i sospiri. Si dolgono di questo, ma anche se ne compiacciono. Infatti è meglio avere un buon orecchio piuttosto che essere sordi “.

Ecco un’osservazione importante: o si “sente” la vita o si è “sordi”. Nel primo caso si soffre e si gode con la massima intensità; nel secondo si passa attraverso gli anni, attoniti, come persone senza orecchie in una folla urlante.

Ma poiché la vita è breve, e sempre interessante, vale la pena di “sentirla”.

Ed eccola qui la nostra vita: un pezzetto di tempo nell’eternità. La terra rotola nell’infinito da milioni di anni e lo continuerà a fare. D’un tratto siamo arrivati noi. Trenta o cinquanta o settanta, magari ottanta e perfino cento anni. Sembrano molti, ma non sono niente.

La  vita è tutta li, per noi, disposta a lasciarsi vivere , come meglio ci piace. Potremmo bruciarla in un minuto tentando mille esperienze insieme, privandoci del sonno per non perder tempo. Ma ne varrebbe la pena ?

Chi sa perché, quando penso alla vita , mi si affaccia alla mente l’immagine di un gigantesco sacco di noci. Il sacco si rovescia sul mondo e le noci rotolano via. Alcune si rompono subito, altre si scontrano, si superano nella corsa, proseguono a spinte ed urti.

Tutte, presto o tardi, si fermano.

Lo so, è sciocco, ma mi piace immaginarmi come una piccola noce che rotola a casaccio, che ne incontra altre e subito le lascia, una piccola noce illusa di poter correre chissà fino a quando… magari per sempre. Invece no, qualche metro ancora, qualche piccolo scontro e poi…. basta.

La vita è un lampo. Che cosa fare? Aggredirla o ignorarla ?

Così incerti la spendiamo stupidamente, angustiati da tutto e senza motivo e alla fine, ci domandiamo se l’abbiamo vissuta o no.

“ Non datemi consigli, so sbagliare da solo”. Sembra una battuta di spirito e invece è una verità profonda. Non ho mai conosciuto nessuno disposto ad accettare consigli, mentre ho conosciuto tanti decisi a fare di testa propria e a sbagliare. Così alla fine mi sono persuaso che gli errori siano indispensabili per apprezzare la vita. Solo sbagliando, infatti, urtando contro interessi, suscettibilità, egoismi, diritti e doveri degli altri si impara a limitare i sogni, a placare l’orgoglio, a piegarsi ai compromessi. Cioè a vivere.

“… ed era tutto lì (come dice una canzone), credere in noi un po’ di più; stare insieme un po’ di più, vivere insieme un po’ di più. Amare, forse, un po’ di più…. E quando non ci si capisce più, voler capire solo un po’ di più.

Ed era tutto lì. Bastava dire qualche volta si e la montagna che era su di noi ora l’avresti sotto i piedi tuoi….

Bastava amare solo un po’ di più!

Saper soffrire solo un po’ di più!

Dai…… un po’ di più.”
Franco Mauroner

Franco Mauroner, funzionario, ritirato dal lavoro, è stato responsabile della comunicazione istituzionale e trasparenza del Comune di Trezzano Sul Naviglio. Dal 2007 al maggio 2012 segretario particolare del Sindaco di Abbiategrasso e per il Comune di Trezzano Sul Naviglio in oltre un trentennio ha ricoperto le funzioni di funzionario dell’area sociale, dell’area culturale e dell’area informatica. Ha collaborato con Ancitel, servizio privacy on line, il gruppo creato per facilitare la collaborazione tra Garante Privacy, Anci, Ancitel, Upi, Uncem; inoltre è stato consulente per Anci risponde ed Anciform, Legautonomie, Consorzio dei comuni della Provincia di Bolzano, Associazione dei Comuni del Lodigiano, DTC PAL del Canavese, Consiel Enti Locali. Svolge attività di docenza e consulenza nella Pubblica Amministrazione in materia di applicazione della legge sulla trasparenza, del codice privacy, di diritto all’accesso, di comunicazione istituzionale.

Ha pubblicato alcuni volumi e numerose pratiche per la pubblica amministrazione e ad oggi pubblica articoli e saggi su varie testate (Comuni in rete, Pa-Web, Il Sole 24 ore, Strategie Amministrative, Italia Oggi, Ascolodi, Ordine e Libertà).

Ha anche per il 2016 l’attestazione professionale di “comunicatore pubblico”, cioè responsabile della comunicazione istituzionale.

 

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