Opportunità e carenze nel mondo del lavoro: le selezioni desiderate e respinte

Ultimamente sono stato personalmente incaricato di svolgere un’ampia ricerca di personale per un nuovo STORE a CITY LIFE sotto la pressione di un’apertura imminente, quindi con tempi strettissimi e probabili impegni cospicui per l’inizio di una START UP.

E’ noto che a Milano il nuovo Centro Commerciale di City Life è un ambiente di notevole capacità attrattiva, sia per la localizzazione (vecchia zona Fiera tutta rinnovata con grattacieli e palazzi di rilievo), sia per la presenza di utilities & facilities per la cittadinanza.

In tempi iper rapidi si è passati dal cantiere (io stesso negli ultimi giorni ho indossato elmetto e casco antinfortunistico per visitare il punto vendita che il mio Cliente stava allestendo) alla vendita al pubblico, con attività svolte anche di notte per ottemperare alla data di apertura.

Un centinaio di brand rinomati hanno aperto negozi in quel contesto.

Dunque ambiente altamente attrattivo, comodo da raggiungere e sicuramente distintivo.

Sono partito alla ricerca con tutti i canali che come società specializzata nella selezione potevo adire e in pochi giorni ho selezionato e presentato molte persone, finendo per costruire una squadra molto integrata, prevalentemente di giovani, che hanno vissuto la fase pioneristica (caschetto e scarpe da cantiere) partecipando alla messa in onda del negozio (1.000 metri quadri, 8 persone).

Fortunatamente l’operazione si è risolta in un successo, sia di tempi e di qualità. Tuttavia è stata anche molto istruttiva. Abbiamo fatto molte telefonate di convocazione e presentazioni telefoniche dell’opportunità, per tanti versi decisamente positiva. Nonostante tutta la cura messa nel contatto con i potenziali interessati, più volte questi non si sono presentati all’incontro concordato (non imposto), pur avendo curriculum che testimoniavano l’esigenza di trovare un lavoro.

Abbiamo cercato di essere massimamente attenti e corretti nelle relazioni con i Candidati, in linea con l’immagine del nostro Cliente che privilegia gli aspetti umani ed è disposto ad investire sui giovani (ad esempio uno dei migliori è un ragazzo di 19 anni che ci ha convinto per i suoi tratti, adatti a quel tipo di Store) od anche ad accettare persone di ben altra età (una 51 enne abilissima nella vendita).

Spesso si sentono i Candidati lamentarsi delle Società di Selezione che non danno informazioni, non fanno sapere più niente, non hanno cura della relazione e così via. Tuttavia dobbiamo dire che talvolta queste lamentele non hanno alcuna ragione di esistere, anzi sono i selezionatori che possono lamentarsi della mancanza di rispetto da parte dei Candidati.

Ci sta che una persona cambi idea od abbia dei problemi per cui non si presenta all’appuntamento, ci sta meno che non avverta o che richiamata non risponda al cellulare oppure ancora che si debba presentare al lavoro e non ci vada nonostante gli accordi presi. Oppure che si inventi una scusa, una malattia, un impegno famigliare, mentre in realtà sta andando ad approfondire altre posizioni (lo si deduce perché subito dopo rinuncia o peggio non si fa più viva).

Insomma, sembra proprio che nel mondo del lavoro si debba ricostituire un tessuto cognitivo di comportamenti corretti (da una parte e dall’altra) in modo che ci sia un rispetto reciproco ed una collaborazione verso il processo selettivo che in fondo è di interesse di entrambe le parti, specialmente quando c’è di mezzo una società di selezione che ha comunque l’interesse a portare avanti Candidature valide.

Probabilmente è un segno dei tempi, si vive di ansie, di frenesia, di cellulari che squillano ad ogni piè sospinto, di dipendenze psicologiche dal bisogno di essere in contatto, dal lavoro considerato solo come strumento per guadagnare, dalla mancanza di amor proprio e di dignità personale.

Abbiamo una volta di più scoperto che chi ha veramente voglia di lavorare non ha problemi perché il lavoro se lo cerca e se lo prova, mentre molti altri sono più facilmente lamentosi e pretendono senza dare.

Tra le persone inserite qualcuno non si è adattato, nonostante il disperato bisogno di lavorare, qualcun altro non ha retto il ritmo dei primi giorni, ma una squadra forte si è rinforzata attraverso una sinergia interpersonale e di gruppo, costituendo ora un gruppo affiatato, motivato e contento.

Ancora una volta il segreto nel mondo del lavoro non è fuori di sé, nella società inadeguata a dare lavoro ai giovani, bensì dentro di sé, quando c’è volontà, impegno, responsabilità, attenzione agli altri, si conseguono risultati, sia immediati (il lavoro), sia futuri (la crescita).

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

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