Nostalgia del passato…ma senza facebook si può ancora vivere?

Facebook e le lettere di una volta


Un giorno aprendo FB vedo un piatto fotografato da una delle amiche virtuali: c’è una poltiglia grigetta definita “trippa” …di nonna mi viene da dire, irriverentemente, poi mi ricordo che anche io sono Nonna.foto lettera

Da allora mi ritrovo quasi quotidianamente sul pc foto di piattini e piattoni pieni di spaghettini all’aglio olio peperoncino, spaghi alla carbonara o penne rigate  alla puttanesca, scampi, guazzabugli di cacciucchi, polentine mollicce con sughetti sospetti, coniglietti…mioddio spero che non siano i nostri amici domestici, come succedeva anni fa al tempo del dopoguerra.  Metto falsamente MI PIACE.

E un’atmosfera di nostalgici ricordi mi viene alla mente: le lettere di nonna Giulietta, ( allora si usavano le lettere di carta che si imbustavano e vi si appiccicava con una leccata un bel francobollo ) che una volta alla settimana scriveva da Firenze a mia Mamma ( sua figlia ) – che abitava a Roma- che cosa avevano mangiato la Domenica, dopo la Messa.

La Mamma ce le leggeva ad alta voce.

Ogni pietanza occupava una riga, scritta in un inclinato pulito stile brava ragazza, si iniziava dall’antipasto con salame prosciutto e via.., poi una bella porzione di tagliatelle fatte a mano con ragù per tutta una mattinata, un bel fritto misto alla toscana con cervella cotolette panate carciofi, patate e via….certo alla fine la crostata con la marmellata fatta in casa. Caffè (  a volte il digestivo …altra mazzata ).foto piatto

La lettera proseguiva con domandine sul profitto scolastico di noi nipoti e poi c’erano i baci e gli abbracci.

Ma che c’entra ora Fb e quelle foto…”allettanti” ? A volte le amiche- amici stranieri fotografano i loro cibi, …mamma “le ciorbe”, zuppe dell’est che sembrano quelle di Gian Burrasca… per ora ancora non gli insetti, anche se saranno i futuri rimedi ( dicono deliziosi ) alla fame.

C’entra Fb  con quelle nostalgiche lettere perchè, nonostante la nostra modernità, MANGIAMO ancora e vogliamo che gli altri di Fb sappiano  che mangiamo bene.

Quando eravamo diventati più ricchi non ci pensavamo a queste rivelazioni, andavamo spesso al ristorante; adesso diciamo che è migliore la pizza surgelata di quella marca là, che “chi ce lo fa fare a buttare via i soldi solo per uscire di casa”, non dobbiamo nemmeno aspettare il servizio lento esasperante  per sgranocchiarci una pizza che magari è pure meno condita di mozzarella ( noi buongustai casalinghi l’arricchiamo di pezzi di filante “bufala” e ci aggiungiamo anche pomodorini a pezzetti e il basilico del vasetto sul davanzale – anche quello lo schiaffiamo su FB..una raffinatezza! ).

Ecco che il cerchio si chiude: siamo uguali ai nostri Nonni, nonostante il divorzio, le famiglie allargate, gli  amori virtuali e le amicizie Fb dobbiamo dirglielo agli altri cosa facciamo, come lo facciamo, che si sappia in giro, e, se a loro non gliene importa un fico,… ecco : glielo sbattiamo bene fotografato il nostro piattino a colori e che colori!

Nihil humani a me alienum puto!
Luciana Brusa


Luciana Brusa,
vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato due romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ) e ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ). Dal 2013 collabora al giornale SportWork

   

 

Un commento

  1. Luciana Brusa

    Oggi addirittura mi hanno mandato un corto con i chiodini che stanno cuocendo e si sente proprio il rumore, fra un po’ mi manderanno anche il profumino dei loro manicaretti!

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