Blog

logo intestazione_verde

Natura e Immagini: il Tasso

Nota dell’ Editore:
con questo numero abbiamo il piacere di iniziare una collaborazione con Luca Giraudo, ex Guardia Parco del Parco Naturale Alpi Marittime, attualmente freelance, ornitologo, fotografo naturalista, guida escursionistica e tanto altro….Ci porterà nel mondo degli animali, nel loro stato selvatico, facendoci conoscere i dettagli di vita nel loro ambiente naturale

                                                                                                          ————-

Una traccia nel fango segue la pista sterrata in mezzo al bosco lungo la quale sto camminando, piccole impronte squadrate con quattro unghie ben visibili.

Anzi, due tracce sovrapposte, qui e là si vede bene che uno dei due animali ha scartato dalla direzione principale, per poi tornare lungo la linea di spostamento.

Dunque due tassi sono passati qui nel corso della notte. Chissà a che ora. In piena notte? All’alba?

Si sono soffermati alla base di un larice, uno dei due sicuramente ha depositato le sue feci, marcando nel contempo il suo territorio.

Le fatte sono nerastre, inglobano frammenti chiari, probabilmente castagne, così abbondanti in questo bosco.

Le tracce proseguono e nei pressi di un piccolo vallone, nel quale scorre un piccolo ruscello, scartano dalla pista sterrata e si inoltrano lungo il pendio, fra l’apparente caos di rovi e giovani frassini, aceri e castagni selvatici.

Certo non è facile vedere un tasso. In pieno giorno intendo. Ma la sua presenza è ben evidente qua e là, nel bosco: tracce di alimentazione, scavi, latrine, le impronte, talvolta. 

Ma Francesco è stato fortunato, una fortuna che lui asseconda grazie alla sua costanza e pazienza infinite. E’ riuscito a seguire per diversi minuti questi due tassi, intenti a cercare cibo fra l’erba. Puoi godere delle belle fotografie che mi ha donato. Una vera rarità.

Guarda, un topo selvatico, cerca di prenderlo! Ah, peccato, ti è sfuggito!” “Eh, sì, è uscito all’improvviso da quel buco, sebbene lo avessi percepito non sono stato così veloce nel prenderlo.” Il naso dei due tassi sonda fra le foglie morbide, le zampe robuste creano buchi piccoli e quasi rotondi, alla ricerca di una larva di coleottero, un bulbo di una liliacea, un lombrico che si avvicina alla superficie, in attesa di poter uscire allo scoperto, finito l’inverno.

Eh sì, è uno dei Mustelidi più eclettici e adattabili, perché sa cibarsi sia di vegetali, frutti e radici, che di animali, insetti appunto, lombrichi e,se capita o scarseggiano altre prede, anche roditori e uccelli.

La pausa invernale è ormai terminata e sebbene alle nostre latitudini i tassi non abbiano un vero e proprio letargo (infatti sovente mi è capitato di incontrarli in febbraio, al bordo di strade innevate) deve approfittare della primavera che avanza, con tutto il suo ben di dio, per rimettere su un po’ di pancia in vista della stagione degli amori e, per le femmine già fecondate lo scorso anno, la stagione dei parti.

Ah, già, perché il tasso, al pari di altri Mustelidi, va in amore in febbraio-marzo, ma solo la primavera successiva i piccoli verranno alla luce. Com’è possibile? Dodici mesi di gestazione per un animale così piccolo?

Eh, no, dopo che l’ovulo è stato fecondato, l’embrione non si impianta nel’utero, ma può restare in quiescenza per dieci mesi, sviluppandosi quindi solamente all’inizio dell’anno successivo. Dipende sempre dal momento in cui è avvenuto l’accoppiamento.

Ad ogni modo i piccoli verranno alla luce all’inizio della primavera, momento in cui la madre potrà nutrirli al meglio.

Una strategia per noi insolita, ma evidentemente di successo.

Senti anche tu un odore forte che arriva da destra? La volpe è anch’essa in perlustrazione, forse ha catturato lei quel topo che mi era sfuggito.”

Chi è?” “Ah, è la femmina che vive qui dalla scorsa estate, sai, ha rimpiazzato la vecchia, quella che abbiamo trovato morta in luglio.”

“Sì, l’ho già incontrata due notti fa. Non pare minacciosa, speriamo solo che non le venga in mente di prenderci la tana, come aveva cercato di fare la vecchia”.

La competizione con la volpe è normalmente limitata ai rifugi e, talvolta, a qualche risorsa di cibo. Raramente, ma è possibile, la volpe può predare i giovani di tasso. Occasionalmente le due specie convivono in una stessa tana.

Normalmente le due specie, pur condividendo lo stesso habitat, si rivolgono a nicchie alimentari differenti. Il tasso più sulle parti vegetali e sugli invertebrati, la volpe sui frutti i sui roditori, prede che il tasso ricerca maggiormente in alcuni periodi dell’anno, in particolare in primavera.

Ben più temibile è il lupo, adesso che è ritornato nelle nostre vallate. Certamente se può scegliere il lupo non va a cercarsi rogne con un temibile tasso, però…

E che dire di noi umani, con le nostre veloci automobili?

 A volte, molto presto al mattino, che è ancora buio, mi è capitato di sorprenderlo correre lungo il bordo di una strada, dove spesso trova la morte. Non è difficile purtroppo trovare un tasso morto, soprattutto dove i suoi territori vengono attraversati da strade, anche a bassa percorrenza.  

E’ comunque un animale misterioso, a noi è simpatico perché ha dei caratteri infantili, che lo rende un animale tenero e coccolone.

E in molti racconti è rappresentato come un animale saggio. Sarà proprio così?

Nel vederlo girovagare nel bosco si direbbe che sa quel che cerca, uno che si fa gli affari suoi, diremmo noi umani.

E poi è proprio un abitudinario: lo si vede dai sentieri che traccia, ben marcati, che evidentemente percorre con assiduità. Mai lasciare la strada certa… se si sa cosa cercare.

Tenero e coccolone, forse. Ma non sempre. Socievole con i suoi simili, può essere molto aggressivo con altre specie, soprattutto se deve difendere se stesso o la sua tana da un predatore.

Oppure con i suoi conspecifici, quando è il periodo degli amori e i maschi diventano focosi; ma anche in altre situazioni, quando ad esempio è minacciato da un uomo. Il giro di perlustrazione continua, al buio: un percorso fatto soprattutto di odori, di memoria olfattiva molto sviluppata, indispensabile per sopravvivere nella foresta notturna.

E per individuare le molte possibilità che il bosco offre durante le varie stagioni.

Le castagne rimaste dall’autunno sono certamente una leccornia, e pure sostanziosa, che aiuterà i nostri tassi ad affrontare i mesi a venire.

Ma anche i primi carabi che escono allo scoperto, anche loro in caccia notturna.

In altri ambienti so che mangia molto le olive, oppure le ghiande, che sono una risorsa sovente molto abbondante. Mentre disdegna i boschi di conifere, troppo poveri di frutti che cadono a terra.

Mi aggiro nel bosco rimanendo fuori sentiero, cerco le sue tracce di alimentazione o le latrine, che sono molto evidenti.

Questa volta sono fortunato. Al bordo del castagneto, sul versante a settentrione, all’ubac come diremmo in Piemonte, scorgo un grosso scavo, la terra nuda e le gallerie sono inequivocabili. 

La tana è scavata in mezzo a radici di alberi, nei pressi di alcune rocce, i cunicoli sono profondi, molte le uscite, dovrebbero essere più d’uno gli animali che l’abitano, un clan familiare che si cela di giorno. Mi avranno sentito?

E’ vero che in Italia i tassi non formano clan numerosi, di solito la coppia convive con la prole finché questa non lascia la tana per formare altri nuclei familiari. In particolare saranno le femmine a uscire dal clan per prime, alla ricerca di un maschio con il quale fondare un nuovo nucleo familiare.

Ma al Nord, in Inghilterra, dove gli studi scientifici sulla natura sono sempre stati molto approfonditi e di lungo corso, le tane possono essere abitate da molti tassi e addirittura da più famiglie. Dipende certamente dal tipo di risorse che trova per cibarsi.

E così i due tassi rientrano alla tana, la notte è stata proficua, la pancia è piena e ci si può dedicare al meritato riposo. Domani sarà un altro giorno.

Anzi, un’altra notte.


Luca Giraudo

Luca Giraudo, si appassiona all’avifauna intorno ai 22 anni. Questa passione parte comunque da lontano, da quando, intorno ai 12 anni, si appassiona di insetti e aracnidi. Grazie a questa spinta si avvicina al mondo dei parchi e nel 1992 prende l’abilitazione da Accompagnatore Naturalistico. Con una base più solida e l’esperienza di campo, riesce nel 193 a diventare guardiaparco presso l’allora Riserva Naturale del Bosco e dei Laghi di Palanfrè, poi accorpata nel Parco Naturale Alpi Marittime. Dal 2004 in poi, prima come tecnico e poi come funzionario tecnico, si occupa di molti progetti legati sia all’avifauna, come il Progetto Migrans, il Progetto Gipeto, i monitoraggi dei Galliformi e dei Passeriformi, sia all’ittiofauna e agli invertebrati, collaborando nel progetto ATBI. In questi anni segue numerosi progetti europei e coordina la Rete Osservatori Alpi Occidentali, che raccoglie le osservazioni di gipeto e altri avvoltoi.

Dal 2018, prima in aspettativa e poi definitivamente, lascia il Parco, dedicandosi alla nuova attività che nel frattempo ha sviluppato: ornitologo, guida ambientale escursionistica, istruttore di Nordic Walking, consulente sull’escursionismo per Comuni ed Enti locali. Per contatti www.lookingaround.it





 

Leave your comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi