Natale, riflessioni, pessimismo e speranze

Carissimi,

come ben saprete Cristo si rende conto dell’abisso che c’è tra il suo modo di vedere le cose e gli altri, comprendendo negli altri anche gli apostoli.

Naturalmente saprete anche che Cristo “sa” che deve morire perché nel cuore e nella mente degli uomini non c’è posto per lui.

Io penso che egli non parli secondo parabole misteriose (per me molto significativa è la parabola del seminatore ( mt.13 ) ma, con parole chiare, di cose limpide come il cristallo.

Ma gli Uomini non hanno orecchie per queste parole. Anzi, equivocano il significato delle sue parole e a conseguenza di ciò Cristo dovrà morire.

Citando il profeta Isaia Cristo dice: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini“. (mt.13, 8-9)

Cristo sa che presto giungerà il disastro e che nessuno muoverà una mano per salvarlo.

Dov’erano le folle che inneggiavano al figlio di Davide quando Pilato invita gli Uomini a scegliere tra Lui e Barabba? dov’erano i suoi i apostoli?

Nessuna voce si alza in sua difesa anzi, addirittura viene rinnegato.

Che tristezza.

Citando una profezia del profeta Isaia Cristo afferma ancora:

Voi udrete, ma non comprenderete,
guarderete ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo
si è indurito, son diventati duri di orecchi,
e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi,
non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi. ( mt. 13, 14-15)

Questa è la “CORAZZA” : gli Uomini  non vedono, non  sentono, non intendono. Le parole dei profeti di tutti i tempi, sono sprecate, i martiri sono morti invano, i santi sono morti per nulla, e la morte di Cristo continua incessantemente nei secoli.

Pessimista? Si lo sono e anche tanto.

Ma una piccola speranza possiamo concedercela che ne dite? D’altronde la Sua parola è una parola di speranza:

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli…………(mt 5)

Franco Mauroner

Franco Mauroner, funzionario pubblico, ritirato dal lavoro, è stato responsabile della comunicazione istituzionale e trasparenza del Comune di Trezzano Sul Naviglio. Dal 2007 al maggio 2012 segretario particolare del Sindaco di Abbiategrasso e per il Comune di Trezzano Sul Naviglio in oltre un trentennio ha ricoperto le funzioni di funzionario dell’area sociale, dell’area culturale e dell’area informatica. Ha collaborato con Anci, Ancitel, Upi, Uncem; inoltre è stato consulente per Anci risponde ed Anciform, Legautonomie, Consorzio dei comuni della Provincia di Bolzano, Associazione dei Comuni del Lodigiano, DTC PAL del Canavese, Consiel Enti Locali. Svolge attività di docenza e consulenza nella Pubblica Amministrazione in materia di applicazione della legge sulla trasparenza, del codice privacy, di diritto all’accesso, di comunicazione istituzionale. Ha pubblicato alcuni volumi e numerose pratiche per la pubblica amministrazione e ad oggi pubblica articoli e saggi su varie testate (Comuni in rete, Pa-Web, Il Sole 24 ore, Strategie Amministrative, Italia Oggi, Ascolodi, Ordine e Libertà). Ha anche per il 2017 l’attestazione professionale di “comunicatore pubblico”, cioè responsabile della comunicazione istituzionale, inoltre è stato nominato componente la delegazione Lombardia dell’Associazione Comunicazione Pubblica.

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