L’industria italiana perde terreno ma è solo colpa dei costi di produzione?

I CAMPIONI DIMENTICATI

 

foto jessica rossi tiro al volo
Jessica Rossi

Recentemente ai Campionati del mondo di Lima nel tiro a volo gli Italiani si sono piazzati al primo posto assoluto con 15 medaglie contro le 6 degli Stati Uniti, molte d’oro e ben suddivise tra maschi e femmine. La Jessica Rossi ha spopolato come in ogni gara dall’Olimpiade vinta in poi.

Numeri uno al mondo, grazie a doti di concentrazione, accuratezza,  mira, precisione, tenuta.

I giornali hanno dato poco risalto a questo exploit che ci caratterizza da tempo, quasi da sempre.

Il mondo economico ha visto in questi ultimi anni recedere l’Italia agli ultimi posti, quasi come se l’imprenditoria italiana avesse perso le antiche doti e soccombesse alla competizione globale.

Si dice che gli Italiani sono creativi, flessibili, ondivaghi, dispersivi: eppure vinciamo in campi dove la concentrazione, la precisione sono fondamentali. Sul piano scientifico l’Italiano è apprezzato moltissimo, anche se migra all’estero per avere spazio per le sue ricerche. La storia italiana è costellata sì di grandi artisti in ogni campo (creatività), tuttavia anche larga è la presenza di Scienziati che hanno innovato. L’industria italiana si è sempre distinta per la qualità dei prodotti, non solo per l’innovazione. Nella tecnologia ci siamo sempre difesi bene, molte Aziende sono leader mondiali in nicchie specifiche (vedi Mirandola), alcuni comprensori sono inimitabili.

Eppure stiamo perdendo continuamente terreno.

E’ sufficiente dire che dipende dai costi di produzione molto più bassi nei Paesi dell’Est e in Cindia?

Una grande marca del caffè ha portato in Romania la produzione di macchinette a capsule e cialde col risultato di perdere qualità e quote di mercato. Dalla Cina arrivano prodotti a basso costo e spesso di pessima qualità. In un mondo che vive a breve, a brevissimo, abbiamo abbandonato la cura, la concentrazione, la mira, la precisione e abbiamo perso una Leadership conquistata dalle generazioni precedenti: abbiamo scelto la via facile del produrre a meno costo, non importa dove.

Forse dovremmo ritrovare dentro di noi la vis, la forza vitale che ha animato i grandi imprenditori, che stanno scomparendo: le nuove generazioni trovano più comodo vendere ai fondi o ad altri imprenditori (vedi il tessile), quando non sfasciano ciò che chi li ha preceduti ha costruito (ahimè sempre più spesso).

Il messaggio dei Campioni, quelli veri, poco nominati, poco esaltati, notizie di un giorno e oscurità di un anno, potrebbero insegnarci con umiltà e pazienza come si possa essere davvero, ancora, primi nel mondo: il potenziale ce l’abbiamo e dobbiamo trasformarlo in risultati concreti.

Giorgio Cozzi

 

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo, Direttore di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl, militante nel G.S. Montestella di Milano,autore di Turbomanagement – Sperling & Kupfer . Turbomanagement 2 . Franco Angeli Editore – Cambia Adesso – Seneca Editore

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *