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Le opportunità del post Covid-19

Eminenti giornalisti e professionisti da giorni discutono sul Capitale Umano come risorsa imprescindibile dello Sviluppo che attende il nostro Paese, se sapremo sfruttare le risorse che ci vengono messe a disposizione dopo la tremenda epidemia e la conseguente caduta dell’economia.

Fuori di discussione che lo scenario politico e istituzionale mostra crepe pesanti, sia sul piano dell’obsolescenza degli impianti giuridici, sia a livello della macchina organizzativa pubblica, sia relativamente alle competenze.

Altrettanto chiara è la mancanza di una visione trainante da parte del governo e anche dei “tecnici” chiamati a dare indicazioni.

La vera tragedia del dopo virus non è nella difficoltà di reggere le aziende (ovvio anche quella), è soprattutto nell’incapacità di lanciare un piano di investimenti e di azioni rapide tese a coprire l’urgenza del sostegno e la garanzia di un’occupazione ampia nel futuro.

Tutti parlano di riforme e usano il “si dovrebbe”: la domanda è chi fa? Ecco l’indispensabilità del Capitale Umano. Il mondo politico deve creare le condizioni (pianificazione) lasciar fare ai competenti (sistema “ponte di Genova?”) e limitarsi ad un controllo efficace, concentrandosi sulle leve economiche che incidono sulla veloce o lenta ripresa dell’Italia.

Tanti chiedono poche norme, chiare, semplici, pratiche, immediate. Quando i confini del poter fare sono chiari, gli Italiani fanno, non manca né la creatività, né l’iniziativa imprenditoriale, che vanno favorite perché dalla creazione di ricchezza si parte per generare ogni solidarietà ed equità sociale.

La cosa straordinaria è che sembra che nella Pubblica Amministrazione vi sia poca competenza e comunque un focus generalizzato sulle procedure, sulle norme, sulla burocrazia, mentre sul mercato esistono fior fiore di Manager che le multinazionali stanno dismettendo e che sono una risorsa importante per avviare gestioni avanzate nelle istituzioni, semplificando i processi, riducendo i doppioni, facilitando la crescita professionale e l’adozione di metodi gestionali digitalizzati anziché quelli borbonici ancora in uso.

Si rischia una grande disoccupazione di persone preparate professionalmente mentre si garantisce una grande occupazione di persone impreparate professionalmente. Bisogna capovolgere i valori in campo e recuperare le risorse di tempo e di lavoro che appesantiscono il debito pubblico, che prima o poi tutti, tutti, dovremo pagare.  Formare, riconvertire, rigenerare, rivalutare, ecco la strada per ritrovare o rifondare il Capitale Umano.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale) – Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

 

 

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