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numero 151 - 01/2020 - anno 7 Socio politico

Le ali all’Italia o leali all’Italia?

Prendo lo spunto dall’ultimo libro di Giacalone, noto giornalista e scrittore, presente ogni giorno su RTL 102,500: “Le ali all’Italia”, che come titolo si presta a giochi di parole. Il contenuto è una dissacrante analisi del nostro tempo, basata su dati di fatto e statistiche certe, che mette in luce un andazzo governativo perenne di vita sopra alle possibilità reali del Paese e un rimando continuo ai sacrifici necessari per riequilibrare il debito pubblico, preferendo (tutti i partiti) fare promesse inattuabili pur di avere consenso e garantirsi le posizioni di privilegio. Si formerebbe così una classe di élite senza la competenza necessaria, senza esperienza e soprattutto senza una visione del futuro e di ciò che serve per generarlo.

I temi sono sempre gli stessi, caratterizzati da una cultura in profondo degrado (dalla scuola in su) e dall’incapacità di gestire la macchina amministrativa, come dimostrano i tempi inenarrabili della giustizia (spesso iniqua), il disservizio generalizzato, l’eccesso di burocrazia automantenente, la mancanza del senso di responsabilità, di direttive e di controllo.

Pur in presenza di eccellenze in ogni dove, riconosciute anche internazionalmente, tuttavia espressione di singoli piuttosto che di un valore collettivo (vedi sanità, ricerca, tecnologia innovativa).

Giacalone espone fatti e disastri, mettendo anche in evidenza ciò di cui ci sarebbe bisogno e qui il gioco di parole favorisce un’ulteriore riflessione: non si tratta solo di mettere le ali all’Italia (guarda caso sembra un richiamo alla condizione nefasta della compagnia di bandiera), bensì di essere leali al nostro Paese.

Se si iniziasse a pensare davvero al bene dell’Italia, si potrebbe iniziare a collaborare su aspetti chiave, pochi e precisi, su cui non ci dovrebbe essere disaccordo a priori solo per avere consenso, bensì per risollevare il Paese da una incombente difficoltà rappresentata dal debito pubblico, da una rovinosa spesa di gestione corrente, dal ridursi dei produttori di reddito, dall’aumento dei beneficiari di reddito (popolazione che invecchia, figli e giovani che mancano, lavoratori pubblici vocati solo allo stipendio e numericamente in eccesso); povertà di investimenti sullo sviluppo.

Per mettere le ali occorre, a mio avviso, essere leali, sia sul piano personale impegnandosi al massimo con passione in ciò che si fa in modo onesto e dando valore alla comunità, sia a livello del rapporto fisco/servizi sociali, diminuendo la pressione delle tasse e alzando il livello qualitativo di ciò che viene ritornato al cittadino.

Sono d’accordo con Giacalone quando afferma che ogni italiano agisce contro lo Stato, o per difendersi o per trarne profitto (ai limiti o fuori della legalità) senza rendersi conto che ognuno di noi è Stato: dobbiamo aumentare la consapevolezza dell’essere parte e responsabile di ciò che è lo Stato, siamo noi e basta. 

Proprio questo aspetto che mi sento di condividere, mi spinge a differenziare il mio pensiero: è sul piano di una diversa coscienza di sé che si passa per cambiare un contesto in continuo degrado. Cambiamento che l’élite può favorire solo se per prima cambia prospettiva: dal potere individuale al risultato sociale, pensando non al consenso immediato (“tutti vogliono tutto e subito” e noi lo promettiamo) bensì al consenso sui risultati che solo nel tempo possono venire per sviluppare il nostro Paese come merita per la ricchezza storica e culturale che rappresenta nel mondo.

In fondo basta P.O.C.O. : Pianificazione (con una visione), Organizzazione (delegando ai privati invece che facendo direttamente), Controllo (questo sì diretto, preciso, puntuale, con sanzioni certe sulle inadempienze e sulle evasioni) verso l’Obiettivo (collettivo e di alto respiro per la salvaguardia del Paese nell’Europa, e delle future generazioni).

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

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