Lavoro: la sicurezza insicura, un fatto di cultura

I numeri parlano chiaro e dimostrano che l’attenzione alla salvaguardia della vita umana è molto meno di quella che leggi e normative impongono.

Suona male rilevare che si è arrivati a 215 morti in 5 mesi superando le statistiche precedenti, come se assistessimo a una sorta di entropia che va verso il peggio anziché verso il meglio, in aperta contraddizione con gli investimenti fatti in materia per obbligo di legge.

E’ certo che le Aziende, in genere, si sono messe in regola, applicando formalmente quanto richiesto dalle norme ed anche hanno proceduto ai corsi obbligatori.

Tuttavia deve essere chiaro a tutti che la SICUREZZA non la si ottiene solo con i vincoli, le norme, le noiose ore di lezione frontale e nemmeno con le sanzioni (deterrente a brevissimo termine), bensì può essere perseguita con la CONSAPEVOLEZZA maturata a tutti i livelli e con Direzione e Preposti che la vivono come un VALORE.

Essere coscienti che la VITA è il valore primario deve essere manifestato in tutti i COMPORTAMENTI coerenti che la Direzione mette in atto e che i Preposti traducono nel lavoro quotidiano.

Gli Operatori risentono delle condizioni di lavoro e dell’ambiente, non solo fisico, soprattutto sociale e culturale in cui si muovono.

Se il contesto privilegia la pressione, il risparmio sulla manutenzione, la fretta, le priorità di produttività e costi, è certo che i comportamenti rischiano di diventare insicuri, perché non conta tanto quello che si dice ma quello che si fa.

I successi, ZERO INFORTUNI, arrivano laddove gli Operatori hanno interiorizzato l’importanza dei comportamenti sicuri e non hanno bisogno di essere sorvegliati per agire in Sicurezza, semplicemente perché scelgono loro, in quanto convinti, di agire rispettando modalità sicure.

Fermo restando che storicamente l’80% degli INFORTUNI avvengono a causa di comportamenti insicuri, ecco che una vera CULTURA della Prevenzione elimina una gran parte degli incidenti.

Purtroppo appare sempre più chiaro che in questi anni di estrema attenzione ai costi, quel 20% che avrebbe dovuto ridursi per effetto della valutazione dei rischi e delle protezioni obbligate, non è affatto diminuito e diversi casi di infortunio mortale richiamano responsabilità aziendali pesanti.

Il pesce puzza dalla testa, si dice, quindi possiamo evidenziare come una CULTURA DELLA SICUREZZA non possa che partire dal vertice aziendale, che ci deve credere, non per obbligo di legge, bensì perché la VITA è una priorità assoluta.

Quindi bisogna sviluppare in tutta l’Azienda la sensibilità alla “percezione del rischio” che è una causa ricorrente di errori che si compiono sulle macchine o nelle manovre sul posto di lavoro.

La mente umana ha grandi potenzialità, tuttavia ha anche dei limiti: la routine, l’eccesso di confidenza, la distrazione, talvolta non rendono consapevoli di cosa si sta facendo o non fanno vedere l’anomalia che poi influirà sul rischio di incidente.

La Formazione pertanto non può limitarsi alla normativa e la gestione non può solo richiamare la sanzione, piuttosto si deve sviluppare consapevolezza e premiare i comportamenti sicuri, rinforzandoli e stabilizzandoli.

Le migliori aziende (zero infortuni come approccio e spesso come realtà) ricorrono alla BBS (Behavior Based Safety) che in sostanza trasferisce la responsabilità dei comportamenti sicuri agli Operatori stessi, così che nella loro postazione di lavoro scelgano un modo di lavorare in sicurezza senza bisogno di imposizioni perché condividono i principi che l’animano.

Ancora una volta si tratta di CULTURA, quando si sa e si condivide, tutti agiscono all’unisono e ciò garantisce produttività, motivazione e SICUREZZA SICURA.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *