Sport & Work n.119-12/2018-anno 5 Lavoro: industria 4.0, competenze digitali e orientamentti strategici

Sapere dove andare e decidere come andarci è un must dei nostri tempi!

La ripresa c’è, la ripresa è lenta, va bene ma sta rallentando. Il cambiamento c’è davvero, dove ci sta portando, l’economia come sarà? Borse e spread reagiscono male, i trend sono incerti, si pensa a problemi di ampio respiro populistico, ma poco ai fattori economici che reggono il Paese. L’incertezza avanza.

In un contesto così complesso le industrie che vogliono sopravvivere ai marosi esterni e politici, devono necessariamente attrezzarsi.

Si parla di 4.0 e sicuramente è stata una buona iniziativa, che prelude alla volontà delle aziende di fare un salto di qualità, potremmo dire “culturale” nel senso più ampio.

Un Paese trasformatore come il nostro non può che lavorare sull’efficienza (dando per scontata la creatività, altrimenti i discorsi cadono), vale a dire tempi, costi, qualità, il che naturalmente è una bella sfida visto che come mano d’opera abbiamo oneri più alti dei Paesi concorrenti e una burocrazia che lega pesantemente le attività.

Al di là del contesto conta ragionare su ciò che gli Imprenditori possono fare per competere al meglio.

Innanzitutto la capacità di lettura dei mercati e del contesto sono fondamentali e l’analisi SWOT (Opportunità, Minacce, Forze e Debolezze) diventa un primo passo obbligatorio, non più e non solo di intuizione, bensì di metodo e collegiale.

In secondo luogo occorre stabilire un obiettivo ben preciso, coerente con l’analisi svolta e impostato SMART (Specifici, Misurabili, Accessibili, Rilevanti, Tempificati), sempre da condividere in Azienda con le figure di maggior responsabilità se non con tutti.

Fin qui niente di strano, anche se è una parte fondamentale del processo. Quindi bisogna concordare le strategie di base, ad esempio utilizzando un modello pubblicato in TURBOMANAGEMENT e TURBOMANAGEMENT 2 (rispettivamente editi da Sperling & Kupfer e da Franco Angeli Editore, da Giorgio Cozzi) e esposto in Fig.1.

Il modello serve per individuare le 4 strategie su cui si può muovere un’azienda incrociando gli assi della Continuità (Miglioramento) – Discontinuità (Innovazione) con gli assi di allocazione delle Risorse Aziendali, vale a dire all’Interno o all’Esterno. Nascono così 4 quadranti che permettono di individuare e condividere le azioni strategiche da intraprendere, pesandole poi tra di loro (100 punti in totale da dividere per quadrante), definendo pertanto le priorità. Se l’esercizio è condiviso fra gli uomini di vertice e magari vengono coinvolti i cosiddetti middle manager, ecco che la visione diventa forte e chiara, uguale per tutti, dando un indirizzo preciso alle attività.

La formula è stata utilizzata con successo da circa 76 aziende ed è flessibile, pertanto applicabile ad ogni contesto perché favorisce la discussione e il confronto, facilitando decisioni comuni.

Stabilito e condiviso dove si vuole andare, resta da decidere come andarci. In effetti in situazioni di drammatica emergenza è ovvio che l’unica possibilità è la cultura dell’uomo che guida, coraggioso e audace, che prende i rischi necessari pur di uscire dalle situazioni di crisi.

Lo stesso non vale per nulla in contesti calmi o in situazioni evolutive moderate, anzi provocherebbe gravi resistenze e ritorsioni.

Dunque l’imprenditore che detta legge, tipico della medio piccola impresa padronale, rischia di non reggere più e andrebbe in contraddizione con l’epoca 4.0 che richiede “competenze distintive” molto più elevate che nel passato e sempre meno legate al prodotto in sé.

Per di più l’evoluzione in atto richiede come fatto imprescindibile le COMPETENZE DIGITALI che risultano essere la chiave di volta del successo o del declino delle Imprese. Se vale per le Multinazionali, già più attrezzate, figuriamoci per le Imprese padronali, notoriamente meno competenti in materia o con meno risorse dedicate.

A supporto si può usare un secondo modello, sempre tratto da Turbomanagement e affermato in molte realtà, anche imprenditoriali. La cultura organizzativa la si può configurare come espressione di dinamiche di Competizione-Cooperazione contrapposte e incrociate con gli ambienti Stabili o Variabili (Pianificabilità o Flessibilità) e anche in questo caso si tratta di decidere il dosaggio. Abbiamo suggerito di condividere una pesatura dei quadranti che emergono, vedi fig.2, in base agli orientamenti che una Azienda ha e che vede come più appropriati per il proprio futuro, coerentemente alle strategie lanciate.

Declinando le azioni da intraprendere in ogni quadrante, fatto 100 il totale dei punti assegnabili, ecco che si può individuare dove si è (AS IS) e dove si vuole andare (TO BE).

Decisi i due modelli rimane da effettuare l’Action Plan, semplicemente decidendo e condividendo la priorità e la tempificazione delle azioni decise e condivise sia nel quadrante strategico, sia in quello culturale.

In pochi giorni l’Industria diventa potenzialmente 4.0 perché acquisisce consapevolezza condivisa del proprio futuro e decide come muoversi verso il successo, tutti insieme, con le competenze possedute o con quelle (come le digitali) da acquisire dall’esterno.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

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