Lavoro: chi cerca lavoro e chi cerca persone, le due prospettive

Il mercato del lavoro vive spesso su due variabili di fondo: chi con fatica cerca una posizione lavorativa e chi, con altrettanta fatica, cerca persone da inserire in azienda.

Il bello è che di norma si assiste a una sequela di lamentele, sia da una parte, sia dall’altra.

Tutti i media riportano a caratteri cubitali la penuria di posti di lavoro e l’affannosa ricerca, soprattutto da parte dei neo laureati (ma anche dagli ultracinquantenni) di un’occupazione.

Questo fatto viene indicato come un aspetto endemico della nostra debolezza strutturale come Paese, incapace di garantire lavoro a milioni di persone.

Molto meno enfasi viene data alle difficoltà che incontrano le aziende nel reperire personale idoneo a ricoprire le posizioni vacanti.

Eppure anche da questo lato le cose non vanno così bene, nonostante i segnali di crescita, la predisposizione ad assumere, gli incentivi che sono stati offerti ai datori di lavoro, norme un pochino più aperte.

Il grado di insoddisfazione reciproco è alquanto elevato e merita considerazione la distanza tra ciò che serve alle Aziende e il materiale di competenze disponibili sul mercato del lavoro.

Scendendo sul piano pratico, di cosa si lamentano i ricercatori di lavoro (quando lo sono davvero) : assenza di risposte, tempi lunghi, trattamenti come numeri, oggetti, costi anziché “persone”, pregiudizi di vario tipo e genere.

Di cosa si lamentano i datori di lavoro (o i loro intermediari)? Mancanza di rispetto e di educazione, superficialità, atteggiamenti sfiduciati o negativi, pretese, mancanza di consapevolezza, assenza di motivazione, ecc.

Cosa osservano le società di selezione? Bisogna fare anche qui i distinguo. Aziende che hanno professionalità e immagine attentissime a tutto il processo selettivo, anche in presenza di criteri severi di selezione; Aziende travolte o stravolte dagli impegni che non hanno attenzione e massificano i processi selettivi.

Parlando delle committenze, talvolta non è chiaro cosa realmente vogliono oppure non hanno chiaro i limiti del mercato del lavoro. Quasi sempre hanno profili (per lo meno all’inizio) estremamente rigidi e poco compatibili con le disponibilità di competenze. Poi hanno spesso tempi lunghissimi, non danno risposte, cercano sempre la quadratura del cerchio, non investono sul potenziale, mirano al ritorno immediato e hanno poca apertura mentale e creatività.

Certo il sistema economico e normativo non favorisce la propensione al rischio, tuttavia così si rischia di non innovare, non cambiare, non poter disporre di personale formato (pochi formano davvero dal basso).

Parlando dei Candidati, frequentemente accettano appuntamenti a cui non vanno, senza avvertire, (anche in fase di presentazione al datore di lavoro potenziale), non si preparano, non curano l’immagine, vivono il colloquio come un fatto burocratico, non si esprimono per ciò che sono, credono troppo al caso, alla fortuna, alle simpatie o alle preferenze. Così alimentano i pregiudizi, anziché giocarsela alla grande, con impegno, volontà, apertura di sé, valorizzazione della propria identità.

Per i Consulenti i processi dovrebbero essere più chiari a monte, più veloci nel durante, più decisi e precisi dopo i colloqui. Con i tempi lunghi si rischia di demotivare i Candidati e la mancanza di risposte viene percepita come una risposta negativa.

Più i tempi si allungano e più Aziende e Consulenti perdono di attrattività e di immagine.

E’ ben vero che le migliori società di selezione curano i Candidati nella fase di decisione, mantenendo il rapporto e l’informazione, ma non sempre è obiettivamente possibile.

Per di più esistono realtà in cui la macchina, per così dire burocratica, della selezione, si inceppa: mancanza di conferme sugli appuntamenti, inflessibilità sugli orari, spostamenti all’ultimo minuto, pretese che i Candidati si prestino a qualunque richiesta e così via.

Ovviamente non è tutto così nero e inadeguato, peraltro è evidente che la pressione che tutti in azienda subiscono oggi, nell’era esasperata del multitasking, induce ad errori organizzativi e gestionali, tuttavia proprio questo fa la differenza tra un approccio attento alle persone e uno attento solo alla soddisfazione della lacuna.

Un ultimo punto è rappresentato dall’inserimento: oggi si pretende che l’assunto sia operativo subito, senza curarsi dell’accoglienza e dell’integrazione o della formazione di base nel nuovo contesto.

Il lavoro della Società di selezione è diventato talvolta di maggiordomo o di assistente sociale per lenire le discrasie continue che incontra nella relazione mediatrice fra domanda e offerta di lavoro, svolgendo una missione di autenticità e consapevolezza che lo scenario attuale richiede.

Al di là di qualche facile ironia, occorre un po’ tutti sul mercato fare atto di fede sulla buona volontà degli attori, sulla pazienza che occorre per portare avanti processi comunque complessi e delicati, maturando tutti insieme una migliore capacità di ascolto e di attenzione alla persona. Prima di tutto un Candidato è una persona e spesso va ricordato, anche se dai Candidati si pretende, giustamente, un comportamento coerente in termini di disponibilità, motivazione, attenzione, educazione.

Giorgio Cozzi

Giorgio Cozzi, Sociologo e Psicologo
CEO di ISO Interventi Socio Organizzativi Srl
Partner Italiano di Extended Disc (Piattaforma evoluta di Analisi dei Comportamenti)
Ex Presidente di ASSORES (Associazione fra Società di Selezione)
Membro attivo di CRESCITA (Associazione fra Società di Ricerca e Selezione del Personale)
Trainer e Coach
Esperto di BBS (Behavior Based Safety)
Ha lavorato in Azienda presso Banca Popolare di Novara – Cotonificio Cantoni – Plasmon
Ha lavorato vent’anni in un Gruppo Internazionale di Training (Tack International)
Ha partecipato a Convegni Internazionali e Nazionali sul mondo del lavoro
Presidente di AISM, Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, autore di libri sulla Parapsicologia
Autore di Turbomanagement – Sperlimg & Kupfer (con Bucci e Sprega)
Autore di Turbomanagement 2 – Franco Angeli Editore
Autore di Cambia, Adesso! – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)
Autore di Le parole segrete della vendita – Seneca Editore (con Gianluigi Olivari)

 

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